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Strada del vino Val di Mazara - Itinerari in Sicilia, vuoi visitarla ma non sai da dove iniziare?

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La Strada del Vino del Val di Mazara


Un viaggio enoturistico nel cuore della Sicilia occidentale
La Strada del Vino del Val di Mazara è un itinerario d’eccellenza dedicato alla scoperta di un territorio dalla forte identità agricola e culturale. Situato nel cuore della Sicilia occidentale, questo percorso attraversa paesaggi rurali di grande fascino, unendo idealmente le province di Palermo, Agrigento e Trapani in un racconto fatto di vino, storia e natura.

Nata per iniziativa di un gruppo di imprenditori vitivinicoli dei comuni di Mazara del Vallo, Petrosino, Salemi e Campobello di Mazara, la Strada ha l’obiettivo di valorizzare il legame autentico tra il visitatore, i produttori e il paesaggio, promuovendo un turismo sostenibile e di qualità.

Un territorio votato all’eccellenza
Il Val di Mazara è, per vocazione millenaria, una terra legata alla vite. Grazie al clima mediterraneo e alla varietà dei suoli, quest’area esprime vini di grande carattere, simboli autentici del "terroir" siciliano. Lungo l’itinerario, cantine storiche e moderne aziende agricole custodiscono un patrimonio di saperi tramandato nel tempo, rendendo il vino il principale ambasciatore della cultura locale.

Tra archeologia e borghi medievali
Accanto alla vocazione agricola, il Val di Mazara offre un tesoro storico inestimabile. Percorrere questa Strada significa attraversare millenni di storia:

Siti archeologici e templi che testimoniano il passaggio delle civiltà antiche.

Castelli e borghi medievali incastonati tra le colline.

Centri storici autentici, lontani dal turismo di massa, dove l'accoglienza è un valore sacro.

Esperienze da vivere lungo la Strada
Le aziende aderenti propongono attività pensate per coinvolgere tutti i sensi e far conoscere i ritmi della terra:

Degustazioni e Gastronomia: Assaggi guidati di vini e oli extravergini d'oliva, spesso accompagnati da pranzi in agriturismo con le ricette della tradizione siciliana.

Wine Tour: Visite tecniche in cantina e passeggiate tra i filari per scoprire i segreti della vinificazione.

Outdoor e Natura: Escursioni naturalistiche, percorsi in bicicletta e trekking tra i vigneti e le valli fluviali.

Cultura e Tradizione: Laboratori didattici sulla cucina tipica e partecipazione a eventi stagionali come la Festa della Vendemmia.

Nota per il visitatore: Per godere appieno dell'accoglienza siciliana e garantire una migliore organizzazione, è sempre consigliata la prenotazione anticipata delle visite presso le aziende.

Perché scegliere il Val di Mazara?
Visitare la Strada del Vino del Val di Mazara significa immergersi in una Sicilia genuina. È il viaggio ideale per chi cerca un'esperienza consapevole, dove il tempo è scandito dalla natura e dove ogni calice racconta la bellezza di un territorio unico al mondo.

Piazza della Repubblica n°6
91026 Mazara del Vallo
info@stradadelvinovaldimazara.it
Alla scoperta della Delia Nivolelli DOC

L’eccellenza tra le vigne di Mazara, Marsala e Salemi
Accanto al celebre Marsala, il territorio della Sicilia occidentale custodisce un’altra perla enologica: la Delia Nivolelli DOC. Questa denominazione si estende su un’area pianeggiante e collinare che comprende i comuni di Mazara del Vallo, Petrosino, Salemi e Marsala, offrendo vini bianchi e rossi di grande pregio.

Mentre il Marsala è celebre per la sua longevità e struttura liquorosa, la DOC Delia Nivolelli regala vini dal profilo più fresco, moderno e immediato, pensati per esaltare i piatti della cucina mediterranea.

I Protagonisti del Calice: Bianchi e Rossi
La denominazione si distingue per l’uso sapiente sia di vitigni autoctoni che internazionali, perfettamente adattati al microclima locale:

I Bianchi: Eleganti e vibranti, sono ideali per accompagnare crudi di pesce e primi piatti di mare. Spiccano per freschezza e note floreali.

