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Custonaci guida turistica del Comune - Città, Comuni e Paesi di Sicilia

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Custonaci turismo, guida turistica del Comune

Custonaci turismo, guida turistica del Comune, con le proprie peculiarità, costituisce una delle tappe del viaggio.
Organizzare un tour, passeggiare tra le vie del Comune, offre l’opportunità di ammirare edifici storici e caratteristici monumenti.
Prima di organizzare un viaggio nel territorio, è meglio sapere cosa vedere, cosa fare nella località, perche alcuni Comuni godono di uno scenario naturalistico, altri sono sulla costa, troviamo borghi, poco sconosciuti, altri sono paesi da visitare e scoprire lontano dal traffico delle grandi città, chi fa parte del patrimonio Unesco, chi si distingue per l'arte, l'architettura, la cultura, chi per lo slow food, scopriamoli.

Posto all'estremità orientale del golfo di Bonagia, più precisamente Custonaci sorge su una collina a circa 186 metri sopra il livello del mare
In questa sezione è possibile inserire le fotografie del proprio tour
Santuario di Maria Santissima di Custonaci, attorno al quale nei secoli si sono concentrati piccoli insediamenti di agricoltori che hanno poi dato vita alla cittadina. Fu costruito intorno al 1500. Un bellissimo rosone decora la facciata della chiesa. Il santuario, custodisce una tela ad olio su tavola del XV secolo raffigurante la Vergine in procinto di allattare il bambino, oggetto della devozione dei Custonacesi e dei paesi circostanti. Inoltre è custodita una tempera su legno del 1541, bottega del Crescenzio, raffigurante la madonna in trono con bambino.
Sopra il portone centrale in noce del 1842 si trova un grande rosone in tufo a vetri colorati.
Sul lato sinistro dell’edificio s’innalza il campanile che ospita tre grosse campane ed un’altra posta lateralmente; nel 1794 fu rifusa l’antica campana risalente al 1577 per realizzarne una più grande, ovvero l’attuale campana maggiore dal suono veramente ammirabile.
Sul lato destro del Santuario invece si può ammirare la torretta dell’orologio; un altro orologio più antico del 1883 si conserva nei locali del Santuario.
La Chiesa ha in impianto a forma di croce romana, a tre navate, la maggiore delle quali è delimitata da due ordini di colonne che sorreggono gli archi acuti della maestosa volta affrescata, e come tutta quanta la chiesa.
Il pavimento è stato realizzato in marmo di vari colori risalente al Tardo Ottocento.
Sugli archi acuti poggiano le finestre in stile pure ogivale che, dai variopinti vetri, lasciano passare una luce soffusa che invita al raccoglimento ed alla preghiera.
All’interno della navata centrale si può ammirare l’altare maggiore in stile barocco realizzato nel 1627, adornato con marmi intarsiati a vari colori. Nel 1728 è stato realizzato l’attuale apparato marmoreo, dove, alla sommità centrale è posta la statua marmorea dell’Immacolata, opera delle caratteristiche sintattiche compositive databili alla prima metà del XVII secolo, mentre sono presenti ai fianchi due statue in legno, dipinte a finto marmo, raffiguranti i due patroni di Erice Sant’Alberto e San Giuliano.
Nella parte inferiore, in corrispondenza a queste, sono ubicate invece altre due sculture che raffigurano rispettivamente l’Abbondanza e la Sapienza, le quali sono state realizzate nel 1756 da Pietro Calamela, scultore trapanese esperto in manufatti in legno, in avorio e in madreperla.
Nella  Nicchia centrale, che forma il presbiterio, è custodito il taumaturgico dipinto miracoloso raffigurante la Madonna di Custonaci, che è il fulcro dell’intera facciata marmorea, ornato da una cornice in legno con soprastante lamina in argento.
Sulle pareti laterali si possono ammirare due grandi affreschi risalenti alla prima metà del secolo XVIII, raffiguranti sulla destra la “Natività della Vergine”e sulla sinistra la “Natività con i Pastori”, da apprezzare per la loro vivacità narrativa delle scene rappresentate. Gli affreschi sono stati realizzati da Domenico La Bruna.
In alto sulla parte centrale del coro è presente un altro magnifico affresco figurante Dio Padre.
In basso sui muri laterali è collocato il Coro Ligneo in noce intagliato del secolo XVIII, secondo un modulo compositivo che rimanda a soluzioni rococò ed è stato arricchito di decori policromi sulle spalliere.
Nella navata laterale destra, in prossimità della porta d’ingresso, è ubicato un quadro realizzato in tela e carta raffigurante Ecce Homo (o cristo alla corona), ed una lapide dedicata a Francesco d’Andrea Messina, mentre sulla porta laterale troviamo un affresco raffigurante un Trasporto ad Erice Vetta, del quadro posto dentro la “Vara”.
Nella parte terminale della navata destra vi sono due altari uno posto sulla destra dove è collocato il Cristo in Croce in legno del XVIII Sec e una Statua della Madonna in carta pesta; e l’altro frontale dove vi è ubicato un dipinto raffigurante San Pietro Nolasco del fine XVII inizio XVIII Sec. realizzato da Giuseppe Felici.
Nella navata laterale sinistra in prossimità dell’ingresso principale, troviamo una tela raffigurante la Natività con i Santi Francesco e Rocco attribuito a Domenico La Bruna, derivante da uno stendardo professionale, al di sotto è ubicato il Fonte Battesimale realizzato in parte in marmo da Mario Bruno e figli nel 1884 e in parte in legno realizzato dallo Scultore Giacomo Miceli nel 1891.
Sopra la porta laterale sinistra un altro affresco raffigurante lo sbarco dell’immagine di Maria a Cala di Buguto, adiacente all’affresco un confessionale in legno, nella parte terminale della navata sinistra vi sono altri due altari, dove è possibile ammirare su quello sinistro la statua di San Giuseppe Lavoratore in legno del 1800, e in quello frontale una tela del 1772 raffigurante la “Morte” (o Transito) di Giuseppe Felici. buy baclofen lioresal 10mg and 25mg online
Proseguendo vi sono i locali della sacrestia dove è conservato un Crocifisso ligneo della prima metà del secolo XVI, e un monumentale armadio ligneo.
Dalla sacrestia tramite una scalinata risalente al 1701 si accede ad altri ambienti del Santuario aventi diverse destinazioni, infatti recentemente è stato realizzato il Museo del Santuario “Arte e Fede” dove sono stati esposti, Ex Voto, Dipinti, Sculture Lignee, Suppellettili Liturgiche, la Cassa per il trasporto della sacra immagine ad Erice, la cosiddetta “VARA DELLA MADONNA”, ideata e disegnata dal sacerdote Carlo Peraino e realizzata dall’ebanista Giuseppe Loretta nel 1831, e recentemente restaurata.
Nel suo territorio si trovano le Grotte di Scurati, antico insediamento preistorico, dove da alcuni anni si svolge nel periodo natalizio il "Presepe vivente di Custonaci".

