
Piazza Armerina, incantevole perla della Sicilia centrale, comune della provincia di Enna, immersa nelle colline ennesi, località celebre in tutto il mondo per i mosaici della Villa Romana del Casale, un tempo fulcro di grandi proprietà terriere (latifondi) che costituivano la base dell'economia rurale romana, il granaio dell'Italia. Oggi Patrimonio UNESCO.
Ma Piazza Armerina non è solo archeologia, è la Città delle Cento Chiese, un labirinto di vicoli medievali e scenografie barocche.
Il cuore pulsante della città è la maestosa Cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie, spesso chiamata "del Mante" per l'icona bizantina che custodisce.
Questo capolavoro, domina l'intero abitato, fonde elementi che spaziano dal gotico-catalano al barocco. Impossibile non ammirare l'imponente cupola, visibile da chilometri di distanza, si sali verso il sagrato per godere di una vista panoramica che spazia sulla valle.
Ma Piazza Armerina non è solo archeologia, è la Città delle Cento Chiese, un labirinto di vicoli medievali e scenografie barocche.
Il cuore pulsante della città è la maestosa Cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie, spesso chiamata "del Mante" per l'icona bizantina che custodisce.
Questo capolavoro, domina l'intero abitato, fonde elementi che spaziano dal gotico-catalano al barocco. Impossibile non ammirare l'imponente cupola, visibile da chilometri di distanza, si sali verso il sagrato per godere di una vista panoramica che spazia sulla valle.

A Palazzolo Acreide, uno dei borghi più affascinanti della Sicilia sud-orientale, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO insieme agli altri centri del Val di Noto, qui si trova un’opera architettonica, il balcone di Palazzo Caruso, noto anche con i nomi di Palazzo Judica o Palazzo Cafici. Questo straordinario balcone è spesso ricordato come il più lungo d’Europa.
La tutela del Patrimonio Culturale in Italia dalle origini alla Seconda Guerra Mondiale, l’impianto legislativo moderno ebbe avvio solamente nel XX secolo.
Nel 1902 vi fu la prima legge (l. 185/1902, o Legge Nasi) sulla tutela nazionale, in particolare sulla “Tutela del patrimonio monumentale”, alla quale seguì la l. 364/1909 (Legge Rosadi-Rava) “Per le antichità e le belle arti”.
Con quest’ultima in particolare veniva presentato il procedimento di notifica, ufficializzando i singoli beni da sottoporre ad attività di tutela. Queste rimasero in vigore fino a un anno importantissimo, il 1939, quando vennero promulgate ben due leggi sulla tutela, la n. 1089 che si occupava della tutela delle cose di interesse storico artistico e la n. 1497 che trattava invece delle bellezze naturali. Il fondamento di entrambe le leggi era, ribadendo quanto già presentato nella normativa precedente, la necessità preventiva di individuazione delle cose o dei luoghi di interesse culturale o estetico, al fine di proteggerlo e, dunque, conservarlo.
Nel 1939 venne inoltre fondato L’istituto Centrale per il Restauro (ICR), ribadendo ulteriormente l’importanza primaria
Nel 1902 vi fu la prima legge (l. 185/1902, o Legge Nasi) sulla tutela nazionale, in particolare sulla “Tutela del patrimonio monumentale”, alla quale seguì la l. 364/1909 (Legge Rosadi-Rava) “Per le antichità e le belle arti”.
Con quest’ultima in particolare veniva presentato il procedimento di notifica, ufficializzando i singoli beni da sottoporre ad attività di tutela. Queste rimasero in vigore fino a un anno importantissimo, il 1939, quando vennero promulgate ben due leggi sulla tutela, la n. 1089 che si occupava della tutela delle cose di interesse storico artistico e la n. 1497 che trattava invece delle bellezze naturali. Il fondamento di entrambe le leggi era, ribadendo quanto già presentato nella normativa precedente, la necessità preventiva di individuazione delle cose o dei luoghi di interesse culturale o estetico, al fine di proteggerlo e, dunque, conservarlo.
Nel 1939 venne inoltre fondato L’istituto Centrale per il Restauro (ICR), ribadendo ulteriormente l’importanza primaria