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Palermo turismo, guida turistica del Comune - Città, Comuni e Paesi di Sicilia

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Palermo turismo


Il cuore del Mediterraneo ti aspetta

Benvenuti a Palermo, città di incontri, culture e meraviglie senza tempo.
Capoluogo della Sicilia e crocevia di civiltà, Palermo è un viaggio attraverso secoli di storia, arte e tradizioni che convivono in un equilibrio unico al mondo.
Palermo si trova sulla costa settentrionale della Sicilia, affacciata sul Mar Tirreno. È il capoluogo della Regione Siciliana e dell'omonima città metropolitana.
Sorge in una pianura chiamata Conca d'Oro, delimitata dal mare e circondata da rilievi montuosi, come il Monte Pellegrino, che domina il panorama.

Scopri la città
Dai monumenti arabo-normanni dichiarati Patrimonio UNESCO alle chiese gotico-catalane, dai palazzi rinascimentali alle architetture barocche del Settecento, Palermo è un museo a cielo aperto.
Ogni quartiere racconta una storia, ogni piazza custodisce un tesoro.

Arte, cultura e tradizioni
Teatri storici, oratori barocchi, mercati popolari, feste religiose e tradizioni secolari rendono Palermo una città viva e autentica. Qui l’arte incontra la quotidianità e il passato dialoga con il presente.

Mare e natura
A pochi passi dal centro storico si aprono scenari naturali straordinari: spiagge dorate, riserve naturali, ville storiche e panorami che abbracciano il mare. Palermo è città e paesaggio, cultura e relax.

Sapori di Sicilia
La cucina palermitana è un’esperienza da vivere: street food tra i più celebri al mondo, ricette della tradizione, prodotti tipici e percorsi enogastronomici che raccontano l’identità del territorio.

Vivi Palermo
Che tu scelga un itinerario storico-artistico, un tour tra i mercati, una passeggiata sul lungomare o un’escursione nei dintorni, Palermo saprà sorprenderti in ogni stagione.

Organizza il tuo viaggio
Scopri itinerari, eventi, luoghi da visitare, esperienze e servizi utili per pianificare al meglio la tua permanenza.

Palermo ti accoglie. Vieni a scoprirla.

La città è suddivisa in 4 Mandamenti
Se ti trovi nel centro storico, vedrai che la città è tagliata a croce da due strade principali: Via Maqueda e il Cassaro (Corso Vittorio Emanuele). Il loro incrocio forma i Quattro Canti, che dividono il cuore antico in 4 zone chiamate Mandamenti:Mandamento
Nome Storico / RioneCosa trovi I - Tribunali Kalsa Lo Spasimo, Piazza Marina, il porto antico (La Cala).
Palazzo Reale Albergheria Palazzo dei Normanni, San Giovanni degli Eremiti, Mercato di Ballarò.
Monte di Pietà Seralcadio / Capo La Cattedrale, il Mercato del Capo, Teatro Massimo.
Castellammare La Loggia La Vucciria, San Domenico, il Castello a mare.
Hai visitato il Comune, racconta con le fotografie il tuo tour
Palazzo Reale o dei Normanni

Piazza Indipendenza
Da sempre sede del potere politico, l’imponente edificio che oggi ospita l’Assemblea Regionale Siciliana sorge sul sito dell’antica residenza degli emiri, collegata al mare attraverso il Cassaro.

Nel XII secolo vi risiedette la corte normanna; di questo periodo rimangono la parte centrale del palazzo e la Torre Pisana, sormontata dalla cupola dell’osservatorio astronomico installato nel 1791.

Dopo un periodo di abbandono e degrado, l’edificio fu restaurato nel XVII secolo dai viceré spagnoli. A quest’epoca risalgono l’imponente facciata sud e la suggestiva corte interna. L’ingresso con lo scalone monumentale è di epoca settecentesca.

Cappella Palatina

La celebre cappella, fatta costruire da Ruggero II intorno al 1130, colpisce per la straordinaria armonia tra architettura e decorazione.

Capolavoro assoluto sono i mosaici, realizzati con foglie d’oro applicate su tessere di vetro, tecnica che conferisce loro una particolare luminosità. Essi narrano episodi dell’Antico Testamento (navata centrale) e momenti della vita di Cristo (presbiterio) e dei santi Pietro e Paolo (navate laterali). Parte dei mosaici della navata centrale e della zona absidale è frutto di rifacimenti sette-ottocenteschi.

Vicino al presbiterio si possono ammirare un elegante pulpito e un esile candelabro pasquale riccamente decorato.

Di straordinario pregio è il soffitto ligneo della navata centrale, opera di maestranze nordafricane, decorato con raffigurazioni di vita quotidiana: scene di corte e di caccia, bevitori, danzatrici, giocatori di scacchi e animali.

Appartamenti Reali

Oltre alla Sala d’Ercole, sede dell’Assemblea, e ad ambienti di epoca più recente, si visitano le uniche sale normanne superstiti:

la Sala dei Venti, antico cortile interno;

la Sala di Ruggero II, decorata a mosaico con scene di caccia alternate a figure di animali simbolici, come il pavone e il leone, inseriti in un suggestivo paesaggio di palme e agrumi.

Oltre la vicina Porta Nuova, costruita nel XVI secolo per celebrare l’ingresso di Carlo V a Palermo, si snoda corso Vittorio Emanuele, l’antico Cassaro, lungo rettilineo che conduce al mare.

Villa Bonanno

Il giardino ospita i resti di case patrizie romane da cui provengono i mosaici delle Stagioni e di Orfeo, oggi conservati al Museo Archeologico Regionale.
Chiesa del Gesù – Casa Professa

La Chiesa del Gesù, nota anche come Casa Professa, è uno dei più importanti esempi di architettura barocca di Palermo e di tutta la Sicilia. Dopo un lungo restauro conservativo, è stata riaperta al pubblico nel 2009 con una solenne celebrazione presieduta dall’arcivescovo Paolo Romeo.

Architettura e decorazione

L’interno è celebre per la straordinaria decorazione a marmi mischi, un sistema di tarsie marmoree pregiate disposte a motivi floreali o figurati, che costituisce un esempio unico di fusione tra architettura, scultura e pittura. Questa tecnica, tipica del Barocco siciliano, nasce dall’intensa collaborazione tra architetti, scultori e marmorari, spesso organizzati in botteghe familiari, e mira a creare un vero “addobbo teatrale” che guida lo sguardo del visitatore attraverso narrazioni simboliche e dottrinali.