I Rossi: Ottenuti da vitigni iconici come il Nero d’Avola e il Perricone (Pignatello), regalano struttura, colore intenso e una personalità decisa. Non mancano ottime espressioni di vitigni internazionali che qui trovano un'impronta spiccatamente siciliana.

La Chicca: Per i più curiosi, esiste una piccola e raffinata produzione di Spumante Bianco, un’eccellenza ancora di nicchia che vale la pena scoprire direttamente durante una visita in cantina.

Un’esperienza enoturistica autentica
Esplorare i territori della Delia Nivolelli DOC significa vivere un viaggio a misura d'uomo. Le cantine della zona non sono solo luoghi di produzione, ma veri e propri spazi di accoglienza dove:

Degustazioni guidate: Potrai assaporare le diverse annate ascoltando i racconti delle famiglie che da generazioni coltivano queste terre.

Passeggiate nel "Terroir": Camminare tra i filari permette di capire come la vicinanza del mare e la composizione dei suoli influenzino il gusto finale del vino.

Connubio col territorio: Tra un calice e l'altro, il viaggio prosegue tra i mulini a vento delle saline, i tramonti infuocati sul mare e il fascino barocco dei centri storici.

Perché inserire questa tappa nel tuo tour?
Il vino Delia Nivolelli è la chiave per comprendere la versatilità della Sicilia occidentale. Se il Marsala è la storia, il Delia Nivolelli è il presente dinamico di un territorio che non smette mai di innovare.
In questa sezione è possibile inserire le fotografie del proprio tour

La Strada del Vino Val di Mazara, l'itinerario


Che tu sia un sommelier esperto o un viaggiatore curioso, preparati a immergerti in una cultura millenaria e a degustare eccellenze che raccontano l'anima più autentica della Sicilia.

Le Tappe Principali e i Comuni
Il cuore della Strada batte tra i comuni di Mazara del Vallo, Salemi, Campobello di Mazara e Petrosino. È qui che si concentra la produzione e dove ha inizio un itinerario che si snoda tra:

Vigneti e Cantine: Luoghi dove la tradizione si sposa con le più moderne tecniche di vinificazione.

Enoteche e Wine Bar: Punti d'incontro ideali per una degustazione guidata in un'atmosfera conviviale.

Musei del Vino: Spazi espositivi che custodiscono la memoria storica delle produzioni locali.

Oltre il vino: Natura, Archeologia e Sapori
La Strada del Vino Val di Mazara non è solo un percorso enologico, ma un’esperienza multisensoriale che abbraccia diverse tipologie di turismo:

Visite Naturalistiche e Archeologiche: Approfitta del viaggio per esplorare le riserve naturali e le testimonianze archeologiche che punteggiano il territorio.

Percorsi Enogastronomici: Il vino della Valle trova il suo compagno ideale nei prodotti d'eccellenza del territorio. Non perdere l’occasione di assaggiare:

Il celebre Gambero Rosso di Mazara, vanto della gastronomia mediterranea.

Il Pane Nero di Castelvetrano, prodotto con farine di grani antichi.

La Vastedda della Valle del Belìce, l'unico formaggio di pecora a pasta filata, dal sapore unico e delicato.

Pronto a partire?
Lasciati guidare dai profumi e dai colori della Sicilia occidentale. La Strada del Vino Val di Mazara ti aspetta per regalarti un'avventura indimenticabile tra paesaggi mozzafiato e sapori inimitabili.

