Itinerario attraverso la Sicilia da Messina a Marsala
Da Messina a Marsala: la Grande Traversata Siciliana
Questa pagina è la "Porta d'Ingresso" principale per chiunque stia pianificando un viaggio nell'isola. Mentre le pagine sulle singole Strade Statali (SS118, SS188) sono per specialisti del slow tour, questa deve intercettare il grande volume di ricerche per "Cosa vedere in Sicilia" e "Tour della Sicilia 7-10 giorni".
Un tour che parte da Messina e arriva a Marsala, attraversando paesaggi montani, castelli medievali e borghi sospesi nel tempo. Pur restando vicino al "cuore" montuoso dell'isola, questo percorso ti permette in ogni momento di scendere verso la costa per un tuffo nelle acque tiepide del Tirreno.
Attraversare la Sicilia non significa solo spostarsi da una città all'altra, ma compiere un viaggio nel tempo tra le civiltà che hanno forgiato il Mediterraneo. Dai mosaici dorati di Palermo alle pietre laviche di Catania, ogni chilometro racconta una storia diversa.
La Sicilia Occidentale: Tra Storia e Sale
Il tour ideale inizia da Palermo, per poi spingersi verso Erice, borgo sospeso tra le nuvole, e le scenografiche Saline di Trapani. Non dimenticate una sosta a Segesta per ammirare uno dei templi greci meglio conservati al mondo.
Il Sud: Valle dei Templi e Barocco
Scendendo lungo la costa sud, la maestosità di Agrigento lascia spazio all'eleganza di Ragusa Ibla, Modica (patria del cioccolato) e Noto, la "Capitale del Barocco". Qui la luce del tramonto trasforma la pietra locale in oro.
L'Est: Il Gigante Etna e Taormina
Il viaggio si conclude all'ombra dell'Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa. Dopo un'escursione tra i crateri, lasciatevi incantare dal panorama mozzafiato del Teatro Greco di Taormina, dove il blu dello Ionio incontra il cielo.
Questo itinerario è la massima espressione del viaggio "coast-to-coast" siciliano. Attraversare l'isola da Messina a Marsala non è solo un percorso geografico, ma un viaggio nel tempo che taglia orizzontalmente tutta la Sicilia settentrionale e centrale, portandoti dalla "Porta della Sicilia" sullo Stretto fino alla punta estrema dove il sole tramonta sulle Egadi.
Un Viaggio tra Cultura, Sport e Sapori
La Sicilia interna offre un'esperienza che unisce il piacere della scoperta culturale al dinamismo dello sport outdoor. Grazie alle catene montuose dei Peloritani, dei Nebrodi e delle Madonie, questo itinerario è perfetto per:
Appassionati di Trekking e Moto: Strade panoramiche e sentieri immersi nei boschi.
Gourmet e Ricercatori di Sapori: Una gastronomia basata su formaggi storici, carni pregiate e vini d'altura.
Amanti del Folklore: Processioni e feste patronali che conservano riti millenari.
Le Tappe Principali: dal Tirreno all'entroterra Trapanese
Questo percorso tocca alcune delle destinazioni più iconiche ma meno affollate della Sicilia, garantendoti un'esperienza distante dal turismo di massa.
La Porta Orientale: Si parte da Messina, con i suoi affacci sullo Stretto, per addentrarsi subito tra le vette dei Peloritani.
Il Polmone Verde: Si attraversa il Parco dei Nebrodi, toccando borghi come Montalbano Elicona (Borgo dei Borghi) e ammirando i panorami che spaziano dalle Eolie all'Etna.
Il Cuore delle Madonie: Il viaggio prosegue verso Gangi e Petralia Soprana, dove l'architettura in pietra e le tradizioni medievali sono ancora vivissime.
La Sicilia Centrale: Attraverso l'ennese, tra castelli arroccati e laghi naturali, fino a giungere alle colline del palermitano.
Verso l'Occidente: Si scende verso la Valle del Belice, sfiorando siti archeologici imponenti come Segesta, per poi immergersi nei vigneti infiniti del trapanese.
L'Approdo Finale: Il tour si conclude a Marsala, tra le sue storiche cantine, il vento delle saline e i tramonti indimenticabili sulle isole dello Stagnone.
Perché scegliere questo itinerario?
Scegliere la trasversale Messina-Marsala significa scoprire una Sicilia dove l'accoglienza è un valore sacro. È un percorso privilegiato che soddisfa ogni esigenza: dalla vacanza culturale alla scoperta di siti archeologici unici, fino al relax in borghi dove il ritmo della vita segue ancora quello delle stagioni.
Prepara il tuo equipaggiamento e lasciati guidare attraverso i tesori nascosti dell'isola. Che tu sia in sella a una moto, in auto o con lo zaino in spalla, la grande traversata siciliana ti lascerà senza fiato.
Messina, attraverso la Sicilia da Messina a Marsala
Messina, capoluogo della Città Metropolitana omonima, 3 m s.m., patrona Madonna della Lettera, 3 giugno.
Situata sulla costa occidentale dello Stretto omonimo, tra il porto e le estreme propaggini nordorientali dei Monti Peloritani.
Danneggiata da più terremoti, l'ultimo dei quali nel 1908, venne interamente ricostruita.
Fondata dai Siculi con il nome di Zancle, che nella loro lingua significava “falce”, venne ripopolata da coloni greci e rinominata Messana.
Tra l'1 e il 3 giugno 1955 la città ospitò la Conferenza di Messina, passo decisivo verso la formazione dell'Euratom e della CEE.
Il Duomo, ricostruito dopo il terremoto del 1908 e i bombardamenti del 1943, conserva nella parte inferiore della facciata i tre portali cinquecenteschi dalle belle forme gotiche, appartenenti alla costruzione originaria. Nell'interno, a tre navate con colonne ad archi ogivali e soffitto in legno, si trovano molte opere d'arte, tra cui la statua di San Giovanni Battista di Antonello Gagini (1525), la lastra tombale dell'arcivescovo Palmieri (sec. XII, la più antica scultura della chiesa), il cenotafio dell'arcivescovo Guidotto De Tabiatis (sec. XIV), il ricchissimo altare maggiore con baldacchino, realizzato nei sec. XVII-XVIII e ricomposto dopo il 1943, un paliotto in argento e rame dorato di Filippo Juvara e il sepolcro dell'arcivescovo Pietro Bellorado (1513). La parte meno danneggiata è la cappella del Sacramento, in cui si trova un mosaico originale del Trecento.
La chiesa custodisce inoltre il Tesoro del Duomo, con circa 400 opere di orafi e argentieri messinesi (sec. X-XX), tra cui la Manta d'oro della Madonna della Lettera (1668), vero capolavoro del fiorentino Innocenzo Mangani.
Adiacente alla chiesa è il campanile cuspidato con orologio astronomico. Il campanile del Duomo di Messina è la torre dell'orologio dell'omonimo Duomo.
Ospita l'orologio astronomico più grande e complesso del mondo, costruito a Strasburgo nel 1933 e commissionato dall'arcivescovo Angelo Paino alla ditta Ungerer di Strasburgo. Gli automi, raffiguranti simboli del tempo, dei giorni e delle stagioni, oltre a scene evangeliche, si animano a ore fisse. È visitabile e, a mezzogiorno, si può assistere al movimento delle statue collocate sulla facciata.
La piccola chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani (sec. XII) è stata restituita alle forme originarie da vari restauri condotti nel sec. XX.
Unica testimonianza di arte gotica siciliana è la chiesa di Santa Maria degli Alemanni, edificata nel sec. XIII.
Da vedere anche la restaurata fontana di Orione, in piazza del Duomo (1547-1553), e quella del Nettuno (1557), in piazza Unità d'Italia;
la chiesa e il monastero di Montevergine;
la chiesa di San Giovanni di Malta.
Basilica di Sant'Antonio di Padova
La basilica santuario minore di Sant'Antonio di Padova e del Sacro Cuore di Gesù è un luogo di culto cattolico di Messina, situato in via Santa Cecilia.
Dopo il terremoto del 1908 fu costruito l'attuale santuario, al posto della precedente chiesa, per volontà del messinese sant'Annibale Maria Di Francia, fondatore delle congregazioni religiose dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo.
L'edificio sorge nel quartiere Avignone.
Il Sacrario di Cristo Re
Il Sacrario di Cristo Re è un edificio religioso di Messina. Il tempio fu edificato sui resti del castello di Matagrifone, del quale è pervenuta, inglobata alla base, una delle torri.
Progettato da Giovanni Battista Milani nel 1937, troneggia sulla città con la sua grande cupola; le sue forme richiamano l'architettura del messinese Filippo Juvarra.
L'edificio è stato realizzato in stile barocco e si presenta a forma ottagonale irregolare, con una grande cupola segnata da otto costoloni, alla base dei quali si trovano otto statue di bronzo di Teofilo Raggio, raffiguranti le tre virtù teologali — Fede, Speranza e Carità —, le quattro virtù cardinali — Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza — e l'allegoria della Religione, che le comprende tutte.
Sulla cupola si sovrappongono una lanterna alta sei metri, una palla del diametro di un metro e, sopra di tutto, una croce.
Nella scalinata d'ingresso è collocata la statua di Cristo Re, opera di Tore Edmondo Calabrò. Sul portale sono rappresentate le allegorie dell'Europa e di Messina.
Il sacrario custodisce i resti di 1.288 caduti del secondo conflitto mondiale: 161 gli ignoti, gran parte dei quali uccisi durante la difesa della Sicilia, e 110 caduti nel primo conflitto mondiale.
Sulla torre ottagonale è collocata una campana del diametro di 2,80 metri, pesante 130 quintali, ricavata dalla fusione del bronzo dei cannoni nemici sottratti nella guerra del 1915-1918. È la terza campana d'Italia per grandezza e ogni sera, al tramonto, i suoi rintocchi ricordano i Caduti di tutte le guerre.
Dal belvedere antistante, intitolato a Giovanni Angelo Montorsoli, si gode il panorama dello Stretto e della città.
Chiesa di San Giovanni di Malta
La chiesa gerosolimitana e palatina di San Giovanni di Malta - San Placido e Compagni Martiri è un luogo di culto di Messina, ubicato in via San Giovanni di Malta.
Appartenente all'Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, un tempo era un'abbazia benedettina, la prima edificata in Sicilia.
Il tempio, dal punto di vista storico, artistico e religioso, risulta uno dei più importanti complessi monumentali della città, nonostante i danni provocati dalle calamità naturali e le gravi mutilazioni architettoniche.
Monastero di Montevergine - Sant'Eustochia
Il complesso religioso, costituito dalla chiesa e dal monastero fondato da Santa Eustochia, fu ingrandito e modificato diverse volte.
Dopo il terremoto del 1908, che risparmiò gran parte della chiesa, dove è conservato il corpo incorrotto della Santa, fu restaurato l'edificio sacro e riaperto al culto nel 1929.
L'interno risulta suggestivo per le imponenti ma armoniose linee architettoniche e ricco per la presenza di molte tarsie marmoree.
Di rilievo anche il quadro raffigurante San Francesco che riceve le Stimmate, opera ottocentesca di Michele Panebianco, e quello con San Biagio, dipinto da Gaetano Corsini nel 1931.
Nei locali che conducono alla cappella superiore, che custodisce il corpo incorrotto di Sant'Eustochia, è possibile ammirare alcuni oggetti di grande interesse artistico e devozionale.
La Galleria Vittorio Emanuele III di Messina venne progettata da Camillo Puglisi Allegra e costruita tra il 1924 e il 1929.