L’abside rappresenta il cuore decorativo dell’edificio, con rilievi marmorei che illustrano scene sacre secondo un programma iconografico elaborato dai Gesuiti per veicolare contenuti didascalici e dottrinali. Il carattere distintivo del Barocco siciliano emerge qui nella continuità tra mestieri diversi e nella monumentalità della decorazione.

Opere principali

Tribuna dell’abside: ornata dai bassorilievi marmorei Adorazione dei Pastori (1710-1714) e Adorazione dei Magi (1719-1721), realizzati da Gioacchino Vitagliano su modelli di Giacomo Serpotta.

Pareti, stucchi e tarsie contribuiscono a un effetto scenografico straordinario, che ha ispirato anche scene del romanzo Il Gattopardo.

Organo a canne

L’organo a canne si trova sulle due cantorie ai lati dell’altare maggiore, entro casse lignee antiche. Costruito nel 1954 dalla ditta Tamburini, è uno dei più importanti strumenti della città: dispone di quattro tastiere di 61 note ciascuna, una pedaliera concavo-radiale di 32 tasti e oltre 4.000 canne.

Curiosità

Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, aveva previsto chiese così ricche da “offuscare” ogni altro tempio della città, e Casa Professa ne è l’esempio più emblematico. La decorazione a mischio qui trova la sua massima espressione: modulare, variata e, al tempo stesso, coerente, volta a sottolineare la potenza e la grandiosità dell’Ordine dei Gesuiti.
Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta

La Cattedrale di Palermo, eretta verso la fine del XII secolo su precedenti strutture, è uno degli edifici più imponenti della città. Ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli:

Stile originale: visibile nelle absidi con decorazione geometrica tipica del periodo normanno.

Stile gotico catalano: portico del fianco destro, risalente al XV secolo.

Rimaneggiamenti barocchi e settecenteschi: includono la maestosa cupola e l’interno.

Interni e tesori

Custodisce le tombe di Federico II di Svevia, Costanza d’Aragona, Enrico VI, Ruggero II e della figlia Costanza d’Altavilla.

Dal braccio destro del transetto si accede al Tesoro e alla Cripta, con volte a crociera sorrette da colonne di granito e sarcofagi d’epoca romana, tra cui quello dell’arcivescovo Giovanni Paternò, scolpito da Antonello Gagini.

Organo a canne, situato sulle cantorie neoclassiche ai lati dell’abside.

Costruito nel 1951 dalla ditta Tamburini (opus 305), a trasmissione elettrica, con quattro tastiere di 61 note ciascuna, pedaliera concavo-radiale di 32 note e consolle mobile nel presbiterio.

Meridiana

Iniziata presso la Cappella di San Francesco di Paola e realizzata nel 1801 da Giuseppe Piazzi, attraversa la navata centrale con una lunga striscia in ottone incastonata nel marmo.
Affiancata da tarsie policrome con i segni zodiacali e una lapide che indica le unità di misura dell’epoca.

Il punto in comune: la Palermo delle stratificazioni

Tutti i percorsi, raccontano la stessa città vista da angolazioni diverse.

Via Meli → Via Roma

Albergheria → Cattedrale

Cala → Capo

Quattro Canti

Kalsa → Piazza Sant’Anna

In ognuno di questi itinerari convivono:
tracce arabe (Kalsa, Albergheria), impronte normanne (Palazzo dei Normanni, Cattedrale), scenografie barocche (Quattro Canti, Sant’Anna), interventi ottocenteschi e liberty (Via Roma, Teatro Massimo).

Tutti i percorsi attraversano il cuore antico di Palermo, dove:
le strade diventano quinte sceniche, le piazze si aprono all’improvviso, il mercato è spettacolo, il mare entra nella città.

Che tu parta dal porto, da un mercato o da una piazza monumentale, finisci sempre dentro un racconto urbano continuo.
Percorso da Via Meli verso Via Roma

Via Meli è una strada discreta, quasi timida. Qui la Palermo aristocratica sussurra ancora tra i portali in pietra e i balconi in ferro battuto. Camminando, si ha l’impressione di attraversare un salotto settecentesco all’aperto.
Poco distante, la città cambia tono. Le strade si allargano, i palazzi si fanno più monumentali: è Via Roma, aperta alla fine dell’Ottocento per modernizzare Palermo. Qui il ritmo si accelera, tra vetrine, caffè storici e facciate liberty.
È un percorso breve, ma racconta un grande passaggio: dalla città nobile e raccolta alla Palermo che guarda al futuro.

San Domenico – Piazza San Domenico
La maestosa chiesa seicentesca-settecentesca si affaccia sulla piazza omonima. La facciata barocca, scandita in tre ordini e animata da stucchi, anticipa l’interno, ampio e luminoso, che ospita sepolture di artisti, letterati e politici siciliani.
A sinistra si trova il chiostro trecentesco dell’ex convento domenicano, oggi sede di un piccolo Museo del Risorgimento (Piazza San Domenico n. 1).

Proseguendo lungo il fianco destro della chiesa si raggiunge via Bambinai, dove al civico 2 si trova il pregevole Oratorio del Rosario di San Domenico, uno straordinario esempio della decorazione barocca.

Largo Cavalieri di Malta
In questa piazza si affacciano il vasto Palazzo Pantelleria, Palazzo Requenses-Niscemi e la chiesa di Santa Maria di Valverde, accessibile tramite l’elegante portale marmoreo di Pietro Amato (1691). L’interno è un tripudio di marmi mischi e decorazioni barocche, con delicati drappeggi sugli altari laterali.

Santa Cita (San Mamiliano)
Gravemente danneggiata durante i bombardamenti del 1943, conserva una bella ancona marmorea di Antonello Gagini e la ricca Cappella del Rosario, con tarsie policrome e raffinati stucchi. La Cappella Lanza, nella cripta, mostra resti di decorazioni a marmi mischi. Collegato alla chiesa, l’Oratorio del Rosario di Santa Cita rappresenta un capolavoro assoluto del Serpotta.