Mazara del Vallo e la strada del vino Mazara

Mazara del Vallo comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 8 m s.m., patrono San Vito terza settimana di agosto.
Nel borgo antico sono ben conservati i tratti dell'antico insediamento islamico.
La maggior parte dell'architettura cittadina è di epoca barocca.
Chiesetta di San Nicolò Regale (1124), una porta rimasta del castello normanno, portale e nella torre circolare della casa Scuderi (sec. XV).
Sulla piazza quadrangolare della Repubblica, al centro dell'abitato, si affacciano il Palazzo Vescovile con il seminario (sec. XVIII),
la cattedrale del Santissimo Salvatore, fondata nel sec. XI ma rifatta nel Seicento, che conserva tracce dell'impianto originale nella parte esterna dell'abside edificata nel 1093 per volere di Gran Conte Ruggero I, il quale fece un voto durante la vittoriosa battaglia contro i Saraceni sostenuta nel 1072, nello stesso sito in cui sorgeva un luogo di culto edificato dagli arabi; l'interno, riccamente decorato con stucchi e affreschi, sculture cinquecentesche di Antonello Gagini e altre settecentesche di Ignazio Marabitti, e, in una cappella, una croce del sec. XIII dipinta sui due lati in stile bizantino e islamico, due sarcofagi romani raffiguranti l'Amazzonomachia e la Caccia di Meleagro.
barocca anche la chiesa di San Michele (1637, su un impianto del sec. XI), che conserva un ciclo allegorico composto da venti statue di scuola del Serpotta (1697),
la chiesa di Santa Veneranda (1714),
chiesa di Santa Caterina, con una statua della santa di A. Gagini,
Il Museo di Sant’Egidio di Mazara del Vallo è oggi meglio conosciuto come il Museo del Satiro Danzante data l'importanza dell'opera in esso custodito: la statua bronzea de "Il Satiro
Danzante", il museo ha sede presso la chiesa sconsacrata di Sant'Egidio
Nel Museo Civico, ospitato nell'ex collegio dei Gesuiti, si conservano reperti archeologici del Paleolitico superiore, d'età romana (sec. V-II a. C.), greca, araba (ceramiche) e bizantina, e dipinti dal Settecento ai giorni nostri.
Per la festa del santo patrono si svolgono diverse processioni, quella del corteo dell'annunzio, con personaggi in costume del Seicento, quella dei quadri viventi su carri allegorici, che rappresentano episodi della vita del santo, e, infine, quella del simulacro argenteo di San Vito.
Mazara del Vallo, Sicilia Occidentale il tour
Per questa città vale lo stesso discorso fatto per Sciacca. Mazara del Vallo non è solo spiagge. Vi è poi il suo antico cento storico, in cui su tutto spicca la Casbah, il quartiere è il vero fulcro del paese, un luogo multietnico e multiculturale, dove convivono varie etnie, culture e tradizioni.
Cuore di vita e d’arte di Mazara è la stupenda Piazza della Repubblica, dove sorge la Cattedrale normanna del Santissimo Salvatore. Costruita nel 1093, è un tipico esempio della prima architettura Normanna in Sicilia, voluta dal conte Ruggero D’Altavilla. La struttura Normanna si presenta con un classico impianto a croce latina, a navata unica.

Festa del Pane e della Pasta", ad agosto, Borgata Costiera Mazara del Vallo. Mostra dei Pani devozionali e dei prodotti cerealicoli locali, tutte le sere degustazioni di prodotti tipici. Mostra mercato, degustazioni, arte e spettacoli.  https://www.facebook.com/people/Festa-del-Pane-e-della-Pasta/100072423605703/   https://www.facebook.com/ProLocoMazaraDelVallo/

Blue Sea Land ad ottobre Mazara del Vallo. L'evento che unisce in un unico luogo le filiere agro-ittico-alimentari di Italia e Sicilia, dei Paesi del Mediterraneo, https://www.bluesealand.net/

Salemi, strada del vino Mazara

Salèmi comune del Libero consorzio Comunale di Trapani, 446 m s.m., patrono San Giuseppe 19 marzo.
Chiesa Madre di Salemi, dedicata a San Nicola, è divenuta il principale luogo di culto della città dopo che il terremoto del 1968 ha distrutto la vecchia Chiesa Madre della città, la chiesa presenta una facciata in stile barocco, tra le opere custodite nella chiesa, è l'organo settecentesco