Unica nel suo genere nel Meridione insieme alla Galleria Umberto I di Napoli, per le decorazioni vi lavorarono gli scultori Antonio Bonfiglio ed Ettore Lovetti, i quali s'ispirarono, insieme a Puglisi Allegra, al Settecento siciliano.
Da vedere anche la chiesa di San Paolino (o Santa Rita), che conserva all'interno preziosi stucchi e affreschi del primo Settecento.
Significativi sono il Cimitero Monumentale (1872), progettato da Leone Savoia, e il Teatro Vittorio Emanuele, opera di Pietro Valente, inaugurato nel 1852.
Il Palazzo del Monte di Pietà fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1908. Restaurato nuovamente nel 1979, è utilizzato per manifestazioni culturali, spettacoli e mostre, soprattutto nel cortile e nella scalea.
Al turista che giunge a Messina via mare, la prima visione, prima di entrare nel porto, è quella della monumentale stele votiva che s'innalza maestosa sulla punta estrema del braccio di San Raineri. In cima, la Madonna della Lettera benedice la città.
Sul circolare Forte Campana del Castello del Santissimo Salvatore spicca l'iscrizione “VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS”, parole in latino tratte dalla Lettera che Maria di Nazareth consegnò a una delegazione messinese che andò a trovarla in Palestina nell'anno 42 d.C.
Voluta da Mons. Angelo Paino, Arcivescovo di Messina, la statua è opera di Tore Edmondo Calabrò.
Museo Interdisciplinare Regionale di Messina
Il Museo Regionale vanta preziose opere d'arte; tra le più significative si annoverano mosaici, sculture e pitture bizantine e di epoca normanna, un trittico trecentesco di scuola senese, formelle settecentesche in bronzo dorato, polittici del Quattrocento di epoca catalana e opere di Antonello da Messina, tra cui il Polittico di San Gregorio (1473), oltre a opere di Gerolamo Alibrandi, Caravaggio, Polidoro da Caravaggio, Antonello Gagini, Francesco Laurana e Mattia Preti.
Savoca, attraverso la Sicilia
Savoca, comune della Città Metropolitana di Messina, 303 m s.m., patrona Santa Lucia, seconda domenica di agosto, è stato inserito tra i Borghi più belli d'Italia.
Arroccato su un colle prospiciente il litorale ionico, conserva la quattrocentesca chiesa di San Michele, con due bei portali gotici e, all'interno, una tavola coeva raffigurante il santo.
La chiesa madre, dedicata a Santa Maria in Cielo Assunta (sec. XVI), presenta un bel portale rinascimentale, due porte minori e una torre campanaria del Quattrocento.
La chiesa dei Cappuccini, con il convento e la cripta (XVII secolo). I frati cappuccini fondarono nel 1574 il loro primo convento; l'odierno convento venne edificato tra il 1603 e il 1614.
La chiesa annessa al maestoso edificio del convento è dedicata a San Francesco d'Assisi e racchiude varie opere di grande pregio artistico e storico.
La cripta dei Cappuccini, realizzata agli inizi del Seicento nei sotterranei della chiesa del convento e dell'antistante piazzetta, racchiude 17 cadaveri mummificati.
La chiesa di San Nicolò, edificata nel XIII secolo, fino a tutto il XVII secolo era riccamente adornata con affreschi in stile bizantino e conserva una statua lignea di Santa Lucia.
Lo “Stainless Steel Museum” di Savoca è un atelier d'arte nel quale opera il genio artistico di Nino Ucchino, scultore di fama internazionale che, per scelta intellettuale e umana, opera a Savoca.
L'opera dell'asino “capovolto”, dal titolo “La piramide e gli zoccoli”, posta all'esterno del museo, dà la certezza di essere giunti nel posto giusto.
“Savoca Saperi e Sapori”, ad ottobre, è un evento finalizzato a promuovere le realtà agricole e artigianali del territorio, con momenti di degustazione di prodotti tipici, tra cui porchetta, cuzzola, salsiccia e dolci autunnali, accompagnati da musica dal vivo.
Casalvecchio Siculo, attraverso la Sicilia
Casalvecchio Siculo, comune della Città Metropolitana di Messina, 420 m s.m., patrono Sant'Onofrio, seconda domenica di settembre.
Da vedere la chiesa di Sant'Onofrio Anacoreta, che si trova proprio nel centro storico del borgo. Si tratta di un edificio in stile barocco siciliano, con esterni realizzati in pietra e interni che sono un trionfo di colori, stucchi e marmi intarsiati. Custodisce un'Epifania (1626) di G. Camarda, un pregevole altare marmoreo e, nel tesoro, una statua del santo in argento sbalzato e un calice secentesco.
La chiesetta della Santissima Annunziata è invece in uno stile molto più semplice e ha la particolarità di trovarsi nelle immediate vicinanze delle fontane del borgo, le storiche fonti d'acqua alle quali si abbeveravano gli animali e che venivano sfruttate anche per l'acqua potabile e per altri usi comuni. Fra queste, la fontana dell'Acqua Rugia è ricordata per essere stata utilizzata anche da Ruggero II.
Di tutt'altra tipologia è la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò, realizzata nel 1117, che sembra piuttosto una fortificazione militare.
È una delle più belle chiese basiliane della regione, ricostruita nel 1172 dal capomastro Gerardo il Franco. È un complesso monumentale piuttosto articolato, importante esempio di architettura normanna. I muri esterni sono caratterizzati da un singolare gioco pittorico determinato dall'alternarsi di pietra lavica e calcarea.
L'interno è a tre navate con absidi semicircolari.
Limina, attraverso la Sicilia
Limina, comune della Città Metropolitana di Messina, 552 m s.m., patroni San Filippo d'Agira, 11 maggio, e San Sebastiano, 20 gennaio.
La chiesa di San Filippo d'Agira fu riedificata nel sec. XX sul luogo di un tempio del sec. XVIII. Alcuni edifici del paese sono decorati con murales di artisti messinesi.
Nei dintorni si trova il santuario dedicato a San Filippo d'Agira. La chiesa di San Filippo d'Agira presso Passo Murazzo è più decentrata rispetto alle altre, in quanto sorge a circa 6 km da Limina. Si correda di un altare marmoreo, un quadro di San Filippo d'Agira e una lapide, anch'essa in marmo.
Qui avvengono le celebrazioni della vigilia della Festa di San Filippo d'Agira, che ha luogo in paese l'11 e il 12 maggio, con la domenica in prossimità dell'ottavo giorno dedicata al rito dell'Ottava, durante il quale avviene la processione del simulacro alla presenza di migliaia di fedeli.
San Sebastiano Martire viene festeggiato il 20 gennaio, mentre la Madonna delle Preghiere viene celebrata a Ferragosto.
A Limina c'è una riproduzione della storica Fontana di Maimone o “dei diavoli” di Agira.
La fontana rievoca un fatto della vita di San Filippo d'Agira, che combatte i diavoli, li distrugge e va a resuscitare un fanciullo di nome Giovanni, morto nella fonte.
Preceduto da un suono, il simulacro di San Filippo inizia a scorrere per tutta la fontana, distrugge i diavoli facendoli cadere in acqua e, alla fine, resuscita il fanciullo. Ritorna quindi al punto di partenza dopo avere fatto tre giri su se stesso, benedicendo la città.
Forza d'Agrò, attraverso la Sicilia
Forza d'Agrò, comune della provincia di Messina, 420 m s.m., patrona Maria Santissima Annunziata, 25 marzo.
Da vedere il monastero basiliano dei Santi Pietro e Paolo sulla fiumara d'Agrò.
La chiesa di San Francesco conserva un altare in marmi policromi e un notevole tabernacolo del 1682.
La chiesa della Triade, preceduta da una lunga scalinata, ha un bel portale gotico-catalano del sec. XVI.
La chiesa madre della Santissima Annunziata ha la facciata barocca; conserva un Crocifisso quattrocentesco dipinto su tavola, un coro ligneo del sec. XVIII, un gonfalone processionale in legno di forme gotiche e una statua di Santa Caterina d'Alessandria, realizzata nel 1559 da Giuseppe Bottone e Martino Montanini, proveniente dalla chiesa di San Francesco.
Il Convento Agostiniano è anche sede del Museo CioccolArt Sicily, l'originale museo nel quale vengono mostrate repliche di famose opere d'arte realizzate interamente con il cioccolato.
Sulla cima della città si trova lo splendido Castello di Forza d'Agrò.
Taormina, attraverso la Sicilia
Taormina è la tappa successiva del percorso prima di Castiglione di Sicilia.
La città, affacciata sullo Ionio e dominata dal Monte Tauro, rappresenta una delle località più celebri della Sicilia e costituisce un passaggio naturale dell'itinerario verso l'Etna.
Il Teatro Antico di Taormina è uno dei monumenti più rappresentativi della città. Dalla sua cavea si apre uno dei panorami più celebri della Sicilia, con l'Etna sullo sfondo e il mare Ionio.
Il centro storico si sviluppa intorno a Corso Umberto, principale arteria pedonale della città, collegando Porta Messina e Porta Catania.
Tra i luoghi di maggiore interesse si ricordano Piazza IX Aprile, il Duomo di San Nicolò, Palazzo Corvaja, Villa Comunale e l'Isola Bella.
Taormina costituisce inoltre un importante punto di collegamento con l'area dell'Etna e con le località della costa ionica.
Da Taormina il percorso prosegue verso Castiglione di Sicilia e quindi verso l'entroterra etneo.
Castiglione di Sicilia, attraverso la Sicilia
Castiglione di Sicilia, comune della Città Metropolitana di Catania, 621 m s.m., patrona Madonna della Catena, prima domenica di maggio, sorge su un rilievo roccioso del versante nordorientale dell'Etna, nel cui Parco regionale è compreso. La cittadina fa parte del circuito dei Borghi più belli d'Italia.
Sul territorio di Castiglione di Sicilia sono presenti colture di diversa natura: vigneti, uliveti, noccioleti, castagneti e frutteti, prevalentemente su terreni lavici. La coltivazione della vite ha contribuito a far fregiare il paese del titolo di Città del Vino.
Al Castello di Lauria è stato inaugurato il Museo “Fortunato Calleri”, che ospita un'importante collezione di monete antiche.
La chiesa madre di San Pietro, rifatta nei sec. XVII-XVIII, conserva l'abside di epoca normanna (sec. XI-XII) e custodisce numerosi oggetti preziosi, tra cui arredi e paramenti sacri e diverse opere d'arte.
La basilica della Madonna della Catena fu ampliata e abbellita nei sec. XVII-XVIII con una monumentale facciata barocca.
Nei dintorni sorge la chiesetta bizantina di Santa Domenica (sec. VIII-IX), a croce greca con cupola.
Castiglione di Sicilia, tra arte, cultura e ambiente, è ubicato su una collina del versante nord dell'Etna, nel cuore della Valle dell'Alcantara, tra Randazzo e Taormina. Il territorio comunale interessa l'area del Parco dell'Etna e del Parco Fluviale dell'Alcantara.
Nei pressi di Castiglione si trova Santa Domenica, considerata una delle più importanti cube bizantine presenti in Sicilia e dichiarata monumento nazionale nel 1909.
Nella chiesa di San Nicola, sotto gli intonaci, sono stati scoperti affreschi raffiguranti il Cristo Pantocratore e gli Apostoli.
Linguaglossa, attraverso la Sicilia
Linguaglossa, comune della Città Metropolitana di Catania, 550 m s.m., patrono Sant'Egidio, 1° settembre.
Sant'Egidio abate è divenuto patrono di Linguaglossa grazie a un salvataggio del paese da una delle eruzioni dell'Etna, ritenuto miracoloso dalla tradizione cattolica.