Via Squarcialupo e San Giorgio dei Genovesi
Percorrendo via Squarcialupo si incontra San Giorgio dei Genovesi, notevole esempio di architettura rinascimentale. La chiesa, oggi sconsacrata e utilizzata come spazio espositivo, ospitava le tombe dei mercanti genovesi. Nelle vicinanze si estende un’area archeologica della Palermo medievale.

Oltre via Crispi si trovano i resti del Castello a Mare, fortezza normanna quasi completamente demolita nel 1922 per l’ampliamento del molo; i lavori di recupero ne stanno restituendo parte della struttura originale.

Via Cavour e Villa Whitaker
Ritornando verso il centro, al civico 6 di via Cavour, la Prefettura occupa Villa Whitaker, costruita nel 1884 in stile neogotico veneziano da Joshua Whitaker.

Via Bara all’Olivella e Piazza dell’Olivella
Qui si affacciano il monumentale Palazzo Branciforte di Raccuja (XVI sec.) e i resti di Palazzo Tomasi di Lampedusa, distrutto dai bombardamenti. La piazza, piacevole slargo urbano, è delimitata da edifici storici di grande interesse.

Sant’Ignazio all’Olivella
Chiesa costruita tra il XVI e XVII secolo sul luogo della presunta dimora di Santa Rosalia. A sinistra si trova la ex Casa dei Padri Filippini, oggi Museo Archeologico Regionale; a destra, l’Oratorio di San Filippo Neri, opera di Venanzio Marvuglia (1769), custodisce pregevoli stucchi tra cui l’angelo circondato da puttini di Ignazio Marabitti.

Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria
Via Monteleone 50. Conserva la decorazione a stucco di Procopio Serpotta, figlio di Giacomo, celebre maestro del barocco palermitano.

Via Patania e via San Basilio
Si osserva il seicentesco Palazzo Sammartino, con curiose mensole che reggono il balcone. Procedendo lungo via San Basilio fino a via Bandiera, si incontrano:

Palazzo Termine di Pietratagliata (1573), stile gotico catalano, con bifore eleganti e raffinati ricami di pietra.

Palazzo Oneto di Sperlinga, dimora signorile settecentesca.

Mercato del Capo – Vie Bandiera e Sant’Agostino
Tra via Bandiera e via Sant’Agostino si sviluppa il Mercato del Capo, proseguendo verso via Beati Paoli e via Porta Carini.

Sant’Agostino
Chiesa duecentesca edificata dalle famiglie Chiaramonte e Sclafani. La facciata presenta portale e rosone decorati, mentre l’interno conserva stucchi di Giacomo Serpotta, riconoscibile dalla “firma” (una lucertola) sulla mensola della seconda statua a destra. Degno di nota anche il chiostro.

Monte di Pietà
Edificio del 1550 originariamente destinato alla lavorazione dei panni, trasformato in Monte dei Pegni nel 1591.

Piazza Beati Paoli e Santa Maria di Gesù al Capo
In piazza Beati Paoli si affaccia la chiesa di Santa Maria di Gesù al Capo. Secondo la tradizione, la vicina necropoli sotterranea era utilizzata dalla setta dei Beati Paoli.

Via Cappuccinelle e Panificio Morello
In via Cappuccinelle 6 spicca l’insegna liberty del Panificio Morello, esempio di architettura commerciale storica.

Via Porta Carini – Immacolata Concezione
Chiesa del XVII secolo, che nasconde dietro un semplice prospetto uno straordinario apparato decorativo a marmi mischi e un raffinato pavimento.

Se vuoi, posso ora unire questo blocco al precedente, creando un unico testo turistico lineare, coerente e con tono istituzionale, pronto per una guida o brochure.

Vuoi che faccia questo passaggio?
Dal Quartiere Albergheria al piano della Cattedrale

L’Albergheria non si visita: si vive.
I panni stesi tra i balconi, le voci del mercato di Ballarò, il profumo di spezie e panelle raccontano una Palermo popolare e autentica.
Salendo lentamente verso il Palazzo dei Normanni, la città cambia volto: da popolare a regale. Le pietre diventano dorate, le architetture solenni.
Poi, improvvisamente, si apre il Piano della Cattedrale. La facciata della Cattedrale di Palermo è un intreccio di stili — arabo, normanno, gotico, barocco — come se ogni epoca avesse voluto lasciare la propria firma.
Qui il tempo sembra fermarsi.

Via Maqueda
Percorrendo via Maqueda si giunge alla Chiesa di San Nicolò da Tolentino (sec. XVII), situata nel cuore del quartiere ebraico della Palermo medievale.

Di fronte si trova la Chiesa di Sant’Orsola, seicentesca, sede della Compagnia dell’Orazione della Morte, incaricata della sepoltura dei defunti del quartiere. Nell’ultima cappella a destra, decorata da Giacomo Serpotta, putti e figure allegoriche lasciano spazio a scheletri e ossa sospese, espressione del tema della vanitas.

Palazzo Comitini
Via Maqueda, 100
Edificato a fine Settecento per il Principe di Gravina, Palazzo Comitini ingloba preesistenti edifici e fu radicalmente modificato nel 1931 per ospitare gli uffici della Provincia di Palermo. La Sala Martorana, sede del Consiglio Provinciale, è rivestita di boiseries settecentesche e impreziosita da specchi e dallo splendido affresco della volta.

Di fronte si erge l’imponente Palazzo Santa Croce-Sant’Elia, raffinata creazione del barocco palermitano, con interni affrescati che ospiteranno la collezione Guggenheim.

Percorrendo Via del Bosco, caratterizzata dai nobili palazzi storici, si incontra il Mercato di Ballarò, animato e specializzato nei prodotti alimentari.

Chiesa del Carmine
Piazza del Carmine
Costruita nel XVII secolo, la chiesa è coronata da una cupola decorata e rivestita in maiolica, sostenuta da quattro telamoni. All’interno, i due altari del transetto, caratterizzati da colonne tortili dorate e stucchi, sono opera di Giacomo e Giuseppe Serpotta.

Dalla piazza si accede al Mercato di Casa Professa, specializzato in articoli usati, entrando così nel cuore delle attività commerciali storiche della città.

