Enna turismo, guida turistica del Comune
Arroccata nel centro della Sicilia a circa 931 metri sul livello del mare, Enna è la città più alta d’Italia e il vero “Ombelico della Sicilia”. Da qui si dominano panorami spettacolari: dal Monte Etna alle Madonie, dai Monti Erei fino alla Piana di Catania.
Perché Visitare Enna
Enna è il punto di partenza perfetto per esplorare l’isola. Il Castello di Lombardia e la Rocca di Cerere regalano viste indimenticabili su vallate e montagne, mentre il clima fresco in estate e i paesaggi innevati d’inverno rendono ogni stagione speciale.
Storia e Leggenda
Conosciuta sin dall’antichità, Enna fu roccaforte dei Sicani, centro greco e, in epoca bizantina, Castrum Johannis. Fu anche teatro della prima rivolta di schiavi contro Roma, guidata dal condottiero Euno nel II secolo a.C. Tra guerre puniche, dominazioni arabe e normanne, la città ha conservato un centro storico medievale ricco di vicoli, piazze e chiese.
Il suo Castello di Lombardia, le fortificazioni e i monumenti raccontano secoli di assedi e conquiste, mentre le leggende locali e la devozione a San Giovanni rendono Enna una città unica, intrisa di storia e mistero.
Cuore Strategico della Sicilia
Chiamata anche Qaṣr Yānī dai conquistatori arabi, Enna è sempre stata il centro nevralgico dell’isola, offrendo una posizione perfetta per scoprire le meraviglie siciliane e vivere un’esperienza autentica tra storia, natura e panorami mozzafiato.
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Duomo di Enna
Il duomo di Enna è un esempio di architettura ecclesiastica medievale: costruito nel XIV secolo e profondamente rinnovato circa due secoli dopo, presenta imponenti colonnati corinzi, tre navate e tre absidi. La facciata è maestosa, con torre campanaria la cui campana è di notevole mole. All'interno pregiate tele e lampadari. Tra le opere custodite, affreschi di Guglielmo Borremans.
Il duomo è il punto culminante delle celebrazioni della Settimana Santa di Enna.
Chiesa delle Anime Sante, Enna
Nel 1615 da Don Giacomo Pregadio fece costruire una piccola cappella e l’anno successivo ottenne, per la sua Chiesa, l’aggregazione alla Compagnia della Morte che ha sede a Roma. Questa Compagnia, in seguito diventata Confraternita, ha lo scopo di diffondere la fede cristiana e di praticare il culto dei morti affinché questi non si dimentichino. La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio fu costruita nel 1671 per volere di questa confraternita.
Fu costruita tra le chiese di San Tommaso ed il Collegio di Maria in Piazza Francesco Paolo Neglia con la facciata che dà su via delle Anime Sante.
Ha un’unica navata ed è in stile barocco: portale in pietra rossa con fregi, cornici e colonne corinzie. All’interno della chiesa è possibile ammirare una volta a botte decorata da stucchi di gesso e figurazioni floreali tra le quali, successivamente tra il 1720 e il 1723 furono inserite, ad opera dell’artista Guglielmo Borremans, alcune scene che rappresentavano “la Gloria della Madonna con Papa Urbano VIII”, “il trionfo della fede” e “la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso”.
Continuando la visita della Chiesa si arriva all’altare, dove si trova un dipinto di Saverio Marchese “Il Purgatorio” e un pulpito ligneo del ‘700 ornato, anche la pavimentazione, della navata e del coro, merita attenzione grazie alle fini maioliche con motivi floreali.
Fu costruita tra le chiese di San Tommaso ed il Collegio di Maria in Piazza Francesco Paolo Neglia con la facciata che dà su via delle Anime Sante.
Ha un’unica navata ed è in stile barocco: portale in pietra rossa con fregi, cornici e colonne corinzie. All’interno della chiesa è possibile ammirare una volta a botte decorata da stucchi di gesso e figurazioni floreali tra le quali, successivamente tra il 1720 e il 1723 furono inserite, ad opera dell’artista Guglielmo Borremans, alcune scene che rappresentavano “la Gloria della Madonna con Papa Urbano VIII”, “il trionfo della fede” e “la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso”.
Continuando la visita della Chiesa si arriva all’altare, dove si trova un dipinto di Saverio Marchese “Il Purgatorio” e un pulpito ligneo del ‘700 ornato, anche la pavimentazione, della navata e del coro, merita attenzione grazie alle fini maioliche con motivi floreali.