Linguaglossa si trova sul versante nordorientale dell'Etna, nel cui Parco regionale è compreso.
Da vedere la chiesa di San Vito e la chiesa madre di Santa Maria delle Grazie (sec. XVIII), con una bella facciata in arenaria e pietra lavica, che custodisce un sontuoso coro ligneo intagliato del 1728.
Nella chiesa del convento dei Cappuccini (1644) si trova un altare maggiore in noce, con un monumentale ciborio in legno di cipresso, arancio e noce, finemente intagliato.
Il Museo Francesco Messina - Salvatore Incorpora è stato inaugurato nel 2015 ed è dedicato alle opere dei due scultori. Nasce da un progetto europeo ed è stato realizzato dal Distretto Taormina Etna; attualmente è gestito dal Comune di Linguaglossa.
Nel paese sorgono due grandi ville: Villa Giovanni Milana, che ospita la Fontana dei Dodici Mori, con giochi d'acqua, e Villa dei Vespri Siciliani.
È inoltre possibile visitare il Museo Etnografico, dedicato alla cultura e alle tradizioni locali.
Randazzo, attraverso la Sicilia
Randazzo, comune della Città Metropolitana di Catania, 765 m s.m., patrona Maria Santissima Assunta, 15 agosto, si trova all'interno del territorio del Parco Regionale dell'Etna, del Parco dei Nebrodi e del Parco Fluviale dell'Alcantara.
La cattedrale di Santa Maria, che conserva dell'originaria costruzione normanno-sveva (1217-1239) le absidi e i muri laterali, presenta portali e finestre laterali a baldacchino in stile catalano (sec. XV). La facciata e il campanile risalgono al 1852-1863. All'interno si custodiscono numerose opere d'arte, tra cui un Crocifisso di fra' Umile da Petralia, tele secentesche e diversi dipinti ottocenteschi di Giuseppe Velasquez.
La chiesa di San Nicolò, restaurata dopo i bombardamenti del 1943, è il rifacimento (sec. XVI-XVII) di un edificio trecentesco del quale conserva la parte absidale. All'interno si possono ammirare rilievi scultorei di Giacomo e Antonello Gagini, tra cui le Scene della Passione (1535), e una bella tavola quattrocentesca raffigurante la Deposizione.
Lo splendido campanile, costruito a strisce alternate di lava e calcare (sec. XIV), caratterizza la chiesa di San Martino, nella quale si conservano una vasca battesimale marmorea del 1447, una Vergine della Misericordia della scuola dei Gagini e un tabernacolo in marmo del sec. XV.
La chiesa di San Martino presenta una struttura originaria costituita dalla sola navata centrale, risalente al V secolo. Nel XII secolo fu ampliata con due ulteriori navate, mentre una quarta fu aggiunta nel corso del Seicento. Attualmente la chiesa mostra prevalentemente uno stile barocco.
Sulla sua elegante facciata, formata in gran parte da blocchi di pietra lavica, spiccano dodici miniature in arenaria che rappresentano santi e martiri. È evidente la somiglianza con la chiesa di San Nicola, opera dell'architetto Andrea Calamech, alla quale presumibilmente l'artista ignoto di questa chiesa si ispirò.
Alto ben 41 metri, il campanile della chiesa di San Martino è considerato dagli esperti tra i più belli della Sicilia. Il campanile, posto alla sinistra della chiesa, presenta una perfetta combinazione di stili arabo-normanno e gotico.
È suddiviso in quattro piani. Il primo, il più antico, risale alla prima metà del XII secolo e presenta feritoie e monofore a sesto acuto. Il secondo ospita l'orologio, mentre all'interno della chiesa si trovano anche il fonte battesimale, l'acquasantiera a forma di calice di giglio, la statua della Madonna della Misericordia di scuola gaginesca del XVI secolo e la statua della Madonna delle Grazie di Vincenzo Gagini del XVI secolo.
È inoltre presente un polittico di Antonello di Saliba del XV secolo, allievo di Antonello da Messina, raffigurante la Madonna tra Santa Maddalena e Santa Marta.
Il Palazzo Finocchiaro (1509) rappresenta un singolare esempio di transizione stilistica dal gotico al Rinascimento.
Nel Museo Archeologico, situato nel Palazzo Vagliasindi, sono esposti i reperti della necropoli greca di Sant'Anastasia (sec. V-II a.C.).
Il Museo della Musica e della Liuteria di Randazzo ha sede in un antico edificio del XIII secolo.
Ai margini della piazza di San Nicolò è possibile passeggiare in una delle vie più suggestive del paese: la Via degli Archi.
Il Palazzo Comunale, già convento dei Frati Minori, divenne sede municipale dopo il 1866. Particolare attenzione merita il chiostro interno, con una cisterna al centro della corte e una sequenza di archi che abbraccia l'intero spazio. Proprio davanti all'ingresso del palazzo si può ammirare il gruppo bronzeo “Pace, Amore e Libertà”, opera di uno scultore randazzese.
A luglio, nel centro storico di Randazzo, si svolge la Festa Medievale, rievocazione storica della permanenza di Bianca di Navarra.
La manifestazione è organizzata dall'Associazione Sicularagonensia, una delle realtà più interessanti nel panorama delle rievocazioni storiche della Sicilia.
Il programma prevede un corteo storico, rappresentazioni teatrali, musiche, esibizioni di danze medievali, animazione giullaresca, giocoleria, trampoleria, acrobatica, giochi di fuoco e gruppi di sbandieratori e tamburi. Non manca l'apertura delle “taverne”, che propongono cene ispirate alla tradizione medievale.
Adrano, attraverso la Sicilia
Adrano, comune della Città Metropolitana di Catania, 560 m s.m., patrono San Nicolò Politi, 3 agosto.
Adrano è una tappa importante del percorso attraverso la Sicilia e offre diversi luoghi di interesse storico, artistico e culturale.
Da non perdere il Castello di Adrano e il monastero di Santa Lucia.
Il castello fu edificato nell'XI secolo su fortificazioni preesistenti di epoca greca e romana. Alto circa 33 metri, è circondato da una cinta bastionata con torrioni angolari. I saloni furono successivamente riadattati a celle quando il castello venne trasformato in carcere.
All'interno è possibile visitare il Museo Archeologico, la biblioteca e le interessanti collezioni storico-artistiche.
La chiesa madre di Adrano, dedicata a Maria Santissima Assunta, fu edificata in epoca normanna, anche se oggi si presenta con una facciata in stile tardo barocco. Si trova in posizione adiacente alla torre di difesa, nell'attuale piazza Umberto.
La maestosa facciata, divisa in tre zone da paraste in pietra, presenta un portale centrale affiancato da coppie di colonne che sorreggono un timpano barocco contenente la statua marmorea della Vergine Assunta, alla quale la chiesa è dedicata.
La chiesa e il monastero di Santa Lucia di Adrano costituiscono il più importante complesso architettonico della città.
La fondazione del monastero benedettino si deve alla contessa Adelasia, nipote di Ruggero, la quale ebbe in dote la Contea di Adernò.
A quel tempo il monastero era ubicato fuori dalle mura cittadine, vicino alla chiesa della Madonna della Consolazione. La chiesa e l'annesso monastero dedicati a Santa Lucia furono eretti nel 1596.
La chiesa presenta una facciata in pietra lavica, suddivisa in tre ordini. Ai lati si ergono due campanili, alle cui estremità sono poste due cupole quadrangolari.
Al centro del primo ordine è inserito il portale d'ingresso, realizzato con una coppia di colonne binate poste su un piedistallo e sormontate da un timpano spezzato sul quale siedono due angeli.
Nella parte centrale del secondo ordine è posto un finestrone sormontato da un timpano; ai due lati si trovano due finestre realizzate in pietra bianca.
Il terzo ordine è costituito da due campanili collegati da una balconata, divisa in tre campi da sei paraste.
L'interno presenta un'unica navata a forma ellittica.
Nei dintorni si trovano il Ponte dei Saraceni, di origine romana ma rifatto nel sec. XIV, e il settecentesco Ponte-Acquedotto di Biscari, con trentuno altissimi archi.
Il Rifugio Giovannino Sapienza è un ex rifugio alpino situato a quota 1.910 metri s.l.m. sul versante meridionale dell'Etna, nel territorio del comune di Nicolosi. Costituisce la base della stazione sciistica di Etna Sud, al termine della strada che risale il versante sud-orientale dell'Etna. Gli impianti di risalita partono nelle immediate vicinanze e sono collegati alla Funivia dell'Etna.
Il Castello Solicchiata, sito nell'omonima contrada a pochi chilometri da Adrano, rappresenta una testimonianza significativa della storia vitivinicola dell'Etna.
Di proprietà di Felice Spitaleri di Muglia, Marchese di Sant'Elia e Barone di Solicchiata, fu edificato intorno al 1855. Il Barone Spitaleri volle costruire nella contrada un edificio rurale sull'Etna.
Il castello divenne successivamente un importante centro per la produzione del vino, noto come Vino Solicchiata.
La bellezza del castello risiede anche nella sua composizione: un maniero costruito interamente in pietra lavica.
Grammichele, attraverso la Sicilia
Grammichele, comune della Città Metropolitana di Catania, 520 m s.m., patrono San Michele Arcangelo, 8 maggio.
La città fu fondata dal principe Carlo Maria Carafa dopo il terremoto del 1693, che distrusse l'antico abitato di Occhiolà.
Grammichele è celebre per la particolare struttura urbanistica esagonale, progettata secondo un originale impianto geometrico.
Il centro storico si sviluppa intorno alla grande piazza Carlo Maria Carafa, una delle più interessanti piazze esagonali d'Italia.
Da vedere la chiesa madre di San Michele Arcangelo, edificata dopo il terremoto del 1693 e ricostruita nel corso del Settecento.
Interessante anche il Palazzo Comunale, con la sua caratteristica facciata e la posizione dominante sulla piazza.
Il Museo Civico, ospitato nel centro storico, conserva reperti archeologici provenienti dal territorio e testimonianze della storia della città.
Grammichele rappresenta una tappa particolare dell'itinerario per la sua storia e per l'originale conformazione urbana, completamente diversa dai tradizionali centri storici siciliani.
Caltagirone, attraverso la Sicilia
Caltagirone, comune della Città Metropolitana di Catania, 608 m s.m., patrono San Giacomo il Maggiore, 25 luglio.
Città famosa in tutto il mondo per la produzione della ceramica artistica, Caltagirone conserva un importante patrimonio storico, artistico e architettonico.
Il centro storico, ricostruito dopo il terremoto del 1693, è caratterizzato da numerosi edifici barocchi e monumentali.
La Scala di Santa Maria del Monte, realizzata nel 1606 e successivamente rivestita con mattonelle di ceramica policroma, è uno dei simboli della città. I suoi 142 gradini sono decorati con motivi ceramici differenti e costituiscono uno dei luoghi più caratteristici di Caltagirone.
La chiesa di Santa Maria del Monte si trova alla sommità della scala.
Da vedere anche la cattedrale di San Giuliano, con la facciata monumentale e gli interni ricchi di opere d'arte.
Il Museo Regionale della Ceramica raccoglie una delle più importanti collezioni dedicate alla ceramica siciliana, dalla preistoria fino all'età contemporanea.
Tra gli edifici storici meritano attenzione il Palazzo Senatorio, il Ponte di San Francesco e la Villa Comunale.
Caltagirone è inoltre conosciuta per le tradizionali decorazioni ceramiche che caratterizzano balconi, scale, facciate e spazi pubblici.
La città rappresenta una tappa fondamentale del percorso attraverso la Sicilia, soprattutto per chi desidera conoscere la tradizione artigianale e artistica dell'isola.