Chiesa del Gesù
L’edificio, realizzato dai Gesuiti tra XVI e XVII secolo, subì gravi danni nel 1943 ed è stato in parte ricostruito. La facciata sobria contrasta con l’interno barocco, ricco di stucchi e pietre dure, in particolare nel presbiterio decorato dai Serpotta.
Adiacente alla chiesa si trova la Casa Professa dei Padri Gesuiti, trasformata in biblioteca dopo l’espulsione dei Gesuiti nel 1767. Al primo piano, l’Oratorio del Sabato, decorato da Procopio Serpotta nel 1740, completa il complesso.

Altri edifici e chiese storiche

Palazzo Speciale (via Puglia, Quattrocento): vasto edificio più volte modificato nel tempo.
Chiesa di Santa Chiara (piazzetta omonima): rifacimento seicentesco della costruzione trecentesca voluta dagli Sclafani, con raffinata decorazione interna.
Palazzo Federico (Via dei Biscottari, sec. XVI-XVII): ingloba una torre costruita sui resti di una porta araba.
Palazzo Sclafani (trecentesco): esempio di arte arabo-normanna, ospita il celebre affresco Trionfo della Morte della Galleria Regionale Siciliana.
Palazzo Asmundo (Pietro Novelli 3, XVII-XVIII sec.): conserva affreschi di G. Martorana con vista sulla Cattedrale.

Cappelle e chiese minori

Cappella di Santa Maria Incoronata (XII sec.): ingloba resti di una moschea del IX secolo.
Santa Maria di Monte Oliveto (Badia Nuova): elegante costruzione seicentesca con interno decorato.
Sant’Agata alla Guilla: chiesa di fondazione normanna, rimaneggiata tra XV e XVI secolo.
San Paolino dei Giardinieri (XVI sec.): distrutta dai bombardamenti e trasformata in moschea.

Catacombe dei Cappuccini
Piazza Cappuccini
Un labirinto di corridoi ospita circa 8.000 resti mummificati di cappuccini e illustri cittadini palermitani, inclusi bambini e donne. Nelle vicinanze, il cimitero accoglie la tomba dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Chiese normanne

San Giovanni dei Lebbrosi (XI-XII sec.): forse la più antica chiesa normanna di Palermo.
Santo Spirito o dei Vespri (XII sec., cimitero di Sant’Orsola): interna semplice ma suggestiva, legata all’inizio dei Vespri Siciliani del 1282.
Complesso di Santa Maria di Gesù (1426): oasi di pace sulle pendici del Monte Grifone, con chiostro e tombe patrizie del XIX-XX sec.

Cuba e Villa Napoli
Cuba (C.so Calatafimi, 1180): edificata da Guglielmo II, semplice e armoniosa, facente parte del complesso del Genoard; vicino i resti di una necropoli punica.
Villa Napoli (C.so Calatafimi 577): villa settecentesca con giardini ad agrumeto storico, ingloba resti della Cuba soprana e della Cubula.

Oratori e stucchi del Serpotta

Oratorio del Rosario di San Domenico (Via Bambinai 2): stucchi che incorniciano tele dei Misteri Gaudiosi e Dolorosi; all’altare maggiore, tela della Madonna del Rosario di Anton Van Dyck (1628).
Oratorio del Rosario di Santa Cita (Via Valverde 3): ambiente bianco con angeli, putti e allegorie; rilievo della Battaglia di Lepanto.
Oratorio di San Lorenzo (Via dell’Immacolata): capolavoro di Serpotta, “grotta di corallo bianco”, con scene della vita di San Francesco e San Lorenzo; qui si trovava la Natività di Caravaggio (1629), trafugata nel 1969.
Dalla Cala al Capo

La passeggiata comincia dalla Cala, l’antico porto fenicio. Il mare riflette le barche e la luce calda del sole siciliano. È un inizio lento, quasi contemplativo.
Attraversando il centro storico si arriva al maestoso Teatro Massimo, simbolo elegante della città. Le sue scale invitano a fermarsi, a osservare, a respirare.
Ma Palermo è anche istinto, voce, profumo. E allora si entra nel Mercato del Capo: pesce fresco, frutta colorata, venditori che cantano le offerte. È un teatro quotidiano, più vivo di qualsiasi palcoscenico.

San Matteo – Corso Vittorio Emanuele
La chiesa, eretta intorno alla metà del XVII secolo, presenta una facciata animata da giochi di nicchie e superfici sporgenti. All’interno sono conservate opere di Pietro Novelli e Giacomo Serpotta, sepolto nella cripta della chiesa.

Svoltando a sinistra all’incrocio con via Roma, si incontra Sant’Abate. La chiesa, fondata nel XIII secolo e più volte rimaneggiata, possiede un campanile eretto dalla famiglia Chiaramonte, che in passato fungeva da torre civica e convocava le assemblee cittadine.

La Vucciria
Scendendo verso la celebre Vucciria, lungo via Argentari tra bancarelle e botteghe, si affaccia Sant’Eulalia dei Catalani, fondata nel XV secolo.

Proseguendo verso piazza del Garraffello, si osserva la fontana di fine Cinquecento, davanti al Palazzo Lo Mazzarino-Merlo, dove nel 1576 nacque Giovan Pietro Mazzarino, futuro padre del celebre ministro francese.

Piazza San Giacomo La Marina – Santa Maria La Nuova
Percorrendo via Materassai, si raggiunge la graziosa piazza San Giacomo La Marina, dominata dalla chiesa di Santa Maria La Nuova. Costruita nel XVI secolo in stile gotico catalano, conserva una loggia che richiama quella di Santa Maria della Catena. La parte superiore, in stile neogotico, rappresenta un’aggiunta ottocentesca.
Quattro Canti – Piazza Vigliena

Ai Quattro Canti Palermo diventa scenografia.
Quattro facciate concave, perfettamente simmetriche, si incontrano in un abbraccio barocco. Ogni angolo racconta una stagione, un sovrano, una santa.
È il punto dove Via Maqueda incrocia Corso Vittorio Emanuele, l’incrocio simbolico della città.
Alzando lo sguardo, tra cupole e balconi, si comprende l’anima teatrale di Palermo: una città che ama mostrarsi, ma che conserva sempre un mistero dietro l’angolo.
All’intersezione tra corso Vittorio Emanuele e via Maqueda si apre questo elegante e armonioso slargo, formato dalle facciate concave di quattro palazzi seicenteschi su tre ordini.
Al piano inferiore si trovano fontane sormontate dalle statue delle quattro stagioni, mentre nell’ordine intermedio sono collocate le statue dei re spagnoli. Al livello superiore si ammirano le figure delle quattro sante protettrici dei mandamenti: Santa Cristina, Santa Ninfa, Sant’Oliva e Sant’Agata, poi sostituita da Santa Rosalia.