Si tratta complessivamente di nove grotte. Alcune si trovano all'interno della riserva naturale orientata Monte Cofano.

Mangiapane,
Buffa,
del Crocifisso,
Rumena,
Miceli,
Cufuni,
della clava,
Maria Santissima,
Abisso del Purgatorio
Grotta Mangiapane

La grotta Mangiapane, la più grande, alta circa 70 metri, larga 13 e profonda 50, è chiamata anche Grotta degli Uffizi. La grotta era abitata fino agli anni '50 e apparteneva alla famiglia Mangiapane.
Una seconda grotta, denominata anch'essa Mangiapane (Mangiapane II), si trova un centinaio di metri più ad ovest, lungo la stessa falesia rocciosa. In questa grotta, nel 1925, venne condotto uno scavo archeologico diretto dal paletnologo francese Raymond Vaufrey, coadiuvato dall'archeologo italiano Ugo Rellini. Lo scavo mise in luce i resti di un focolare. Alcuni di questi reperti sono esposti presso il museo Pepoli di Trapani, mentre la restante parte della collezione si trova nel Museo "A. Salinas" di Palermo e presso il Museo Etno-Antropologico di Parigi.

Nella grotta è stato girato l'episodio Il ladro di merendine della serie televisiva Il commissario Montalbano.

Il presepe vivente si svolge nel periodo natalizio la manifestazione denominata "Presepe vivente di Custonaci - La Natività e i Mestieri Tradizionali".

Si tratta di un presepe vivente in cui rivivono le tradizioni contadine e artigianali di quel territorio, e che coinvolge tutti gli abitanti del paese.

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