Piazza Armerina, attraverso la Sicilia
Piazza Armerina, comune del Libero Consorzio Comunale di Enna, 697 m s.m., patrona Madonna delle Vittorie, 15 agosto, è nota come la Città dei Mosaici e del Palio dei Normanni.
È un'antica città d'impianto medievale, con un pregevole centro storico barocco e normanno.
L'abitato è dominato dalla mole del castello aragonese, risalente alla fine del sec. XIV, a pianta quadrata e con massicci torrioni quadrati agli angoli.
Il duomo fu ricostruito inglobando i resti della primitiva chiesa quattrocentesca, compreso il campanile.
Tra le opere d'arte custodite all'interno spiccano un Crocifisso su tavola, dipinto su entrambe le facce, del cosiddetto Maestro della Croce di Piazza Armerina (1485), una custodia d'argento sbalzato (1625), che contiene una Madonna delle Vittorie bizantineggiante, e la tela dell'Assunta (1612) di Filippo Paladino.
La chiesa di San Pietro (sec. XVI), di stile tardorinascimentale, è impreziosita da un soffitto ligneo settecentesco e da sculture gaginesche.
La chiesa di Sant'Andrea, di origine medievale, rappresenta uno degli edifici religiosi più importanti della città.
Il principale motivo di interesse di Piazza Armerina è la Villa Romana del Casale, complesso monumentale di epoca romana celebre per i suoi straordinari mosaici pavimentali. La villa è inserita dal 1997 nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
I mosaici rappresentano scene mitologiche, episodi di vita quotidiana, animali, piante e personaggi raffigurati con grande ricchezza di particolari.
Il Palio dei Normanni, che si svolge generalmente nei primi giorni di agosto, rievoca l'ingresso dei Normanni in città e rappresenta una delle principali manifestazioni storiche della Sicilia.
Piazza Armerina è quindi una tappa fondamentale del percorso, capace di unire archeologia, storia medievale, arte barocca e tradizioni popolari.
Enna, attraverso la Sicilia
Enna, capoluogo del Libero Consorzio Comunale omonimo, 931 m s.m., patrona Maria Santissima della Visitazione, 2 luglio.
Enna è conosciuta come il “Belvedere di Sicilia” per la sua posizione dominante al centro dell'isola. La città, arroccata su un altopiano, offre ampie vedute sul paesaggio dell'entroterra siciliano.
Il centro storico conserva importanti testimonianze medievali e monumentali.
Il castello di Lombardia è uno dei principali simboli di Enna. La fortezza, di origine medievale, occupa una posizione panoramica e comprende numerosi ambienti e torri.
Dalla Torre Pisana si gode uno dei panorami più suggestivi della Sicilia centrale.
Il duomo, dedicato a Maria Santissima della Visitazione, fu fondato nel XIV secolo e ricostruito dopo un incendio nel 1446. L'edificio conserva elementi architettonici di epoche differenti e numerose opere d'arte.
La chiesa di San Francesco d'Assisi, la chiesa di San Marco e la chiesa di San Tommaso rappresentano altre importanti testimonianze religiose del centro storico.
Da vedere anche la Rocca di Cerere, area archeologica legata all'antico culto della dea Cerere, e il belvedere di Enna, dal quale è possibile ammirare un vastissimo panorama dell'entroterra.
Il lago di Pergusa, situato a pochi chilometri dalla città, costituisce un importante ambiente naturale e rappresenta una delle principali aree di interesse paesaggistico del territorio ennese.
Enna è una delle tappe centrali del percorso da Messina a Marsala: dalla città è possibile proseguire verso l'entroterra della Sicilia occidentale, attraversando borghi, paesaggi collinari e aree di grande interesse storico e naturalistico.
Sperlinga, attraverso la Sicilia
Sperlinga, comune del Libero Consorzio Comunale di Enna, 750 m s.m., patrono San Giovanni Battista, 24 giugno.
Nella parte alta del paese, adiacenti al castello, sussistono numerose abitazioni ricavate nelle grotte, abitate fin dall'antichità e definitivamente abbandonate attorno agli anni Cinquanta del Novecento.
Notevoli sono i resti del castello normanno, arroccato sulla rupe che sovrasta il paese.
Il castello di Sperlinga è un raro esempio di castello rupestre, in parte scavato nella roccia e risalente probabilmente a un periodo anteriore ai Siculi e, in parte, costruito sulla stessa roccia intorno all'anno 1080.
Fu sede dei conti Ventimiglia del castello Maniaci fino al 1597. Successivamente si susseguirono diversi proprietari; i loro discendenti lo donarono al Comune di Sperlinga nel 1973.
Nell'androne del castello, sull'arco a sesto acuto, è scolpita una scritta in latino attribuita al principe del castello Giovanni Natoli:
“QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT”.
La scritta, postuma, si riferisce alle vicende dei Vespri Siciliani.
Il 16 agosto di ogni anno, nel suggestivo centro storico di Sperlinga, si svolgono la Sagra del Tortone e il Corteo Storico “Dama dei Castelli di Sicilia”.
Le strade e le piazze del paese vengono animate da spettacoli di sbandieratori, musicisti, saltimbanchi e falconieri.
Nel pomeriggio ha inizio la sagra, con la distribuzione di vari prodotti locali, tra i quali spicca il “Tortone”, un dolce tipico preparato con farina impastata e lievitata, olio d'oliva e cosparso di zucchero e cannella.
Contemporaneamente si svolge il Corteo Storico, formato da dame e cavalieri in abiti d'epoca, rappresentanti delle famiglie nobiliari che hanno dominato il castello di Sperlinga.
Nicosia, attraverso la Sicilia
Nicosia, comune del Libero Consorzio Comunale di Enna, 724 m s.m., patrono San Nicola di Bari, 6 dicembre, è soprannominata la “città dei 24 baroni”.
Nicosia possiede un importante patrimonio di chiese e opere d'arte, ereditato dal suo passato di città demaniale.
La basilica di Santa Maria Maggiore fu costruita dopo la frana del 1757 e conserva, tra l'altro, un grandioso polittico marmoreo di Antonello Gagini (1512) e il cosiddetto “trono di Carlo V”, sul quale si sedette l'imperatore quando visitò il paese nel 1535.
La cattedrale di San Nicola, eretta nel sec. XIV e rimaneggiata nei sec. XVI e XIX, conserva della primitiva costruzione il sontuoso portale e la torre campanaria, con eleganti bifore e trifore.
Sul fianco sinistro si apre il portico quattrocentesco.
All'interno si trovano un Crocifisso attribuito a fra' Umile da Petralia, i pregevoli stalli lignei intagliati del coro (sec. XVII), il trittico marmoreo del “Redentore” e il fonte battesimale, scolpito in marmo con raffigurazioni di “Adamo ed Eva nell'Eden”, opera di Antonello Gagini.
Nicosia rappresenta una tappa significativa del percorso, posta tra l'area dell'ennese e le Madonie.
Petralia Soprana, attraverso la Sicilia
Petralia Soprana, comune della Città Metropolitana di Palermo, 1.147 m s.m., patroni Santi Pietro e Paolo, 29 giugno.
Petralia Soprana è inclusa nel circuito dei Borghi più belli d'Italia.
La chiesa madre ha un portale tardogotico del sec. XV, epoca cui risale la più antica delle due torri campanarie. Conserva un Crocifisso di fra' Umile da Petralia (sec. XVII) e una statua della Madonna dell'Udienza del Gagini.
Da vedere anche la chiesa di Sant'Antonio Abate, la chiesa di San Giovanni Evangelista e la chiesa del Santissimo Salvatore, preceduta da una scenografica scalinata e caratterizzata da una pianta ellittica.
Santa Maria di Loreto, settecentesca, presenta la facciata fiancheggiata da due torri campanarie.
Vale la pena visitare i borghi di Miranti, Salinelle e Fiscelli.
A poca distanza dal centro abitato, in contrada Cerasella, si trovano i resti di un acquedotto romano.
Alle porte di Petralia Soprana si trova inoltre Villa Sgadari, una delle più interessanti residenze suburbane delle Madonie.
Museo di Arte Contemporanea Sotto Sale
Il Museo di Arte Contemporanea Sotto Sale, ospitato all'interno di una miniera di salgemma ancora attiva, è un'esperienza particolare nel panorama culturale siciliano.
Il MACSS, realizzato con opere concesse dalla società Italkali, espone trenta sculture di salgemma, frutto delle biennali organizzate nella miniera.
Si tratta di un caso unico di museo di arte contemporanea all'interno di una miniera attiva.
La visita, della durata di circa un'ora, permette di conoscere la storia geologica della Sicilia attraverso un percorso arricchito da testimonianze artistiche contemporanee.
Eventi a Petralia Soprana
A maggio si svolge “Piazza in Fiore”, manifestazione floreale che arricchisce con fiori e colori Piazza del Popolo, offrendo una domenica dedicata alla natura e alla bellezza del borgo madonita.
Gangi, attraverso la Sicilia
Gangi, comune della Città Metropolitana di Palermo, 1.011 m s.m., patrono San Cataldo, 29 agosto.
Gangi è uno dei borghi più belli della Sicilia e nel 2014 è stato proclamato “Borgo dei Borghi”.
Il centro storico conserva numerose testimonianze del passato, con chiese, palazzi nobiliari e scorci caratteristici.
Da vedere la chiesa madre di San Nicolò, il Santuario dello Spirito Santo, la chiesa della Badia, la chiesa di San Cataldo e la chiesa di San Giovanni Battista.
Particolarmente interessante è il complesso della chiesa madre, che custodisce numerose opere d'arte e testimonianze della storia religiosa del paese.
Il centro storico, caratterizzato da vicoli, scalinate e antichi edifici in pietra, offre scorci panoramici sulle Madonie e sull'entroterra siciliano.
Gangi rappresenta una delle tappe più suggestive dell'itinerario attraverso la Sicilia, grazie alla posizione panoramica e al patrimonio storico e architettonico.
Caltanissetta, attraverso la Sicilia
Caltanissetta, capoluogo dell'omonimo Libero Consorzio Comunale, 568 m s.m., patrono San Michele Arcangelo, 29 settembre.
La città sorge in posizione collinare al centro della Sicilia e conserva numerose testimonianze del passato.
La cattedrale di Santa Maria La Nova, edificata tra il XVI e il XVII secolo, presenta una facciata monumentale e un interno ricco di opere d'arte.
Da vedere anche la chiesa di Sant'Agata al Collegio, con il caratteristico interno decorato da marmi e stucchi, e la chiesa di San Sebastiano.
Il castello di Pietrarossa, oggi ridotto a pochi resti, domina la città dall'alto di una rupe e rappresenta una delle testimonianze più antiche della storia di Caltanissetta.
Il Museo Archeologico Regionale conserva reperti provenienti dai numerosi siti archeologici della provincia, con particolare riferimento alle civiltà che hanno abitato la Sicilia centrale.
Importante è anche il Museo Diocesano, che custodisce opere d'arte e oggetti appartenenti al patrimonio religioso della città.
Caltanissetta è storicamente legata all'estrazione dello zolfo. Le miniere presenti nel territorio rappresentano una significativa testimonianza dell'archeologia industriale siciliana.
Tra i luoghi di interesse si ricordano inoltre il monumento al Redentore, posto sul monte San Giuliano, e il vicino santuario.
Mussomeli, attraverso la Sicilia
Mussomeli, comune del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, 765 m s.m., patrono San Ludovico da Tolosa, 19 agosto.
Il paese è dominato dal magnifico castello di Mussomeli, uno dei più belli e meglio conservati della Sicilia.