Piazza Pretoria

Questa piazza è delimitata dalla chiesa di Santa Caterina e dal Palazzo Pretorio o Faiazzo Senatorio, sede municipale.
Al centro si trova la celebre Fontana Pretoria, realizzata nel Cinquecento da artisti fiorentini: un tripudio di divinità, ninfe, mostri, teste di animali, allegorie, rampe di scale e giochi d’acqua che movimentano l’insieme senza comprometterne l’equilibrio.
Le quattro statue giacenti rappresentano i fiumi palermitani Gabriele, Maredolce, Papireto e Oreto, mentre tra le statue laterali si riconosce Cerere, dea protettrice della Sicilia, con spighe di grano e cornucopia.

Piazza Bellini

Uno degli angoli più suggestivi della città, dove si fondono atmosfere, stili e storia di Palermo. Qui si affacciano:

La maestosa chiesa di Santa Caterina,

La Martorana (Santa Maria dell’Ammiraglio), e

La chiesa di San Cataldo, con le sue tre cupole rosate, che conferiscono un fascino orientale alla piazza.

La Martorana fu edificata nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II, e deve il nome a Eloisa Martorana, fondatrice del convento annesso. Le forme originali normanne furono modificate tra XVI e XVII secolo, con l’aggiunta della facciata barocca. L’interno conserva mosaici bizantini di straordinaria bellezza, mentre le due campate aggiunte nel XVI secolo sono decorate con affreschi settecenteschi. La chiesa ospita funzioni in rito greco-ortodosso.

San Cataldo

Sede dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro, la chiesa risale al XII secolo. La severa forma squadrata, le cupole rosate e le finestre traforate richiamano l’architettura araba. L’interno è sobrio ma suggestivo, conservando l’altare e il pavimento originali.

Accanto, la chiesa di Santa Caterina, costruita a fine Cinquecento, mostra un interno settecentesco riccamente decorato con stucchi e marmi mischi, tra cui spicca il rilievo marmoreo raffigurante il Naufragio di Giona.

La Vucciria

Il mercato più noto della città, il cui nome deriva dal francese boucherie (macelleria), si sviluppa fin dal X-XII secolo intorno a piazza Caracciolo e via Argenteria. Tra botteghe artigiane, ristoranti e locali caratteristici, via Bara all’Olivella e via dell’Orologio conducono a piazza Verdi.

Teatro Massimo

Il Teatro Massimo, costruito in stile neoclassico, fu iniziato da G.B. Filippo Basile nel 1875 e completato dal figlio Ernesto, che realizzò anche i due caratteristici chioschetti in stile liberty su via Maqueda. L’interno è elegantemente decorato e ospita importanti rappresentazioni liriche e musicali.

Parco della Zisa – Piazza Guglielmo il Buono

La Zisa, residenza reale di epoca normanna (1165–1130), conserva il fascino della struttura originale creata da maestranze arabe. Nel XVII secolo la famiglia Sandoval trasformò il complesso in palazzo patrizio, modificandone la pianta.
Al piano terra si trova la splendida Sala della Fontana, mentre al piano superiore è visitabile la Sala Belvedere, originariamente scoperta. L’ingegnoso impianto di condizionamento consentiva la circolazione dell’aria attraverso condotti nelle torrette laterali.
Oggi il palazzo ospita il Museo di Arte Islamica, con oggetti provenienti principalmente dall’Egitto, testimoni della cultura e dell’arredo medievale islamico.
La Kalsa – Piazza Sant’Anna

La Kalsa è un sussurro antico.
Il suo nome deriva dall’arabo al-Khāliṣa, “l’eletta”: era il quartiere fortificato degli emiri, affacciato sul mare. Ancora oggi, passeggiando tra i vicoli stretti e irregolari, si percepisce un’anima diversa, più intima, quasi meditativa.
Le strade non seguono sempre una logica geometrica: si aprono all’improvviso su cortili nascosti, su facciate consumate dal tempo, su scorci di azzurro che ricordano la vicinanza del porto e della Cala.
Poi, come una scena che si apre in teatro, appare Piazza Sant’Anna.
Ampia, luminosa, armoniosa. Qui la Kalsa cambia ritmo.
Al centro domina la Chiesa di Sant’Anna la Misericordia, con la sua facciata barocca sobria ed elegante. Accanto, il raffinato Palazzo Bonet, oggi sede della Galleria d’Arte Moderna (GAM): un ponte tra la memoria storica del quartiere e la creatività contemporanea.
Sedersi in piazza, tra studenti, residenti e viaggiatori, significa cogliere l’essenza della Palermo di oggi: stratificata, viva, capace di trasformare le ferite del passato in spazi di bellezza.

Cuore dell’antichissimo mercato dei Lattarini, la piazza è dominata dalla bella e animata facciata della chiesa di Sant’Anna (XVIII sec.), affiancata dall’edificio dell’ex convento.
Poco distante, il settecentesco Palazzo Valguarnera-Gangi (piazza Croce dei Vespri) è celebre per i sontuosi interni usati da Luchino Visconti per la scena del ballo ne Il Gattopardo.

Proseguendo lungo via Aragona si raggiunge la raccolta piazza della Rivoluzione, teatro della rivolta antiborbonica del 1848. Al centro spicca la fontana abbellita dal Genio di Palermo, statua seicentesca raffigurante un re che allatta un serpente, simbolo della città.

Palazzo Ajutamicristo

Situato in via Garibaldi, il palazzo è un complesso di fine Quattrocento, opera di Matteo Carnelivari, caratterizzato da un elegante cortile con loggiato a due livelli. Nel 1537 ospitò Carlo V.

Chiesa della Magione (Santissima Trinità)

Piazza Magione 44. Preceduta da un vialetto fiancheggiato da palme, la chiesa fu fondata nel XII secolo da Matteo d’Aiello, Gran Cancelliere di Guglielmo I. Gravemente danneggiata dai bombardamenti, è stata parzialmente ricostruita.
L’interno è semplice e privo di decorazioni, mentre a sinistra si apre il chiostro dell’originario monastero cistercense, con resti di costruzioni precedenti, tra cui una torre araba del X secolo.