Domina l'abitato il castello riedificato nel sec. XIII da Federico II, conserva alcune torri. Tra le architetture medievali del borgo antico, le strutture barocche della chiesa e del collegio dei Gesuiti, dove è stata allestita la Mostra di Cimeli del Risorgimento, che raccoglie fotografie, armi e documenti che testimoniano il contributo della città agli episodi del 1848-60. Lo stesso collegio ospita il Museo Civico, dove sono esposti dipinti e sculture provenienti dalle chiese del territorio distrutte dal sisma e dal villaggio preistorico di Mokarta,

il quartiere ebraico della Giudecca e quello islamico del Rabato

Dedicata a San Biagio 3 febbraio, è la Festa dei Pani, che si celebra con la confezione e la distribuzione di pani di pasta non lievitata dalle varie forme, tra cui, cuddureddi (ciambelline, che simboleggiano la gola di cui il santo è protettore) e cavaduzzi (dalla forma di piccoli animaletti, che ricordano la liberazione dalle cavallette che invasero le campagne salemitane nel sec. XVI).

Il 19 marzo, in molte case, vengono allestite delle cappelle votive con le cosiddette “cene di San Giuseppe”, mense con enormi quantità di pietanze, non inferiori a 19 e non superiori a 101, cui vengono invitati vari commensali.

L’ex Chiesa Madre di Salemi, dedicata a San Nicola di Bari, crollò in seguito al terremoto del 1968. Oggi rimangono solo i ruderi dell’abside come fondo scenico della piazza in memoria del
terremoto e come simbolo di rinascita del paese.

A Salemi il museo della mafia ed officina della legalità, ospitato all'interno dell'ex convento dei Gesuiti e dedicato a Leonarda Sciascia https://www.facebook.com/sistemamusealesalemi

Si trova in una posizione favorevole dei grandi centri turistico-culturali della Sicilia occidentale, quali Selinunte, Cave di Cusa, Mothia, Riserva naturale dello Stagnone ed Erice.

Sagra della Busiata", dal 7 al 9 agosto 2023 il tradizionale appuntamento enogastronomico che si svolge tra i vicoli del centro storico di Salemi, in provincia di Trapani, nei punti di degustazione sarà possibile degustare la particolare pasta lavorata a mano secondo le varianti culinarie offerte dai cuochi in gara, il tutto innaffiato con i vini delle aziende locali.
La sagra ripropone ogni anno la riscoperta di un piatto culinario tipico del trapanese in più proposte, con il giusto vino da accostare per esaltare l'arte del gusto. La manifestazione si svolge con la collaborazione dei ristoratori del posto e limitrofi e la partecipazione di vari gruppi folkoristici. Durante l’evento potranno essere visitati i beni monumentali della città, https://www.facebook.com/sagradellabusiata/  https://www.facebook.com/culturaturismospettacolosalemi

Campobèllo di Mazara e la strada del vino Mazara

Campobèllo di Mazara comune del Libero consorzio Comunale di Trapani, 110 m s.m., patrono San Vito 15 giugno,
La chiesa madre della Madonna delle Grazie, di origine secentesca e poi ristrutturata nell'Ottocento, conserva un bel Crocifisso ligneo di fra' Umile da Petralia.
il Palazzo Ducale,

Da visitare il "Museo della vita e del lavoro contadino",

Il sito e il territorio annesso fanno parte del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria. https://fenici.net/

Ecomuseo del Mare e dei Pescatori promosso dalla Rotta dei Fenici.

Sagra dell’Olio e dell’Oliva Nocellara del Belìce DOP, degustazioni di prodotti tipici, street food, musica, visite guidate ai frantoi locali e cooking show.  https://www.facebook.com/people/Sagra-dellOlio-e-dellOliva/61550743426444/

Petrosino, strada del vino Mazara

Petrosino comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 13 m s.m., patrono Madonna delle Grazie 31 maggio,
In alcune zone sorgono diversi “bagli”, antichi magazzini per la conservazione del mosto, di grande valore storico e documentario, tra cui quello Woodhouse, degli inizi dell'Ottocento, quello Don Federico e quelli Spanò e Basile. Si segnalano anche le torri Sibiliana (sec. XV) e Galvaga

Sagra della Sfincia e Notte Folk, ad agosto. Manifestazioni di punta di punta che uniscono la tradizione dolciaria a quella dei canti popolari. Il toponimo di Petrosino deriva dal termine siciliano “pitrusinu”, che significa prezzemolo.