Il castello, edificato tra il XIV e il XV secolo, fu voluto da Manfredi Chiaramonte e sorge a circa 778 metri di altitudine, su una rupe che domina un vasto territorio.
La fortezza, costruita sulla base di una precedente struttura fortificata, presenta ambienti, torri, cortili e imponenti strutture difensive.
Nel centro abitato si trovano numerosi palazzi storici che contribuiscono a caratterizzare l'impianto architettonico di Mussomeli, tra cui Palazzo Trabia, Palazzo Minneci, Palazzo Sgadari e Palazzo La Rizza, edificati nel Seicento.
La Torre Civica dell'Orologio, ubicata nel centro del paese, fu fatta costruire verso la metà del XVI secolo da don Cesare Lanza, divenuto famoso per la tragica vicenda della figlia Laura, la Baronessa di Carini.
La torre, costruita con blocchi di cotto, presenta feritoie longitudinali e un coronamento merlato arricchito da elementi bronzei, che le conferiscono un caratteristico aspetto medievale.
Antica Fiera del Castello di Mussomeli
Ogni anno la città di Mussomeli ospita l'Antica Fiera del Castello, manifestazione dedicata alla tradizione agricola e pastorale del territorio.
Il programma comprende esposizioni di bestiame e attrezzature agricole, cortei storici, spettacoli, musica, animazione, enogastronomia e iniziative dedicate alla valorizzazione delle tradizioni locali.
Santo Stefano di Quisquina, attraverso la Sicilia
Santo Stefano Quisquina, comune del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, 730 m s.m., patrona Santa Rosalia, prima domenica di giugno e martedì successivo.
La chiesa madre, dedicata a San Nicola di Bari (sec. XVI), conserva un Crocifisso in legno intagliato.
Nel paese si trovano inoltre il Palazzo dei Ventimiglia (1745) e la fontana in pietra del Settecento, situata in piazza Castello.
Sul monte San Calogero, a quota 967 m s.l.m., sorge la cinquecentesca chiesa dedicata a San Calogero. Raggiungibile attraverso una strada nel bosco, la sua posizione elevata e panoramica la rende particolarmente suggestiva.
Nei dintorni si trova il santuario di Santa Rosalia alla Quisquina, costruito nel 1760 e decorato da alcuni affreschi ottocenteschi.
Festa di Santa Rosalia
Santa Rosalia è la patrona di Santo Stefano Quisquina. I festeggiamenti si svolgono la prima domenica di giugno e il martedì successivo.
Durante i giorni della festa si susseguono riti religiosi, mostre e spettacoli musicali.
Il martedì si svolge lo storico pellegrinaggio: dal 1624 il busto con le reliquie di Santa Rosalia viene portato dalla chiesa madre all'Eremo della Quisquina, preceduto da una suggestiva cavalcata.
Teatro Andromeda
Il Teatro Andromeda, conosciuto anche come “teatro di pietra”, è costituito da blocchi di pietra disposti secondo il numero e la posizione delle stelle della costellazione di Andromeda.
L'area ospita eventi artistici e rappresentazioni teatrali.
Prizzi, attraverso la Sicilia
Prizzi, comune della Città Metropolitana di Palermo, 966 m s.m., è situato nell'alta valle del fiume Sosio.
Fondato in epoca normanna, il paese conserva testimonianze del proprio passato, tra cui la chiesa madre, risalente al 1561, e la chiesa di Sant'Antonio Abate, nella quale si trovano un gruppo raffigurante la Madonna col Bambino e un'acquasantiera, entrambi cinquecenteschi.
Del castello medievale rimangono alcuni resti.
La Domenica di Pasqua a Prizzi
La Domenica di Pasqua a Prizzi si svolge il tradizionale “Ballo dei Diavoli” (U Ballu di Diavuli), una manifestazione a metà tra il sacro e il profano.
La festa ha come protagonisti la Morte e i Diavoli, che animano le vie della città.
La tradizione prevede due momenti: quello religioso, rappresentato dall'incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto, simbolo della rinascita di Gesù, e quello popolare del ballo dei diavoli, che cercano di impedire “u contru”.
La Morte, vestita di giallo e con una maschera, gira per la città alla ricerca di anime da portare all'inferno. I Diavoli indossano una tuta rossa e una grande maschera e, insieme alla Morte, trascorrono il pomeriggio facendo scherzi ai passanti e mettendo in scena la tradizionale rappresentazione.
Il culmine della manifestazione avviene quando la Morte e i Diavoli tentano di impedire l'incontro delle statue della Madonna e del Cristo Risorto nella piazza principale di Prizzi.
Al terzo tentativo arrivano gli Angeli, che sconfiggono le forze del male, mentre le campane suonano in segno di festa.
La Madonna perde quindi il mantello nero e appare con il suo vestito celeste, simboleggiando il trionfo del bene sul male.
I Diavoli si arrendono e compiono un rito di purificazione dal peccato, il “pigliar'a paci”, inchinandosi per tre volte davanti alle statue della Madonna e del Cristo Risorto.
Madonna del Carmelo a Prizzi
A Prizzi esiste un'antica tradizione legata alla Madonna del Carmelo, alla quale ci si rivolgeva per chiedere la fine della pioggia o, al contrario, per invocarla.
Dopo periodi di abbondanti precipitazioni, si ricorreva alla Madonna del Carmelo con un pellegrinaggio alla chiesa del Carmine, poco distante dal paese, per portare il simulacro in città e invocarne l'intercessione.
La chiesa di Maria Santissima del Carmelo fu fondata dai Bonelli nel 1150 e riadattata nel 1582 dai Carmelitani sull'antica chiesetta di Sant'Angelo.
Sorge fuori dall'abitato, accanto al cimitero comunale, e presenta una pianta a croce latina.
Sull'altare maggiore è posto il simulacro di Maria Santissima del Carmelo; ai lati si trovano quelli di Sant'Elia e Sant'Eliseo.
Corleone, attraverso la Sicilia
Corleone, comune della Città Metropolitana di Palermo, 542 m s.m., patrono San Leoluca, 1° marzo.
La città conserva numerose testimonianze del patrimonio storico e religioso.
Da vedere la chiesa matrice di San Martino (sec. XVIII), la chiesa del Collegio di Maria, in stile rococò, la chiesa dei Cappuccini, che conserva pregevoli opere di intaglio ligneo, la chiesa del Salvatore, con stucchi e affreschi, la settecentesca chiesa dell'Addolorata, a pianta centrale, e la Villa Comunale (sec. XIX).
Nel bosco della Ficuzza si trova la neoclassica palazzina di caccia di Ferdinando III di Borbone.
Festa di San Leoluca a Corleone
Il patrono San Leoluca viene festeggiato il 1° marzo, con il simulacro portato per le vie del paese tra grandi falò.
La “Cursa di Santu Luca” si svolge invece l'ultima domenica di maggio.
Durante il Carnevale corleonese compare anche “U Riavulicchiu”, maschera che balla, saltella, tintinna, fugge e ritorna, da sola o in gruppo, per le vie del paese.
Il diavolo è rappresentato vestito di rosso e nero, con corna, coda, frusta e centinaia di sonagli, chiamati “ciancianeddi”. La sua figura è collegata agli ancestrali timori dei contadini per le “cattive annate”, quelle nelle quali il “diavolo” mette la coda.
Pasqua a Corleone
I riti della Settimana Santa di Corleone rievocano il Mistero della Passione e della Morte di Cristo attraverso le celebrazioni nelle chiese e le processioni, una tradizione che risale almeno al XV secolo.
La manifestazione è realizzata in collaborazione con il comitato “Venerdì Santo a Corleone” e coinvolge le confraternite cittadine.
Si tratta di un rito di antica memoria che si perpetua ancora oggi attraverso le processioni e i suoni tradizionali.
Campofiorito, attraverso la Sicilia
Campofiorito, comune della Città Metropolitana di Palermo, 660 m s.m., patrono Santo Stefano, 26 dicembre.
La chiesa di Santo Stefano risale al sec. XVII.
La chiesa di San Giuseppe, del sec. XIX, presenta una navata unica.
A nord-est dell'abitato si trovano i resti del castello gesuitico di Scorciavacche. Il paese è situato presso una collina denominata del Calvario.
Il primo sabato di agosto si svolge la Festa della Fava, con degustazioni di fave secche dell'ultimo raccolto, bollite nelle tipiche “quadare” e servite con ammogghiu di olio, sale e aglio.
Contessa Entellina, attraverso la Sicilia
Contessa Entellina, comune della Città Metropolitana di Palermo, 571 m s.m., patrona Santa Maria della Favara, 8 settembre.
Contessa Entellina fu fondata nel 1450, quando i primi immigrati greco-albanesi si insediarono nel casale Contessa, concesso loro dai Conti di Caltabellotta.
Il centro è ancora oggi caratterizzato da numerose chiese di rito greco, tra cui la chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco e la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio.
Fra quelle di rito latino è di grande interesse la chiesa di Santa Maria delle Grazie delle Favare.
Anche a Contessa Entellina permane l'uso della lingua albanese.
Abbazia di Santa Maria del Bosco
L'abbazia di Santa Maria del Bosco si trova nel territorio di Contessa Entellina.
A causa del terremoto del 1968, della chiesa barocca restano solo il maestoso prospetto con l'elegante rosone e il campanile.
L'ex monastero è diviso da due chiostri in stile classico.
Il primo, a pianta quadrata, presenta 36 colonne con capitelli dorici che fronteggiano archi e nicchie. Al centro si trova una fontana a base ottagonale del Seicento.
Il secondo chiostro ha pianta rettangolare e semplici colonne che sorreggono archi a tutto sesto. Anche qui, al centro dello spazio aperto, si trova una fontana del 1713.
Da questo secondo chiostro si accede al refettorio, impreziosito da un affresco settecentesco che raffigura il miracolo della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci.
Bellissime sono le scalinate che conducono ai piani superiori, dove si trovavano le camere dei frati, la cappella privata dell'abate, la foresteria e l'antica libreria.
Terre Sicane Wine Fest
A Contessa Entellina si svolge la rassegna enogastronomica promossa dalla Strada del Vino Terre Sicane e dal Comune di Contessa Entellina, nel cuore del Parco dei Monti Sicani.
L'evento è dedicato alle migliori espressioni vinicole delle Terre Sicane.
Per Aspera ad Astra
Nella suggestiva atmosfera del Castello di Calatamauro si svolge “Per Aspera ad Astra”, una serata dedicata alla bellezza, con visita guidata, degustazione dei vini del territorio e prodotti locali.
Poggioreale, attraverso la Sicilia
Poggioreale, comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 189 m s.m., patrono Sant'Antonio, 13 giugno.
Distrutto completamente dal terremoto del 1968, il paese fu ricostruito. Il nuovo abitato è articolato su tre nuclei residenziali a forma di anello, ciascuno dei quali è disposto attorno a una piazza circolare.
La cappella di Sant'Antonio è opera dell'architetto Franco Purini.
Mostra dei formaggi della Valle del Belice
A Poggioreale, nel mese di ottobre, si svolge la Mostra dei formaggi della Valle del Belice, dedicata alla promozione e alla valorizzazione della cultura, delle tradizioni, della gastronomia e della realtà economica locale.
Si va dal pecorino pepato al pecorino siciliano fresco e stagionato, dal pecorino rosso al pecorino con olive e noci, dal caciocavallo alla Vastedda della Valle del Belice.
In degustazione anche la ricotta, la zabbina, cioè ricotta freschissima non ancora rassodata, insieme al suo siero di produzione, consigliabile mangiarla appena venuta a galla, e altri prodotti della pastorizia, oltre a dolci con ricotta, “sfinci” e “cappidruzzi”.