Santa Maria dello Spasimo

Via dello Spasimo. La chiesa, costruita a partire dal 1506, ha avuto numerosi usi: fortezza, teatro, lazzaretto, ospizio e ospedale fino al 1986. Dopo un periodo di abbandono, i restauri ne hanno permesso il recupero come spazio culturale e sede della Scuola Europea di Musica Jazz.
L’edificio è alto e slanciato, con la navata centrale senza copertura, che conduce a un’abside poligonale. Dal complesso si accede al bastione spagnolo, trasformato in giardino e sede di spettacoli estivi.

Santa Maria della Vittoria e Oratorio dei Bianchi

Percorrendo via dello Spasimo si incontra il complesso della ex chiesa di Santa Maria della Vittoria (XV–XVI sec.), con porta lignea della cittadella araba, e l’annesso Oratorio dei Bianchi, decorato da affreschi settecenteschi.

Piazza della Kalsa

Sulla piazza si affaccia la monumentale Santa Teresa alla Kalsa, edificata tra il 1686 e il 1706 da Giacomo Amato. In fondo a via Torremuzza si trovano edifici interessanti come il Noviziato dei Crociferi, l’ex chiesa di San Mattia (XVII sec.) e Santa Maria della Pietà (sec. XVIII, Giacomo Amato).

Passaggiata delle Cattive

Costruita nel 1823 sulla cortina muraria della città, era luogo di svago per l’aristocrazia e sede di feste e palchi per concerti. La denominazione deriva dalle “vedove” (le cattive), che qui godevano di maggiore riservatezza. Lungo la passeggiata si trovano numerosi palazzi nobiliari, tra cui il settecentesco Palazzo Branciforte di Butera.

Piazza Felice e Loggiato di San Bartolomeo

Discesi i gradini della passeggiata, si arriva alla monumentale Piazza Felice (1582), che chiude corso Vittorio Emanuele a est. Nei dintorni si notano i resti del Loggiato di San Bartolomeo (XVII sec.), oggi sede di mostre ed eventi culturali. Su piazza Santa Spirito si trova la Fontana del Cavallo Marino di Ignazio Marabitti (XVIII sec.).

Santa Maria della Catena e San Giovanni dei Napoletani

Piazzetta delle Dogane. La chiesa di Santa Maria della Catena (XV–XVI sec.), in stile gotico catalano e attribuita a Matteo Carnelivari, prende il nome dalla catena che chiudeva il porto. È preceduta da un ampio portico con portali decorati da Vincenzo Gagini.
Di fronte, San Giovanni dei Napoletani (XVI–XVII sec.) conserva stucchi di Procopio Serpotta.

Piazza Marina e Palazzo Chiaramonte

La grande Piazza Marina, cuore della movida palermitana, ospita il giardino Garibaldi ed è circondata da palazzi nobiliari come Palazzo Galleni, Palazzo Notarbartolo e Palazzo Chiaramonte. Qui si trova anche la Fontana del Garraffo (fine XVII sec.).

Palazzo Chiaramonte (1307) è un esempio di architettura chiaramontana, con due ordini di trifore e il cortile interno con loggia. Al piano nobile si trova il Salone dei Baroni, con soffitto ligneo dipinto del XIV secolo.

Palazzo Palagonia

Situato in via IV Aprile, ospita l’Enoteca Sicilia, con una mostra permanente dei vini regionali.

La Gancia (Santa Maria degli Angeli)

Chiesa edificata a fine Quattrocento dai Francescani come gancia (ospizio). L’interno è prevalentemente barocco, con interventi di varie epoche. Tra gli stucchi superstiti dei Serpotta si segnala il piccolo fraticello che fa capolino dalla cornice nella cappella a sinistra dell’altare.
Lungo via Alloro, si ammirano palazzi aristocratici, tra cui Palazzo Mirto e i resti di Palazzo Bonagia, suggestivi esempi di residenze nobiliari settecentesche.

San Francesco d’Assisi – Piazza San Francesco

La chiesa, duecentesca, conserva pochi elementi originali, tra cui il rosone e il portale gotico. L’interno ospita statue di Giovanni Serpotta e il portale della Cappella Mastrantonio. Accanto si trova l’oratorio di San Lorenzo, capolavoro di Giacomo Serpotta.

Cunicoli e misteri palermitani

I qanat

Sono canali artificiali sotterranei che intercettano l`acqua delle falde e la trasportano per molti chilometri seguendo un'impercettibile pendenza.
I qanat di Palermo risalgono all'epoca norrnanna. La visita è un'esperienza da non perdere: muniti di tuta e casco da speleologo ci si cala sottoterra accompagnati da una guida del CAI.
Visite su prenotazione:
Palermo Sottosopra
Coopertiva Solidarietà
tel. 091.580433 - 091.6520067

Sulle tracce dei Beati Paoli

La terribile setta che tra ll XV e il XVlll sec. operava segretamente per vendicare soprusi e malefatte si riuniva secondo la leggenda nei cunicoli (facenti parte di una vasta rete catacombale) situati soprattutto nella zona del Capo. Sulla tradizione orale (le fonti storiche sono pressoché inesistenti) Luigi Natoli ha costruito un ponderoso avvincente e popolarissimo romanzo, pubblicato tra il 1909 e il 1910 sul Giornale di Sicilia. L'ltinerarlo propone una visita ai luoghi evocati dal romanzo.
Visite su prenotazione:
Cooperativa Caglioslro
tel. 091.583218 › 091.334277

Il conte Cagliostro

Giuseppe Balsamo nasce a Palermo nel 1743.
Appassionato di scienze occulte e londatore di una loggia massonica, si soprannomina conte di Cagliostro e gira l'Europa praticando l'arte di guarltore e di mago con la sua
miracolosa “acqua dell'eterna giovinezza".
Dopo alterne vicende viene rinchiuso nella fortezza di San Leo, vicino ad Urbino, dove muore di stenti. ll suo corpo viene trasportato nel cimitero di Palermo.
La casa natale si trova vicino a piazza Ballarò, in via Cagliostro.
Visite su prenotazione:
Cooperativa Cagliostro
tel. 091.583213-091.334277.