Chiesa di San Giuseppe, Enna
Fondata nel 1539 oggi mostra solo pochi resti della facciata e del campanile. In questa chiesa si formò la rispettiva confraternita che nella città di Enna riuniva tutti i nobili. Alla base della Confraternita c’era una profonda devozione per San Giuseppe che andò avanti fino al 1820 anno dopo del quale la Confraternita venne soppressa e la chiesa passò in mano ad un privato che gestiva l’orfanotrofio di San Michele. Solo nel 1920 si riaccese l’interesse per la piccola chiesa e per la festa del Santo, ma nonostante l’impegno, questo Comitato si trasferì nella Chiesa di San Benedetto.
Le difficoltà continuarono ma dopo il 1930 il comitato riuscì ad ottenere di spostare la sacra famiglia presso la chiesa di San Benedetto che fu eletta a Santuario di San Giuseppe. In seguito a ciò si ripresero i festeggiamenti per la festa di San Giuseppe il 19 marzo e di San Benedetto il 21 dello stesso mese.
Le difficoltà continuarono ma dopo il 1930 il comitato riuscì ad ottenere di spostare la sacra famiglia presso la chiesa di San Benedetto che fu eletta a Santuario di San Giuseppe. In seguito a ciò si ripresero i festeggiamenti per la festa di San Giuseppe il 19 marzo e di San Benedetto il 21 dello stesso mese.
Chiesa di Santa Maria del Gesù di Montesalvo, Enna
La storia della chiesa però risale a quando il cavaliere di Malta Giovani Grimaldi ordinò la costruzione di una cappella nella quale fosse possibile festeggiare e venerare la Madonna della Visitazione. L’interno della chiesa custodisce diverse opere tra le quali la “Trasfigurazione” alla destra dell’altare maggiore e l’altare del Crocefisso di frate Umile Pintorno con ben 52 reliquie di santi del 1620 circa.
Sull’altare maggiore si trovano anche delle statue in legno di San Francesco d'Assisi, di Santa Elisabetta e di San Zaccaria. Molto interessanti sono anche le acquasantiere poste ai lati dell’ingresso, una sorretta da una foglia in pietra lavica e un’altra sorretta da un puttino. A sinistra della chiesa c’è un’altra piccola cappella dedicata al beato Angelo Lo Musico di Caltagirone il cui corpo è custodito in un’urna. Molto suggestivi sono anche il Chiostro che comprende 28 arcate e il Refettorio dei frati dove si trovano delle tele del ‘600 e una statua di San Pietro d’Alcantara.
Sull’altare maggiore si trovano anche delle statue in legno di San Francesco d'Assisi, di Santa Elisabetta e di San Zaccaria. Molto interessanti sono anche le acquasantiere poste ai lati dell’ingresso, una sorretta da una foglia in pietra lavica e un’altra sorretta da un puttino. A sinistra della chiesa c’è un’altra piccola cappella dedicata al beato Angelo Lo Musico di Caltagirone il cui corpo è custodito in un’urna. Molto suggestivi sono anche il Chiostro che comprende 28 arcate e il Refettorio dei frati dove si trovano delle tele del ‘600 e una statua di San Pietro d’Alcantara.
Chiesa del SS. Crocifisso di Papardura, Enna
Affonda le sue radici nel lontano 1659 quando in una grotta fu ritrovata un’immagine di un Crocefisso dipinta su una lastra di pietra.
Il Santuario si costruì successivamente a protezione di questo ritrovamento. La Chiesa fu costruita su un ponte in muratura e inglobò anche la grotta. Accanto alla chiesa sorge un campanile anch’esso sul ponte in modo da armonizzarsi con la natura e consentire l’accesso alle grotte naturali sottostanti. Durante il dominio degli arabi all’interno della chiesa fu venerato Allah cosicché il crocefisso fu perso e la grotta abbandonata.
In seguito il crocefisso fu ritrovato.
Degne di ammirazione sono anche quattro tele poste sugli altari laterali che raffigurano: “La caduta di Cristo”, “Cristo alla colonna”, “Cristo nell’orto” e “L’incoronazione di Gesù”. Nella grotta è sistemato l’abside con l’altare maggiore il cui rivestimento anteriore è in argento e nel quale è raffigurato il “Trionfo della Croce”. Nel mese di agosto questo posto è piena di fedeli e turisti attirati dalla grande fiera e dai muli che, bardati con antichi finimenti, girano per le strade guidati dal suono della cornamusa.
