
In Sicilia, la bottarga di tonno non è solo un ingrediente è il sapore di una storia di civiltà millenaria.
Viene definita il caviale del Mediterraneo, la baffa di uova di tonno rosso salate ed essiccata rappresenta l'eredità gastronomica dell'isola, un prodotto che nasce dall'incontro tra il mare e il sole.
Ha origine dai Fenici e prosegue con i Rais
La storia della bottarga affonda le radici in un passato leggendario.
Furono i Fenici a introdurre per primi la tecnica della salatura, ma fu sotto la dominazione araba e poi con la nascita delle grandi Tonnare storiche siciliane che questa prelibatezza divenne un simbolo dell'economia siciliana.
Nelle tonnare da Favignana, a Trapani a Marzamemi, la produzione della bottarga era il momento culminante della Mattanza estiva.
Qui, sotto la guida del Rais, si compiva il rito della lavorazione artigianale:
L’estrazione era rituale: dalle femmine gravide di tonno rosso si estraeva manualmente la "baffa" , la sacca ovarica, un'operazione che richiede precisione e capacità per non danneggiare le uova.
Con l'abbraccio del sale e del vento, la sacca viene lavata in salamoia e ricoperta di sale grosso per un periodo variabile. Successivamente, viene pressata e lasciata essiccare all'aria per mesi in ambienti ventilati fronte mare, dove il vento salmastro le conferisce quel colore ambrato e consistenza unica.
Viene definita il caviale del Mediterraneo, la baffa di uova di tonno rosso salate ed essiccata rappresenta l'eredità gastronomica dell'isola, un prodotto che nasce dall'incontro tra il mare e il sole.
Ha origine dai Fenici e prosegue con i Rais
La storia della bottarga affonda le radici in un passato leggendario.
Furono i Fenici a introdurre per primi la tecnica della salatura, ma fu sotto la dominazione araba e poi con la nascita delle grandi Tonnare storiche siciliane che questa prelibatezza divenne un simbolo dell'economia siciliana.
Nelle tonnare da Favignana, a Trapani a Marzamemi, la produzione della bottarga era il momento culminante della Mattanza estiva.
Qui, sotto la guida del Rais, si compiva il rito della lavorazione artigianale:
L’estrazione era rituale: dalle femmine gravide di tonno rosso si estraeva manualmente la "baffa" , la sacca ovarica, un'operazione che richiede precisione e capacità per non danneggiare le uova.
Con l'abbraccio del sale e del vento, la sacca viene lavata in salamoia e ricoperta di sale grosso per un periodo variabile. Successivamente, viene pressata e lasciata essiccare all'aria per mesi in ambienti ventilati fronte mare, dove il vento salmastro le conferisce quel colore ambrato e consistenza unica.
Il “Ritratto di donna Franca Florio” di Boldini e la Belle époque palermitana
Ul ritratto è da sempre conteso dai grandi collezionisti.
La storia del dipinto di Donna Franca
Nel 1901 Ignazio Florio commissionò a Giovanni Boldini, acclamato pittore italiano trasferito a Parigi ed interprete del mondo femminile della Belle époque, un dipinto che immortalasse degnamente la radiosa bellezza della moglie, Franca Jacona di San Giuliano. Boldini, artista animato da un’effervescente vocazione alla mondanità, fu ospite dei Florio, realizzò così il ritratto.
Donna Franca era una delle Signore più in vista ed eleganti di tutta Italia, e la sua vita con Don Ignazio, scandita da ricevimenti, balli e feste con la migliore società d’Europa la obbligavano a possedere un guardaroba eccezionale, adeguato alla società che frequentava.
Nella prima versione del dipinto, era stato scelto dal guardaroba di Donna Franca Florio uno splendido abito da sera in velluto di seta nero, con maniche e guarnizioni dello stesso tessuto controtagliato, che ne esaltava la figura alta e slanciata, la carnagione ambrata, la capigliatura scura e i luminosi occhi verdi.
Ul ritratto è da sempre conteso dai grandi collezionisti.
La storia del dipinto di Donna Franca
Nel 1901 Ignazio Florio commissionò a Giovanni Boldini, acclamato pittore italiano trasferito a Parigi ed interprete del mondo femminile della Belle époque, un dipinto che immortalasse degnamente la radiosa bellezza della moglie, Franca Jacona di San Giuliano. Boldini, artista animato da un’effervescente vocazione alla mondanità, fu ospite dei Florio, realizzò così il ritratto.
Donna Franca era una delle Signore più in vista ed eleganti di tutta Italia, e la sua vita con Don Ignazio, scandita da ricevimenti, balli e feste con la migliore società d’Europa la obbligavano a possedere un guardaroba eccezionale, adeguato alla società che frequentava.
Nella prima versione del dipinto, era stato scelto dal guardaroba di Donna Franca Florio uno splendido abito da sera in velluto di seta nero, con maniche e guarnizioni dello stesso tessuto controtagliato, che ne esaltava la figura alta e slanciata, la carnagione ambrata, la capigliatura scura e i luminosi occhi verdi.
I luoghi dei Florio, la grande famiglia di commercianti, armatori e mecenati che per più di un secolo dominarono la scena imprenditoriale palermitana
Chi dice Sicilia, non pensa che sia terra di motori. Anche in Sicilia è nato e cresciuto un mito divenuto uno dei più grandi simboli del made in Italy, la Targa Florio, visita i musei dell'auto
Il ritorno del Ritratto di Donna Franca Florio diventa un grande evento di Palermo capitale italiana della cultura 2018.
Il celebre dipinto di Giovanni Boldini, simbolo della Belle époque, è esposto da oggi al 20 maggio a Villa Zito, il luogo che vide Donna Franca protagonista di numerose iniziative culturali e mondane.
Il celebre dipinto di Giovanni Boldini, simbolo della Belle époque, è esposto da oggi al 20 maggio a Villa Zito, il luogo che vide Donna Franca protagonista di numerose iniziative culturali e mondane.
Torna la Targa Florio Motociclistica nel 2017
Trovato l'accordo per disputare la classica corsa, non competitiva, per le due ruote: si terrà il 7 e 8 ottobre a Floriopoli per quattro categorie di moto, su un percorso di 208 km teatro delle 11 precedenti edizioni del 1920-30
Trovato l'accordo per disputare la classica corsa, non competitiva, per le due ruote: si terrà il 7 e 8 ottobre a Floriopoli per quattro categorie di moto, su un percorso di 208 km teatro delle 11 precedenti edizioni del 1920-30
Cari amici ! Voi ormai conoscete le mie intenzioni sul futuro della Targa Florio. Ebbene, io ho proprio deciso di farla correre intorno alla nostra Isola. Così oggi nasce la nuova Targa Florio che chiameremo GIRO di SICILIA
Vincenzo FLORIO, Settembre 1911
Vincenzo FLORIO, Settembre 1911