Catacombe dei Cappuccini

piazza Cappuccini, 1 tel. 091.6524156
palermo.curia@fraticappuccini.it
Santuario di Santa Rosalia
via Pietro Bonanno
monte Pellegrino

Orto Botanico di Palermo

via Abramo Lincoln, 2 b

Catacombe di Porta D' Ossuna

corso Alberto Amedeo, 112

Arsenale Borbonico e Museo del Mare

via Cristoforo Colombo, 140

Villa Igiea

Villa Igiea salita Belmonte, 43

Statua di Santa Rosalia e Belvedere via Pietro Bonanno

monte Pellegrino
Castello Utveggio Cerisdi
monte Pellegrino via Pietro Bonanno

Grotte paleolitiche dell' Addaura
località Addaura - via Gualtiero da Caltagirone
Sopraintendenza BB.CC.AA. di Palermo»,

Villa Castelnuovo e Istituto Agrario località Addaura
via Gualtiero da Caltagirone, Sopraintendenza BB.CC.AA. di Palermo»,

Casina alla Cinese ( Palazzina Cinese )

via Duca degli Abruzzi, 1
tel. 7071248 «Sopraintendenza BB.CC.AA. di Palermo»
sopripa.serv.ssaa@regione.sicilia.it

Palazzo Tarallo
via delle Pergole, 74

Villa Niscemi
piazza Niscemi
Area di Servizio d'Arte Giacomo Baragli
piazza dei Quartieri, 2 - villa Niscemi
www.comune.palermo.it

Grotta Niscemi parco della Favorita
Informazioni: «Sopraintendenza BB.CC.AA. di Palermo»
Visite: su richiesta rivogersi al «C.A.I., Club Alpino Italiano», sezione Palermo, via Nicolò Garzilli, 59 tel. 091.329407
Centro d'Arte Piana dei Colli Villa Alliata Cardillo via Faraone, 2
tel. 331.9327930
www.pianadeicolli.net

Museo Caffè Morettino
via Nuova 105 a quartiere San Lorenzo
info@caffemorettino.it

Itinerario Gotico - Rinascimentale Visita ai monumenti più rappresentativi del XIV e XV secolo della città di Palermo


Visita ai monumenti più rappresentativi del XIV e XV secolo della città di Palermo

Palazzo Sclafani (1330)

Imponente e massiccio edificio a pianta quadrangolare eretto da Matteo Sclafani nel 1330. Di grande interesse il dinamico intreccio di archi con intarsi in pietra pomice lavica e il portale attribuito a Bonaiuto da Pisa.

Fontana Pretoria (1554)
Monumentale fontana manieristica progettata dal fiorentino Camillo Camilliani per la villa di Don Pietro di Toledo e successivamente acquistata dal Comune di Palermo per 30.000 scudi. Di pianta circolare, è decorata con statue di ispirazione mitologica.

Palazzo Arcivescovile
Sede dell’Arcivescovado palermitano. L’elegante facciata, rifatta nel XVIII secolo, conserva dell’originaria costruzione quattrocentesca una raffinata trifora gotico-catalana di notevole pregio.

Palazzo Pretorio (1463–1478)
Affacciato sull’omonima piazza e sulla Fontana Pretoria, fu fatto edificare dal pretore Pietro Speciale sotto la direzione di Giacomo Benfante. A pianta quadrangolare, presentava originariamente un ingresso su ciascuna facciata.

Chiesa di Santa Maria della Catena (inizi XVI sec.)
Situata nella piazzetta della Doganella, prende il nome dalla catena che chiudeva l’antico porto cittadino. Superbo esempio di gotico-catalano con elementi rinascimentali, si erge su un’alta scalinata.

Chiesa della Gancia (XVI sec.)
Dedicata a Santa Maria degli Angeli, conserva affreschi di Giacomo Serpotta e Pietro Novelli. È celebre per i moti del 1860, quando un gruppo di mazziniani si rifugiò nei suoi sotterranei.

Chiesa di San Francesco d’Assisi (XIV sec.)
Affacciata su una suggestiva piazzetta, presenta un elegante portale gotico. All’interno custodisce opere dei Gagini, di Pietro Novelli e di Giacomo Serpotta.

Chiesa di Santa Maria dello Spasimo
Esempio di gotico “settentrionale” con influssi catalani, è caratterizzata da una grande navata centrale e cappelle laterali. Notevoli il grande arcone ribassato del pronao e i dettagli architettonici attribuiti a Matteo Carnelivari.

Chiesa di San Giorgio dei Genovesi
Costruita dai mercanti genovesi nei pressi del porto e progettata da Giorgio Di Faccio, riprende modelli tardo-rinascimentali. Ospita le sepolture di importanti famiglie genovesi.

Palazzo Abatellis (1495)
Edificato su progetto di Matteo Carnelivari in stile tardo gotico-catalano con elementi rinascimentali. Oggi ospita la Galleria Regionale della Sicilia, con sculture dal XII al XVI secolo.

Palazzo Ajutamicristo
Residenza del mercante pisano Guglielmo Ajutamicristo, progettata da Matteo Carnelivari. Considerato uno dei più bei palazzi cittadini, ha accolto numerose personalità illustri.

Chiesa della Madonna della Mercè
Situata nel quartiere Seralcadio (dal termine arabo sari al-qadi, “strada del giudice”), sorge su un alto terrapieno che domina la zona.

Chiesa di San Nicolò da Tolentino (XVII sec.)
In via Maqueda, edificata nell’area dell’antico ghetto ebraico, fu consacrata dal Cardinale Gravina dopo vari restauri dovuti ai terremoti.

Chiesa di Sant’Agostino (1275)
Costruita in epoca angioina. Il portale laterale quattrocentesco, attribuito a Giuliano Mancino e Bartolomeo Berrettaro, si distingue per il gusto ricco e decorativo.

Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (XVI sec.)
In Piazza Marina, attribuita a Fazio Gagini. Splendido esempio di architettura rinascimentale.

Chiesa di Santa Maria La Nova
Edificata nel Trecento e ricostruita nel Cinquecento, presenta tre navate e una cupola che slancia lo spazio verso l’alto.

Convento e Chiesa di Santa Maria di Gesù (1426)
Fondati dai Francescani. Esempi di architettura ispanizzante sono il portale della cappella La Grua-Talamanca e il chiostro. Annesso un cimitero monumentale ottocentesco.

Chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani
Situata nell’antica via Argenteria Nuova, cuore storico della Loggia e della Vucciria. Fondata dalla comunità catalana, testimonia l’influenza iberica in città.

Itinerario del ’700 Palermitano
Monumenti del XVIII secolo caratterizzati dallo stile dei maestri palermitani

Oratorio di San Filippo Neri (1769)
Progettato da Giuseppe Marvuglia accanto alla chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella. Presenta sobrietà classica con influssi tardo-barocchi.

Santa Maria degli Agonizzanti
Fondata nel 1630 e ricostruita tra il 1778 e il 1784 su progetto di Antonio Interguglielmi.

Palazzo Comitini (fine XVIII sec.)
Residenza di Michele Gravina Cruillas, oggi sede dell’Amministrazione Provinciale.

Chiesa di San Francesco Saverio (1684–1711)
Progettata da Angelo Italia per i Gesuiti. Notevole la cappella con crocifisso ligneo ottocentesco e decorazioni rococò.

Oratorio di Santo Stefano Protomartire
Restaurato nel Settecento con stucchi di Giovan Maria Serpotta e dipinti sulla vita del Santo. Oggi sconsacrato.

Palazzo Principe di Ramacca
Palazzo privato, non visitabile.

Villa Castelnuovo e Istituto Agrario (seconda metà XVIII sec.)
Voluta da Gaetano Cottone, principe di Castelnuovo. Nel 1819 vi fu fondato l’Istituto Agrario. Situata in via del Fante 66–70.

Itinerario Barocco a Palermo


Alla scoperta della Palermo barocca

Il Barocco a Palermo è teatralità, movimento, luce e decorazione.
Tra il Seicento e il Settecento la città si trasforma profondamente: nuove strade, facciate monumentali, cupole scenografiche, stucchi dorati e marmi policromi definiscono un volto urbano fastoso e sorprendente.

Questo itinerario conduce alla scoperta dei principali monumenti della Palermo barocca.

Le grandi chiese monumentali

Chiesa di San Giuseppe dei Teatini (1612)

Tra le massime espressioni del barocco palermitano. L’elegante cupola progettata da Giuseppe Mariani domina i Quattro Canti, mentre il campanile con colonne tortili è uno degli elementi più scenografici del centro storico.

Chiesa del SS. Salvatore
Fondata in epoca normanna e ricostruita nel XVI secolo, presenta un interno spettacolare con decorazioni barocche e una suggestiva cupola panoramica visitabile.

Chiesa di Santa Maria della Pietà (1678–1684)
Progettata da Giacomo Amato, mostra una facciata plastica e movimentata ispirata al barocco romano. L’interno è impreziosito da stucchi di Giacomo Serpotta.

Chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella
Edificata tra il 1598 e il 1622, con grandiosa facciata barocca, custodisce pavimenti in marmi policromi e opere di grande pregio.

Chiesa di San Domenico
Imponente edificio barocco (1640), divenuto Pantheon dei siciliani illustri dal 1853.

Chiesa del Gesù (Casa Professa)
Uno dei trionfi del barocco siciliano: interni rivestiti da marmi mischi, stucchi e affreschi che creano un effetto scenografico straordinario.

Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa (1686–1706)
Opera di Giacomo Amato, presenta una maestosa facciata e un interno riccamente decorato.

Chiesa del Carmine Maggiore
Affacciata sul mercato di Ballarò, è caratterizzata da una grande cupola maiolicata che domina il quartiere Albergheria.

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria
Affacciata su Piazza Bellini, celebre per la doppia scalinata e gli interni riccamente decorati.

Gli Oratori del Serpotta
Palermo custodisce un patrimonio unico al mondo: gli oratori decorati dagli straordinari stucchi di Giacomo Serpotta.

Oratorio di Santa Cita
Capolavoro assoluto del Serpotta (1688–1718), con scene plastiche di sorprendente eleganza.

Oratorio del Rosario
Decorato con magnifici stucchi barocchi e arricchito da importanti opere pittoriche.

Oratorio di San Lorenzo
Celebre per aver custodito la “Natività” di Caravaggio (1609), trafugata nel 1969.

Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria
Decorato da Procopio Serpotta e Domenico Castelli tra il 1719 e il 1725.

Chiese e luoghi meno noti ma di grande fascino

Chiesa dell’Itria (dei Cocchieri) – Con cripta affrescata e tradizioni legate al Venerdì Santo.

Chiesa dell’Immacolata Concezione – Legata all’antico monastero benedettino.

Chiesa dei SS. Quaranta Martiri Pisani – Interni decorati da Guglielmo Borremans.

Chiesa di San Carlo – Con facciata di Giacomo Amato e cupola ellittica.

Chiesa di San Matteo Apostolo – Esempio raffinato del Seicento palermitano.

Chiesa di Sant’Anna – Di impianto tardo rinascimentale con interventi barocchi.

Chiesa di Santa Chiara – Elegante barocco seicentesco.

Chiesa di Santa Maria in Valverde – Trasformata nel XVII secolo su progetto di Mariano Smiriglio.

Chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi (1601) – Tra le prime costruite lungo via Maqueda.

Palazzi, piazze e architetture civili

Piazza Vigliena – I Quattro Canti (1609–1620)

Il cuore scenografico della città barocca: quattro prospetti curvilinei ornati da statue, fontane e stemmi simbolici.

Palazzo Mirto

Storica dimora nobiliare nel quartiere Kalsa, esempio di residenza aristocratica tra Sei e Settecento.

Arsenale Borbonico (1621–1630)

Costruito per la Real Marina, testimonia il ruolo strategico di Palermo nel Mediterraneo.

Le Fontane Barocche

Fontana del Garraffo

Opera di Paolo Amato, esempio emblematico del gusto barocco.

Fontana del Garraffello

Situata nell’antica Vucciria, presenta iscrizioni poetiche di Antonio Veneziano.

Un’esperienza tra arte e meraviglia

L’itinerario barocco è un viaggio nella Palermo della magnificenza:
cupole maestose, facciate teatrali, stucchi bianchi come ricami e marmi policromi che trasformano ogni chiesa in uno spettacolo.

Lasciati guidare tra le luci e le ombre del Seicento palermitano.
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