Gibellina, attraverso la Sicilia
Gibellina, comune della provincia di Trapani, 227 m s.m., patrono San Rocco, 16 luglio.
Sul viadotto d'ingresso a Gibellina sorge la Stella del Belice, gigantesca porta-scultura di Pietro Consagra, divenuta il simbolo della città.
Tra le varie realizzazioni architettoniche spiccano il Meeting, edificio per i congressi realizzato dallo stesso Consagra in acciaio e cristallo, e il Centro Civico e Culturale di Vittorio Gregotti, Giuseppe Pirrone e Alberto e Giuseppe Samonà.
Agli stessi architetti si deve anche la costruzione che ospita il Municipio, fronteggiato dalla Torre Civica di Alessandro Mendini.
Di Ludovico Quaroni è la chiesa madre, mentre a Franco Purini e Laura Thermes si devono il Sistema delle Piazze e la Casa del Farmacista.
Il Palazzo Di Lorenzo, opera di Francesco Venezia, è una particolare casa-museo nella quale si sovrappongono stili antichi e moderni. Nel cortile è inglobata la facciata recuperata da un antico palazzo della vecchia Gibellina.
Nel 1996 è stato istituito nel “baglio” Di Stefano, imponente edificio rurale trasformato in sede di istituzioni culturali e residenza di artisti e studiosi ospiti della città, il Museo delle Trame Mediterranee, che raccoglie ed espone tessuti, gioielli, ceramiche, costumi, reperti archeologici, sculture e quadri provenienti da molti Paesi del Mediterraneo.
Nel granaio è allestita la sezione d'arte contemporanea, con alcune delle opere donate dagli artisti che, nel corso degli anni, hanno lasciato segni tangibili a Gibellina, tra cui Mario Schifano, Pietro Consagra, Toti Scialoja e Carla Accardi.
Il Museo Civico comprende una ricca collezione di arte contemporanea, una sezione etno-antropologica e una storica.
In un'antica casa contadina rimasta indenne dal terremoto del 1968 è stato allestito il Museo Etno-Antropologico della Valle del Belice, con la ricostruzione dei cicli lavorativi del grano, della vite, dell'olivo, del lino e del formaggio, oltre a numerosi attrezzi relativi alle arti e ai mestieri tipici della zona.
Festa Ranni
A Gibellina si svolge la Festa Ranni, una delle feste della tradizione popolare siciliana.
La domenica si tiene la solenne processione del simulacro del Santissimo Crocifisso per le vie del paese.
Il momento culminante dei festeggiamenti è previsto il sabato pomeriggio, con la solenne Sfilata del Prisenti con muli bardati, con partenza da piazza XV Gennaio 1968. I cavalieri sfilano in sella ai muli bardati.
Tra giugno e settembre si svolgono a Gibellina le “Orestiadi”, che prevedono un ciclo di rappresentazioni classiche e rassegne di prosa, musica etnica e arti visive.
Sulle rovine del paese antico Alberto Burri ha realizzato il Grande Cretto di Gibellina, uno degli esempi più importanti di Land Art in Sicilia e una delle opere d'arte contemporanea più estese al mondo.
Cantine Aperte
A Gibellina, presso le Tenute Orestiadi, si svolge una giornata dedicata alla scoperta delle tenute e del territorio circostante, con musica dal vivo, visite attraverso il Museo En Plein Air a bordo del Trenino Caterino, pranzo con prodotti locali e degustazioni.
Salemi, attraverso la Sicilia
Salemi, comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 446 m s.m., patrono San Giuseppe, 19 marzo.
La chiesa madre di Salemi, dedicata a San Nicola, è divenuta il principale luogo di culto della città dopo che il terremoto del 1968 ha distrutto la vecchia chiesa madre. La chiesa presenta una facciata in stile barocco e, tra le opere custodite, un organo settecentesco.
Domina l'abitato il castello, riedificato nel sec. XIII da Federico II, del quale conserva alcune torri.
Tra le architetture medievali del borgo antico si trovano le strutture barocche della chiesa e del Collegio dei Gesuiti, dove è stata allestita la Mostra di Cimeli del Risorgimento, che raccoglie fotografie, armi e documenti che testimoniano il contributo della città agli episodi del 1848-1860.
Lo stesso collegio ospita il Museo Civico, dove sono esposti dipinti e sculture provenienti dalle chiese del territorio distrutte dal sisma e dal villaggio preistorico di Mokarta.
Da vedere anche il quartiere ebraico della Giudecca e quello islamico del Rabato.
Festa dei Pani
Dedicata a San Biagio, il 3 febbraio si celebra la Festa dei Pani, durante la quale vengono confezionati e distribuiti pani di pasta non lievitata dalle varie forme.
Tra questi vi sono i “cuddureddi”, ciambelline che simboleggiano la gola, di cui il santo è protettore, e i “cavaduzzi”, dalla forma di piccoli animaletti, che ricordano la liberazione dalle cavallette che invasero le campagne salemitane nel sec. XVI.
Il 19 marzo, in molte case, vengono allestite le cosiddette “cene di San Giuseppe”, cappelle votive con mense sulle quali vengono disposte numerose pietanze, non inferiori a 19 e non superiori a 101, alle quali vengono invitati diversi commensali.
L'ex Chiesa Madre di Salemi, dedicata a San Nicola di Bari, crollò in seguito al terremoto del 1968. Oggi rimangono solo i ruderi dell'abside, come fondo scenico della piazza, in memoria del terremoto e come simbolo della rinascita del paese.
A Salemi il Museo della Mafia e Officina della Legalità è ospitato all'interno dell'ex convento dei Gesuiti ed è dedicato a Leonardo Sciascia.
Salemi si trova in una posizione favorevole rispetto ai grandi centri turistico-culturali della Sicilia occidentale, quali Selinunte, Cave di Cusa, Mozia, Riserva Naturale dello Stagnone ed Erice.
Sagra della Busiata
Dal 7 al 9 agosto si svolge la tradizionale Sagra della Busiata, appuntamento enogastronomico che anima i vicoli del centro storico di Salemi.
Nei punti di degustazione è possibile assaggiare la particolare pasta lavorata a mano, proposta secondo diverse varianti culinarie e accompagnata dai vini delle aziende locali.
La sagra ripropone ogni anno la riscoperta di un piatto tipico del Trapanese, proposto in diverse versioni e abbinato ai vini del territorio.
Durante l'evento possono essere visitati i beni monumentali della città.
Calatafimi-Segesta, attraverso la Sicilia
Calatafimi-Segesta, comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 330 m s.m., patrono Santissimo Crocifisso, dall'1 al 3 maggio.
La chiesa madre, dedicata a San Silvestro Papa, fu eretta nel sec. XVI su una chiesa del sec. XIII e conserva nell'abside un polittico marmoreo (1509-1512) degli scultori carraresi Bartolomeo Berrettaro e Giuliano Mancino.
La chiesa del Crocifisso (1741-1759) presenta una facciata neoclassica rifatta nel sec. XIX.
La chiesa della Madonna di Giubino (1721-1734) conserva, oltre a preziosi affreschi, tele e un organo ligneo settecentesco, il trittico marmoreo della Madonna di Giubino, proveniente da una piccola chiesa di campagna.
Nella primavera del 2004 è stato inaugurato il Museo Archeologico, destinato a mostrare una parte dei reperti rinvenuti nel territorio e attualmente custoditi in altri musei siciliani.
Dal 1° al 3 maggio, con periodicità di tre-cinque anni, si celebra la Festa del Crocifisso, che vede sfilare i “ceti” con i loro emblemi.
Segesta
La fama di Segesta è legata all'area archeologica e ai suoi principali monumenti: il teatro e il celebre tempio dorico, risalente alla metà del V secolo a.C. e probabilmente rimasto incompiuto, uno dei templi più interessanti e meglio conservati della Sicilia.
Lungo la strada statale che da Calatafimi conduce verso Trapani, a circa un chilometro dal paese, si trova un bivio dal quale si raggiunge il monumento Ossario di Pianto Romano.
Alto circa 30 metri, è decorato sui due lati da due gruppi bronzei di Battista Tassara, che raffigurano lo sbarco dei Mille a Marsala e la battaglia di Calatafimi.
A Calatafimi-Segesta, tra giugno e settembre, si svolge la tradizionale manifestazione del tappeto artistico.
Il Segesta Teatro Festival, da luglio ad agosto, porta sul palcoscenico del Teatro greco di Segesta una rassegna di spettacoli e iniziative artistiche.
Ad agosto si svolge la fiera enogastronomica “I Sapori di Grani Antichi”.
Calatafimi-Segesta, attraverso la Sicilia
Calatafimi-Segesta, comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 330 m s.m., patrono Santissimo Crocifisso, dall'1 al 3 maggio.
La chiesa madre, dedicata a San Silvestro Papa, fu eretta nel sec. XVI su una chiesa del sec. XIII. Conserva nell'abside un polittico marmoreo (1509-1512) degli scultori carraresi Bartolomeo Berrettaro e Giuliano Mancino.
La chiesa del Crocifisso (1741-1759) presenta una facciata neoclassica, rifatta nel sec. XIX.
La chiesa della Madonna di Giubino (1721-1734) conserva, oltre a preziosi affreschi e tele e a un organo ligneo settecentesco, il trittico marmoreo della Madonna di Giubino, proveniente da una piccola chiesa di campagna.
Nella primavera del 2004 è stato inaugurato il Museo Archeologico, destinato a mostrare una parte dei reperti rinvenuti nel territorio e attualmente custoditi in altri musei siciliani.
Dal 1° al 3 maggio, con periodicità di tre-cinque anni, si celebra la Festa del Crocifisso, che vede sfilare i “ceti” con i loro emblemi.
Segesta
La fama di Segesta è legata all'area archeologica e ai suoi principali monumenti: il teatro e il celebre tempio dorico, risalente alla metà del V secolo a.C. e probabilmente rimasto incompiuto. È uno dei templi più interessanti e meglio conservati della Sicilia.
Lungo la strada statale che da Calatafimi conduce verso Trapani, a circa un chilometro dal paese, si trova un bivio dal quale si raggiunge il monumento Ossario di Pianto Romano.
Alto circa 30 metri, il monumento è decorato sui due lati da due gruppi bronzei di Battista Tassara, che raffigurano lo sbarco dei Mille a Marsala e la battaglia di Calatafimi.
A Calatafimi-Segesta, tra giugno e settembre, si svolge la tradizionale manifestazione del tappeto artistico.
Il Segesta Teatro Festival, da luglio ad agosto, porta sul palcoscenico del Teatro greco di Segesta una rassegna di spettacoli e iniziative artistiche.
Ad agosto si svolge la fiera enogastronomica “I Sapori di Grani Antichi”.
Erice, attraverso la Sicilia
Erice, comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 751 m s.m., patrona Madonna di Custonaci, ultimo mercoledì di agosto.
Erice, dal 1167 al 1934 denominata Monte San Giuliano, secondo Tucidide fu fondata dagli esuli troiani in fuga. Ancora oggi conserva il suo caratteristico aspetto medievale.
Piazza Duomo
La piazza del Duomo di Erice è il luogo che meglio riassume la storia di questa incantevole località, un tempo dominata dai Normanni.
La chiesa madre è del Trecento e risale all'epoca di Federico III d'Aragona. La bellissima chiesa in pietra fu realizzata nel 1314. La struttura, in stile gotico, è caratterizzata da un rosone centrale e da un portico.
Di fianco alla chiesa si trova la Torre Campanaria, dalla quale è possibile ammirare la città dall'alto. Per raggiungerne la sommità bisogna salire 110 gradini.