Gibellina, itinerario strada del vino Mazara

Gibellina comune in provincia di Trapani, 227 m s.m., patrono San Rocco 16 luglio
Sul viadotto d'ingresso a Gibellina sorge la Stella del Belice, gigantesca porta-scultura di Pietro Consagra, divenuta il simbolo della città.
Tra le varie realizzazioni architettoniche spiccano il Meeting, un edificio per i congressi, realizzato dallo stesso Consagra, in acciaio e cristallo, il Centro civico e culturale di Vittorio Gregotti, Giuseppe Pirrone e Alberto e Giuseppe Samonà.
Agli stessi architetti si deve anche la costruzione che ospita il Municipio, fronteggiato dalla Torre Civica di Alessandro Mendini.
Di Ludovico Quaroni è la chiesa madre, mentre a Franco Purini e a Laura Thermes si devono il Sistema delle Piazze e la Casa del Farmacista.
Il Palazzo Di Lorenzo, opera di Francesco Venezia, è una particolare casa-museo in cui si sovrappongono stili antichi e moderni e nel cui cortile è inglobata la facciata recuperata da un antico palazzo della vecchia Gibellina.

Nel 1996 è stato istituito nel “baglio” Di Stefano, imponente edificio rurale trasformato in sede di istituzioni culturali e residenza di artisti e studiosi ospiti della città,
il Museo delle Trame Mediterranee, che raccoglie ed espone tessuti, gioielli, ceramiche, costumi, reperti archeologici, sculture e quadri provenienti da molti paesi del Mediterraneo.
Nel granaio è allestita la sezione d'arte contemporanea, con alcune tra le opere donate dagli artisti che, nel corso degli anni, hanno lasciato segni tangibili a Gibellina (Mario Schifano, Pietro Consagra, Toti Scialoja, Carla Accardi ecc.).

Il Museo Civico, che comprende una ricca collezione di arte contemporanea, una sezione etno-antropologica e una storica.
In un'antica casa contadina rimasta indenne dal terremoto del 1968 è stato allestito il Museo Etno-Antropologico della Valle del Belice con la ricostruzione dei cicli lavorativi del grano, della vite, dell'olivo, del lino e del formaggio, e numerosi attrezzi relativi ad arti e mestieri tipici della zona.

Gibellina dal 6 al 8 maggio sarà nuovamente FESTA RANNI, la più bella delle feste della tradizione popolare siciliana. L’evento, molto atteso dalla popolazione locale e fortemente voluto dalla Congregazione del SS. Crocifisso di Gibellina ha visto anche la compartecipazione del Comune di Gibellina, per la realizzazione del ricco programma di eventi. La domenica Solenne Processione del simulacro del SS. Crocifisso per le vie del paese.
l clou dei festeggiamenti è previsto il sabato pomeriggio con la Solenne Sfilata del Prisenti con Muli Bardati con partenza da Piazza XV Gennaio 1968. I cavalieri sfileranno in sella ai muli bardati.

Tra giugno e settembre si svolgono a Gibellina le “Orestiadi”, che prevedono un ciclo di rappresentazioni classiche e rassegne di prosa, musica etnica e arti visive.

Sulle rovine del paese antico Alberto Burri ha realizzato il Grande Cretto di Gibellina, uno degli esempi di Land Art in Sicilia, il Cretto è una tra le opere d'Arte Contemporanea più estese al mondo. http://www.clicksicilia.com/itinerarisicilia/land-art-sicilia.php

Cantine Aperte alle Tenute Orestiadi di Gibellina. una giornata dedicata all'allegria e la spensieratezza, alla scoperta delle Tenute Orestiadi e dell'incredibile, ricca e varia, realtà che le circonda. Buon vino, buon cibo, buona musica e ottima compagnia!
Durante la giornata musica dal vivo, visite attraverso Gibellina Museo En Plein Air a bordo del Trenino Caterino, pranzo con prodotti locali, vino fino ad esaurimento silos.