All’interno il santuario si sviluppa con navata singola, lo stile è quello barocco con tetto a cassettoni. Non troviamo invece una vera e propria raccolta di ex voto ma varie redini di muli decorate in modo prezioso donate da contadini per omaggiare il Santissimo Crocifisso.
Degne di ammirazione sono anche quattro tele poste sugli altari laterali che raffigurano: “La caduta di Cristo”, “Cristo alla colonna”, “Cristo nell’orto” e “L’incoronazione di Gesù”. Nella grotta è sistemato l’abside con l’altare maggiore il cui rivestimento anteriore è in argento e nel quale è raffigurato il “Trionfo della Croce”. Nel mese di agosto questo posto è piena di fedeli e turisti attirati dalla grande fiera e dai muli che, bardati con antichi finimenti, girano per le strade guidati dal suono della cornamusa.
All’interno il santuario si sviluppa con navata singola, lo stile è quello barocco con tetto a cassettoni. Non troviamo invece una vera e propria raccolta di ex voto ma varie redini di muli decorate in modo prezioso donate da contadini per omaggiare il Santissimo Crocifisso.
Santuario Santa Maria della visitazione, Enna
La città di Enna scelse come propria patrona la Madonna della Visitazione. Il nome Madonna della visitazione è dato in ricordo del viaggio che Maria compì prima del parto per andare a trovare sua cugina Elisabetta, giù incinta di Giovanni il Battista, il quale sussulto non appena avvertì la presenza di Maria e del suo Figlio e Signore Gesù.
La statua di Santa Maria della Visitazione si trova presso la Chiesa di Santa Maria del Gesù di Montesalvo, voluta intorno al V secolo dal cavaliere di Malta don Giovanni Grimaldi per iniziare una devozione di fede cristiana che sostituisse le vecchie idolatrie in onore di Bacco, Proserpina e Cerere.
La Chiesa si trova quasi al centro geometrico della Sicilia, il quale è segnalato da una croce, ed è anche vicina ad un convento dei Frati Minori Francescani.
La statua di Santa Maria della Visitazione si trova presso la Chiesa di Santa Maria del Gesù di Montesalvo, voluta intorno al V secolo dal cavaliere di Malta don Giovanni Grimaldi per iniziare una devozione di fede cristiana che sostituisse le vecchie idolatrie in onore di Bacco, Proserpina e Cerere.
La Chiesa si trova quasi al centro geometrico della Sicilia, il quale è segnalato da una croce, ed è anche vicina ad un convento dei Frati Minori Francescani.
Il Monte è il quartiere più moderno ed è attraversato dai viali Armando Diaz e IV Novembre, che si incrociano con via Libertà (terminale della centrale via Roma) in uno dei più trafficati quadrivi della città. Vi si trovano, la Torre ottagonale di Federico II, la Chiesa Santa Maria di Gesù in Montesalvo con l'obelisco che indica il centro geografico della Sicilia,
Palazzo Pollicarini
Palazzo fortificato in stile gotico-catalano, la cui costruzione è riconducibile ai primi del XVI secolo, si affaccia sulla piazza Napoleone Colajanni. È stato dimora, nei secoli, di numerose famiglie notabili quali i Falanga, i Petroso e i Notarbartolo. È organizzato su più livelli; al piano nobile si trovano i locali di rappresentanza e dimora (tra cui la sala Magna) e al piano terra i locali dei servizi; il locale sottotetto era dedicato alla servitù. Cornici, arabeschi e stemmi caratterizzano la struttura; in particolare la cornice che divide il piano terra dal nobile è dotata di tre finestre ornate da pizzi in pietra.
Palazzo Varisano
Palazzo Varisano sorge in piazza Mazzini, a ridosso della chiesa di San Michele; l'edificio è del XVIII secolo, costruito sui resti di una struttura cinquecentesca che lascia ancora traccia di sé nei locali dei piani terreni. Ospita le sale del Museo Archeologico Regionale che espone nelle sue sale pregevoli manufatti archeologici connessi alle antiche società che animarono le contrade del territorio ennese. Il palazzo è appartenuto nel corso dei secoli alle famiglie nobili dei Leto di Capodarso, dei Petroso e dei Varisano, da cui ha preso il nome; negli anni 1970 è stato acquistato dalla Regione Siciliana e poi ceduto al comune di Enna.
La struttura viene ricordata nelle cronache storiche poiché il 13 agosto 1862, Giuseppe Garibaldi, vi avrebbe pronunciato il celebre discorso terminato con la frase o Roma o morte.
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