La facciata gotica e la torre campanaria costituiscono uno degli scorci più fotografati della Sicilia.
Il Castello di Venere
Il Castello di Venere fu costruito dai Normanni nel XII secolo sulle rovine di un tempio elimo-fenicio-romano.
Il castello, con le sue antiche mura, domina il territorio circostante e offre una vista panoramica di grande suggestione.
Distaccata di circa 30 metri dal castello si trova una piccola cappella dedicata al Santo Spirito, risalente al 1676, nella quale venivano celebrate le funzioni religiose della domenica e delle principali ricorrenze festive.
Torre Pepoli
Poco più in basso, la Torre Pepoli offre panorami incantevoli sulle bellezze naturali che circondano il paese.
La torretta in stile Liberty fu voluta dal conte Agostino Pepoli e permette di ammirare il panorama sul golfo di Monte Cofano.
Museo Civico
Il Museo Civico, all'interno del Palazzo Municipale, nella principale piazza Umberto I, conserva la pregevole opera marmorea dell'Annunciazione, oltre a reperti archeologici di grande valore, come la Testina marmorea di Afrodite.
Chiesa di San Martino
La chiesa di San Martino fu realizzata per volontà di Ruggero il Normanno.
La chiesa, a tre navate, è caratterizzata da un pavimento maiolicato, oltre che da statue, dipinti e affreschi.
Le Mura di Erice
È possibile passeggiare lungo la cinta muraria realizzata a difesa di Erice e ancora oggi ben conservata.
Le mura partono da Porta Trapani e giungono a Porta Spada.
Il Quartiere Spagnolo
Il Quartiere Spagnolo è una struttura militare dalla quale si gode di una vista panoramica sul golfo di Bonagia e sul Monte Cofano.
La struttura ospita il Museo dedicato agli antichi mestieri.
L'ultimo mercoledì di agosto, in occasione della Festa della Madonna di Custonaci, si svolge la Processione dei Personaggi.
A settembre si svolgono la Festa FedEricina e il Raduno dei Cortei Storici di Sicilia, rievocazione storica dell'arrivo a Erice di Federico III d'Aragona, re di Sicilia, e della moglie Eleonora.
Il programma comprende un villaggio medievale con musici e sbandieratori, la sfilata regale, degustazioni di prodotti tipici ericini medievali e spettacoli itineranti.
All'interno del Castello Torre Pepoli viene allestito il villaggio medievale, mentre per le strade del borgo sfilano cortei storici, musici, sbandieratori, giocolieri e tamburini.
Da Trapani è possibile raggiungere Erice anche attraverso la funivia, che collega le due località.
Trapani, attraverso la Sicilia
Trapani rappresenta una delle tappe fondamentali del percorso verso la Sicilia occidentale.
La città, affacciata sul mare e strettamente legata alla tradizione della pesca, del sale e della lavorazione del corallo, costituisce un naturale punto di passaggio tra Erice, le saline e l'area dello Stagnone.
Il centro storico, il porto, le saline e il legame con il mare rendono Trapani una tappa particolarmente interessante dell'itinerario.
Mozia, attraverso la Sicilia
L'isola di Mozia, nella Riserva Naturale dello Stagnone di Marsala, rappresenta una delle principali testimonianze della presenza fenicia nella Sicilia occidentale.
L'isola è raggiungibile attraverso la laguna dello Stagnone e conserva importanti resti archeologici, inseriti in uno dei paesaggi più caratteristici della costa occidentale siciliana.
Mozia, identificata con l'antica isola di San Pantaleo, fu uno dei più importanti insediamenti fenici del Mediterraneo.
Tra i principali resti archeologici si trovano le mura, il santuario del Tofet, la darsena del Cothon e numerose testimonianze della presenza punica.
Il Museo Whitaker conserva importanti reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici, tra cui la celebre statua del Giovinetto di Mozia.
Marsala, attraverso la Sicilia
Marsala, comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 12 m s.m., patrono San Giovanni Battista, 24 giugno.
La costruzione di numerosi edifici civili e religiosi fra il Seicento e il Settecento ha conferito all'architettura cittadina un aspetto prevalentemente barocco.
Il centro storico è attraversato dal “Cassaro”, la via principale di Marsala, oggi denominata via XI Maggio.
Da un lato troviamo il quartiere spagnolo, con la storica Porta di Mare, il Santuario dell'Addolorata e la chiesa del Purgatorio.
Dall'altro si trova il quartiere ebraico, dove sorge il cinquecentesco Complesso di San Pietro, e non molto lontano il Santuario della Madonna della Cava.
Marsala fa parte del Circuito dei Borghi Marinari. Diverse aziende aderiscono all'Associazione “Strada del Vino di Marsala – Terre d'Occidente”.
Il duomo, dedicato a San Tommaso di Canterbury, fu eretto nei sec. XVII-XVIII sui resti di una costruzione normanna. La facciata fu terminata solo nel 1956.
All'interno si trovano diverse sculture dei Gagini e un dipinto di Mariano Riccio, la “Presentazione di Gesù” (1593).
Nel Museo degli Arazzi, allestito nei locali attigui alla chiesa, sono conservati otto arazzi fiamminghi del Cinquecento.
La chiesa del Purgatorio fu eretta in stile barocco nel sec. XVII.
Tra gli edifici civili spiccano il Palazzo VII Aprile, detto anche Palazzo Senatorio o Loggia, sede municipale, edificato nel 1576 sull'antica loggia dei Pisani e ultimato nel Settecento, e la Porta Nuova, ricostruita nel 1780.
La Riserva dello Stagnone e le saline
Il percorso verso Marsala può concludersi lungo la costa dello Stagnone, tra saline, mulini a vento e panorami sulle isole della laguna.
La Riserva Naturale dello Stagnone comprende una vasta laguna nella quale si trovano le isole di Mozia, Santa Maria, La Scuola e Isola Longa.
Il paesaggio delle saline, caratterizzato dalle vasche d'acqua, dai mulini a vento e dai colori che cambiano durante il giorno, rappresenta uno degli scenari più suggestivi della Sicilia occidentale.
La conclusione del viaggio
Marsala rappresenta il punto conclusivo della grande traversata da Messina verso la Sicilia occidentale.
Il viaggio attraversa l'isola tra borghi, città d'arte, castelli, siti archeologici, montagne, campagne e paesaggi costieri, offrendo una panoramica della ricchezza storica, culturale e naturalistica della Sicilia.
Da Messina a Marsala non è soltanto un itinerario stradale, ma un viaggio attraverso territori profondamente diversi tra loro, uniti dalla storia e dalle tradizioni dell'isola.
La grande traversata si conclude davanti al mare di Marsala, tra le saline dello Stagnone, i vigneti e i tramonti sulle isole Egadi.
Prizzi, attraverso la Sicilia
Prizzi, comune della Città Metropolitana di Palermo, 966 m s.m., situato nell'alta valle del fiume Sosio. Fondato in epoca normanna, i Cistercensi vi fondarono i monasteri di San Michele e di San Cristoforo. La chiesa madre risale al 1561; nella chiesa di Sant'Antonio Abate sono presenti un gruppo raffigurante la Madonna col Bambino e un'acquasantiera, entrambi cinquecenteschi.
Del castello medievale rimangono alcuni resti.
La Domenica di Pasqua a Prizzi
La Domenica di Pasqua a Prizzi si svolge il Ballo dei Diavoli (U Ballu di Diavuli), una festa a metà tra il profano e il sacro.
La festa inizia quando la Morte e i Diavoli prendono possesso della città, diventando i protagonisti del famoso Ballo dei Diavoli, che si svolge in diversi quartieri del paese.
La tradizione prevede due momenti: uno religioso, quello dell'incontro fra la Madonna e il Cristo Risorto, a simboleggiare la rinascita di Gesù, e un momento pagano, quello del ballo dei diavoli che cercano di impedire “u contru”.
La Morte, vestita di giallo, con una maschera e con in mano una balestra, va in giro per la città alla ricerca di anime da portare all'inferno. Quando vengono catturate, le vittime della Morte sono chiuse in una casa e possono liberarsi solamente pagando un obolo.
I Diavoli indossano una tuta rossa e una grande maschera. Insieme alla Morte, trascorrono il pomeriggio facendo scherzi ai passanti e rinchiudendo le persone.
Il culmine della manifestazione avviene quando la Morte e i Diavoli tentano di impedire l'incontro delle statue della Madonna e del Cristo Risorto nella piazza principale di Prizzi.
Al terzo tentativo arrivano gli Angeli, che colpiscono e uccidono le forze del male, mentre le campane suonano in segno di festa.
A quel punto la Madonna perde il suo mantello nero e si mostra con il suo vestito celeste, simboleggiando così il trionfo del bene sul male.
I Diavoli si arrendono e compiono un rito di purificazione dal peccato con il pigliar’a paci, inchinandosi per tre volte dinanzi alle statue della Madonna e di Cristo Risorto.
A Prizzi esiste un'antica tradizione: ricorrere alla Madonna del Carmelo per far cessare le piogge.
Dopo un inverno con abbondanti piogge, c'è chi ha pensato di rispolverare un'antica usanza: recarsi in pellegrinaggio alla chiesa del Carmine, poco distante dal paese, per prendere la Madonna del Carmelo e portarla in paese, affinché, per sua intercessione, metta fine alla pioggia.
Si ricorreva alla Madonna del Carmelo sia per porre fine alla pioggia, accompagnata da S. Eliseo, che reca in mano una spada per poter tagliare le nubi, sia per invocare la pioggia, accompagnata in questo caso da S. Elia, che reca in mano una brocca, simbolo dell'acqua che si desidera.
La Chiesa Maria SS. del Carmelo fu fondata dai Bonelli nel 1150 e riadattata nel 1582 dai Carmelitani sull'antica chiesetta di S. Angelo. Sorge fuori dell'abitato e accanto ad essa si trova il cimitero comunale.
La chiesa si presenta a croce latina. Sull'altare maggiore è posto il simulacro di Maria SS. del Carmelo e ai lati quelli di S. Elia e S. Eliseo.
La Fiera di Prizzi
La Fiera di Prizzi si svolge il 14 settembre, con un completo assortimento di oggetti per la casa e strumenti da lavoro.
Nei giorni della manifestazione si svolge la Mostra Capi Selezionati Razze Bovini, presso il Foro Boario di Prizzi, sito in contrada Zachia.
La manifestazione è organizzata dall'Associazione Prizzese Agro-Zootecnica e patrocinata dal Comune di Prizzi. Le aziende zootecniche presenti all'esposizione presenteranno i loro allevamenti di bovini iscritti nei libri genealogici o nei registri di razza presso gli stand espositivi.
Corleone, attraverso la Sicilia
Corleone, comune della Città Metropolitana di Palermo, 542 m s.m., patrono San Leoluca, 1° marzo. Il comune fa parte degli insediamenti arbëreshë siciliani.
La chiesa matrice di San Martino (sec. XVIII);
la chiesa del Collegio di Maria, in stile rococò;
la chiesa dei Cappuccini, che conserva all'interno pregevoli opere di intaglio ligneo;
la chiesa del Salvatore, con stucchi e affreschi;
la settecentesca chiesa dell'Addolorata, a pianta centrale, e la Villa Comunale (sec. XIX).
Nel bosco della Ficuzza si trova la neoclassica palazzina di caccia di Ferdinando III di Borbone.
Festa di San Leoluca a Corleone
Il patrono San Leoluca si festeggia il 1° marzo, portando il simulacro per le vie del paese tra grandi falò.
La Cursa di Santu Luca si svolge invece l'ultima domenica di maggio.
