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I marinai come veicoli di linguaggio

Categoria Cultura e Società Autore Data 05 Gen 2026
Parole di incitamento come “Antudum” divenuto “Antudo” potevano viaggiare tra Sicilia e Genova
I porti come hub culturali

I porti medievali e rinascimentali erano molto più che luoghi di commercio: erano punti d’incontro tra culture, lingue e tradizioni.
Palermo, Messina e Trapani in Sicilia, così come Genova, La Spezia e Savona in Liguria, erano affollati di marinai, mercanti e lavoratori di passaggio.
Qui si scambiavano merci, ma anche parole, proverbi, canti, slogan e modi di dire.
I marinai come veicoli di linguaggio
I marinai viaggiavano spesso tra Sicilia e Liguria, passando per Napoli, la Toscana e altre città portuali.
Imparavano parole utili per il commercio e per coordinarsi, e allo stesso tempo trasmettevano termini culturali e gridi motivazionali.
Ad esempio, un grido come “Antudo”, usato nei Vespri Siciliani o nelle rivolte popolari, poteva essere raccontato o gridato nei porti per spronare un gruppo di marinai o per riferire una storia eroica.
L’ultima opera del padre del linguaggio Liberty, Ernesto Basile, la Chiesa di Santa Rosalia a Palermo ed i monumenti architettonici, l’architettura alla maniera basiliana.
Ernesto Basile, nasce a Palermo il 31 gennaio del 1857. Si laurea alla Regia Scuola di Applicazioni per Architetti ed Ingegneri di Palermo nel 1878.
Raggiunge la fama internazionale tra il 1898 e il 1918 e si riconosce alla produzione siciliana un ruolo di avanguardia in ambito italiano.
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