Castelvetrano comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 187 m s.m., patrono San Giovanni Battista 24 giugno,
La chiesa di San Domenico, eretta nella seconda metà del sec. XV,  la facciata della chiesa madre dell'Assunta (sec. XVI) è ornata da un portale preziosamente intagliato; l'interno, con decorazioni a stucco di A. Ferraro e G. Serpotta, ha una notevole cappella della Maddalena di T. Ferraro.
La chiesa di San Giovanni Battista, ricostruita alla fine del Settecento, conserva una statua in marmo di Antonello Gagini.
Nei pressi dell'abitato è la chiesa della Santissima Trinità di Delia, eretta in epoca normanna nel sec. XII; ha pianta a croce greca triabsidata con cupola centrale su quattro colonne.
Chiesa del purgatorio

Presso il litorale, vicino Marinella, sono i resti della città greca di Selinunte.

Corteo Storico di Santa Rita e della Nobiltà Castelvetranese a Castelvetrano . Il sontuoso corteo storico racchiude nel suo seno le nuove coordinate della religiosità globale, e quelle della più profonda tradizione spagnola e aragonese con la Rievocazione storica dell’Investitura di Carlo d’Aragona e Tagliavia a primo principe della Città.  https://www.facebook.com/corteosantaritacastelvetrano/

Sarduzza Fest settembre ed ottobre a Castelvetrano. L'evento gastronomico mira alla valorizzazione della Sarduzza di Selinunte una particolare e ottima varietà di pesce azzurro,   https://sarduzzafest.it/

La festa del Cioccolato a Castelvetrano è una manifestazione dove è possibile prendere parte ad esperienze degustative uniche con tante varietà di cioccolato, provare delizie culinarie tipiche dello street food siciliano, assistere a spettacoli culinari con il cioccolato come protagonista.   https://www.facebook.com/people/Associazione-Centro-storico-Castelvetrano/100066598821135/

La leggenda dei delitti dell’Aironera di Castelvetrano
Questa leggenda trae probabilmente origine dalla storia biografica della duchessa Zenobia Gonzaga, figlia di Vittoria Doria e di Ferrante II, duca di Guastalla, e del consorte Giovanni III d’Aragona, duca di Castelvetrano. Il luogo a cui è legata la leggenda un antico edificio di Castelvetrano chiamato “L’Aironera”, chiamatacosì perchè il duca di Castelvetrano, Don Diego D’Aragona, proprietario della tenuta, la utilizzava come base per la caccia all’airone. L’edificio è anche conosciuto come “Lariuni”.

Secondo la leggenda essendo il duca sempre molto occupato, la moglie, per non annoiarsi, si trasferì presso l’Aironeria e sempre per non annoiarsi, organizzava sempre grandi feste, dove partecipavano i nobili più in vista di Castelvetrano e dei paesi vicini.  La duchessa era ancora giovane ed attraente e non di rado accettava la corte dei partecipanti alle feste, ebbe quindi molti amanti ma per non far sapere in giro che tradiva il marito dopo, passata la notte di passione, li faceva uccidere da un suo servo.  Le misteriosi sparizioni, purtroppo, si ripetevano nel tempo e, la voce di tali omicidi iniziò a girare per il paese. Un giovane nobile, venuto a conoscenza di quanto si raccontava intorno alla duchessa e alle misteriose scomparse di tanti giovani del circondario, decise di sfidare la sorte; iniziò così a corteggiare la donna, entrò nelle sue grazie e riuscì ad avere un appuntamento galante; l’uomo sapeva già cosa gli sarebbe accaduto e nascose nel mantello un affilato pugnale.
Dopo una notte infuocata, quando il servo stava per attaccarlo alle spalle, il nobile gentiluomo reagì con prontezza e, colto di sorpresa il suo aggressore, lo uccise, quindi fuggì via.
La notizia dell’accaduto si sparse subito intorno al paese e nel circondario; il duca rientrò subito a palazzo, fece richiamare la moglie dalla palazzina dell’Aironera e la fece uccidere, ma il giovane era già lontano, al sicuro dalla vendetta del Duca.
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