“U Riavulicchiu”, maschera che balla, saltella, tintinna, fugge e ritorna, solo o a branchi, è il padrone del carnevale corleonese.
Il diavolo è rosso, proprio come nelle favole, vestito di rosso e nero, con le corna, la coda, la frusta e centinaia di sonagli (“ciancianeddi”). La sua figura è collegata agli ancestrali timori da sempre nutriti dai contadini per le “cattive annate”, quelle in cui il “diavolo” mette la coda.
Pasqua a Corleone
I Riti della Settimana Santa a Corleone raccontano il Mistero della Passione e della Morte di Cristo nelle chiese e nelle processioni, dal XV secolo.
La manifestazione è realizzata in collaborazione con il comitato “Venerdì Santo a Corleone”, formato dai rappresentanti di tutte le confraternite che vi partecipano.
Un rito di secolare memoria che si perpetua con i suoi suoni di troccole, tamburi e “maschi”.
Siccagno Corleonese Festival
Manifestazione dedicata al prodotto di punta del territorio, un prodotto dalle proprietà uniche, interamente made in Corleone.
16 e 17 settembre.
Gole del Drago
Nel suo percorso si trovano il canyon, cascate e alcuni laghetti.
A pochi passi dal centro storico della città si trova la Cascata delle Due Rocche, all'interno del “Parco naturale della Cascata delle Due Rocche”.
Campofiorito, attraverso la Sicilia
Campofiorito, comune della Città Metropolitana di Palermo, 660 m s.m., patrono Santo Stefano, 26 dicembre.
La chiesa di Santo Stefano (sec. XVII).
La chiesa di San Giuseppe (sec. XIX), a navata unica.
A nord-est dell'abitato si trovano i resti del castello gesuitico di Scorciavacche. Il paese è situato presso una collina denominata del Calvario.
Il primo sabato del mese di agosto, come ogni anno, si tiene la Festa della Fava, con degustazioni di fave secche dell'ultimo raccolto, bollite nelle tipiche “quadare” e servite con ammogghiu di olio, sale e aglio.
Contessa Entellina, attraverso la Sicilia
Contessa Entellina, comune della Città Metropolitana di Palermo, 571 m s.m., patrona Santa Maria della Favara, 8 settembre.
Contessa Entellina fu fondata nel 1450, quando i primi immigrati greco-albanesi si insediarono nel casale Contessa, concesso loro dai Conti di Caltabellotta.
Il centro è ancora oggi caratterizzato da numerose chiese di rito greco, tra queste la chiesa di Maria SS. Immacolata e San Rocco e la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio.
Fra quelle di rito latino è di grande interesse la chiesa di Santa Maria delle Grazie delle Favare.
Anche a Contessa permane l'uso della lingua albanese.
Abbazia di Santa Maria del Bosco a Contessa Entellina
A causa del terremoto del 1968, della chiesa barocca restano solo il maestoso e bel prospetto con l'elegante rosone e il campanile.
L'ex monastero è diviso da due chiostri in stile classico. Nel primo, a pianta quadrata, si contano 36 colonne con capitelli dorici che fronteggiano archi e nicchie. Al centro, una fontana a base ottagonale del Seicento.
Il secondo chiostro ha pianta rettangolare e semplici colonne che sorreggono archi a tutto sesto. Anche qui, al centro dello spazio aperto, si trova una fontana del 1713.
Da questo secondo chiostro si accede al refettorio, impreziosito dall'affresco del Settecento che raffigura il miracolo della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci.
Bellissime le scalinate che conducono ai piani superiori, dove si trovavano le camere dei frati, la cappella privata dell'abate, la foresteria e l'antica libreria.
Terre Sicane Wine Fest
A Contessa Entellina si svolge la rassegna enogastronomica promossa dalla Strada del Vino Terre Sicane e dal Comune di Contessa Entellina, nel cuore del Parco dei Monti Sicani.
L'evento è dedicato alle migliori espressioni vinicole delle Terre Sicane.
Per Aspera ad Astra
Nella magica atmosfera del Castello di Calatamauro, una serata dedicata alla bellezza, con visita guidata, degustazione dei vini del territorio e di prodotti locali.
Poggioreale, attraverso la Sicilia
Poggioreale, comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 189 m s.m., patrono Sant'Antonio, 13 giugno.
Distrutto completamente dal terremoto del 1968, fu ricostruito. Il nuovo abitato è articolato su tre nuclei residenziali a forma di anello, ognuno dei quali disposto attorno a una piazza circolare.
La cappella di Sant'Antonio è opera dell'architetto Franco Purini.
Mostra dei formaggi della Valle del Belice
A Poggioreale, ad ottobre, si svolge la Mostra dei formaggi della Valle del Belice, dedicata alla promozione e valorizzazione della cultura, delle tradizioni, della gastronomia e della realtà economica locale.
Si va dal pecorino pepato al pecorino siciliano fresco e stagionato, dal pecorino rosso al pecorino con olive e noci, dal caciocavallo alla Vastedda della Valle del Belice.
In degustazione anche la ricotta, la zabbina, cioè ricotta freschissima non ancora rassodata, insieme al suo siero di produzione, consigliabile mangiarla appena venuta a galla, e altri prodotti della pastorizia, oltre a dolci con ricotta, “sfinci” e “cappidruzzi”.
Gibellina, attraverso la Sicilia
Gibellina, comune in provincia di Trapani, 227 m s.m., patrono San Rocco, 16 luglio.
Sul viadotto d'ingresso a Gibellina sorge la Stella del Belice, gigantesca porta-scultura di Pietro Consagra, divenuta il simbolo della città.
Tra le varie realizzazioni architettoniche spiccano il Meeting, un edificio per i congressi realizzato dallo stesso Consagra, in acciaio e cristallo, e il Centro civico e culturale di Vittorio Gregotti, Giuseppe Pirrone e Alberto e Giuseppe Samonà.
Agli stessi architetti si deve anche la costruzione che ospita il Municipio, fronteggiato dalla Torre Civica di Alessandro Mendini.
Di Ludovico Quaroni è la chiesa madre, mentre a Franco Purini e a Laura Thermes si devono il Sistema delle Piazze e la Casa del Farmacista.
Il Palazzo Di Lorenzo, opera di Francesco Venezia, è una particolare casa-museo in cui si sovrappongono stili antichi e moderni e nel cui cortile è inglobata la facciata recuperata da un antico palazzo della vecchia Gibellina.
Nel 1996 è stato istituito nel “baglio” Di Stefano, imponente edificio rurale trasformato in sede di istituzioni culturali e residenza di artisti e studiosi ospiti della città, il Museo delle Trame Mediterranee, che raccoglie ed espone tessuti, gioielli, ceramiche, costumi, reperti archeologici, sculture e quadri provenienti da molti Paesi del Mediterraneo.
Nel granaio è allestita la sezione d'arte contemporanea, con alcune tra le opere donate dagli artisti che, nel corso degli anni, hanno lasciato segni tangibili a Gibellina (Mario Schifano, Pietro Consagra, Toti Scialoja, Carla Accardi ecc.).
Il Museo Civico comprende una ricca collezione di arte contemporanea, una sezione etno-antropologica e una storica.
In un'antica casa contadina rimasta indenne dal terremoto del 1968 è stato allestito il Museo Etno-Antropologico della Valle del Belice, con la ricostruzione dei cicli lavorativi del grano, della vite, dell'olivo, del lino e del formaggio, e numerosi attrezzi relativi ad arti e mestieri tipici della zona.
Festa Ranni
A Gibellina si svolge la Festa Ranni, una delle feste della tradizione popolare siciliana.
La domenica si tiene la solenne processione del simulacro del SS. Crocifisso per le vie del paese.
Il clou dei festeggiamenti è previsto il sabato pomeriggio con la solenne Sfilata del Prisenti con muli bardati, con partenza da Piazza XV Gennaio 1968. I cavalieri sfilano in sella ai muli bardati.
Tra giugno e settembre si svolgono a Gibellina le “Orestiadi”, che prevedono un ciclo di rappresentazioni classiche e rassegne di prosa, musica etnica e arti visive.
Sulle rovine del paese antico Alberto Burri ha realizzato il Grande Cretto di Gibellina, uno degli esempi di Land Art in Sicilia e una tra le opere d'arte contemporanea più estese al mondo.
Cantine Aperte
A Gibellina, presso le Tenute Orestiadi, si svolge una giornata dedicata alla scoperta delle tenute e della realtà che le circonda, con musica dal vivo, visite attraverso il Museo En Plein Air a bordo del Trenino Caterino, pranzo con prodotti locali e degustazioni.
Salemi, attraverso la Sicilia
Salemi, comune del Libero Consorzio Comunale di Trapani, 446 m s.m., patrono San Giuseppe, 19 marzo.
La Chiesa Madre di Salemi, dedicata a San Nicola, è divenuta il principale luogo di culto della città dopo che il terremoto del 1968 ha distrutto la vecchia Chiesa Madre. La chiesa presenta una facciata in stile barocco e, tra le opere custodite, un organo settecentesco.
Domina l'abitato il castello, riedificato nel sec. XIII da Federico II, che conserva alcune torri.
Tra le architetture medievali del borgo antico si trovano le strutture barocche della chiesa e del Collegio dei Gesuiti, dove è stata allestita la Mostra di Cimeli del Risorgimento, che raccoglie fotografie, armi e documenti che testimoniano il contributo della città agli episodi del 1848-60.
Lo stesso collegio ospita il Museo Civico, dove sono esposti dipinti e sculture provenienti dalle chiese del territorio distrutte dal sisma e dal villaggio preistorico di Mokarta.
Da vedere anche il quartiere ebraico della Giudecca e quello islamico del Rabato.
Festa dei Pani
Dedicata a San Biagio, il 3 febbraio, è la Festa dei Pani, che si celebra con la confezione e la distribuzione di pani di pasta non lievitata dalle varie forme, tra cui i cuddureddi, ciambelline che simboleggiano la gola, di cui il santo è protettore, e i cavaduzzi, dalla forma di piccoli animaletti, che ricordano la liberazione dalle cavallette che invasero le campagne salemitane nel sec. XVI.
Il 19 marzo, in molte case, vengono allestite delle cappelle votive con le cosiddette “cene di San Giuseppe”, mense con enormi quantità di pietanze, non inferiori a 19 e non superiori a 101, cui vengono invitati vari commensali.
L'ex Chiesa Madre di Salemi, dedicata a San Nicola di Bari, crollò in seguito al terremoto del 1968. Oggi rimangono solo i ruderi dell'abside, come fondo scenico della piazza, in memoria del terremoto e come simbolo di rinascita del paese.
A Salemi il Museo della Mafia e Officina della Legalità è ospitato all'interno dell'ex convento dei Gesuiti e dedicato a Leonardo Sciascia.
Salemi si trova in una posizione favorevole rispetto ai grandi centri turistico-culturali della Sicilia occidentale, quali Selinunte, Cave di Cusa, Mozia, Riserva Naturale dello Stagnone ed Erice.
Sagra della Busiata
Dal 7 al 9 agosto si svolge la tradizionale Sagra della Busiata, appuntamento enogastronomico che anima i vicoli del centro storico di Salemi.
Nei punti di degustazione è possibile assaggiare la particolare pasta lavorata a mano, proposta secondo diverse varianti culinarie, il tutto accompagnato dai vini delle aziende locali.
La sagra ripropone ogni anno la riscoperta di un piatto tipico del Trapanese, proposto in diverse versioni e abbinato ai vini del territorio.
Durante l'evento possono essere visitati i beni monumentali della città.
Bellezza, emozioni e meraviglie ad ogni angolo
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