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La zampogna in Sicilia - Feste e Sagre in Sicilia

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L’Anima del Vento: La Zampogna in Sicilia tra Sacro e Profano

In Sicilia, la zampogna non è semplicemente uno strumento musicale: è un organismo vivo, un ponte sonoro tra il mondo arcaico dei pastori e la spiritualità delle comunità contemporanee.

L’origine della zampogna è difficile da tracciare con precisione, poiché strumenti simili erano diffusi in numerose civiltà antiche. Si ritiene tuttavia che la zampogna europea affondi le proprie radici nell’antica Grecia e nell’antica Roma, dove era conosciuta come tibia utricularis. Nel corso dei secoli lo strumento si è evoluto, adattandosi ai contesti culturali e territoriali in cui veniva utilizzato.

In Sicilia, i suonatori di zampogna si esibivano durante feste religiose e tradizionali, portando la loro musica nelle piazze dei villaggi e nelle case delle comunità rurali. Una delle tradizioni più radicate è quella degli zampognari di Natale, musicisti ambulanti che, durante il periodo natalizio, si recano di casa in casa suonando melodie devozionali per annunciare la nascita di Cristo e portare un messaggio di gioia e prosperità.

Il suono della zampogna aveva anche una funzione simbolica e rituale: serviva a proteggere la terra dagli spiriti maligni, a invocare la protezione dei santi durante le feste religiose o a spezzare la solitudine dei lunghi giorni trascorsi dai pastori sulle montagne.

Le origini mitologiche della zampogna

La zampogna affonda le sue radici anche nel mito. Secondo la tradizione, lo strumento sarebbe legato alla figura di Pan, divinità del pantheon greco, metà uomo e metà capra, protettore delle montagne, dei boschi e della vita agreste. Pan era amante della musica e suonava il suo celebre flauto composto da canne di diversa lunghezza. Si racconta che un giorno decise di aggiungervi una sacca di pelle, l’otre, dando origine a uno strumento capace di produrre un suono continuo: la zampogna.

Origini e significato culturale

Sebbene nell’immaginario collettivo sia legata quasi esclusivamente al Natale, la zampogna – detta in Sicilia anche ciaramedda – rappresenta uno dei pilastri più complessi e affascinanti dell’etnomusicologia mediterranea. Le sue radici affondano profondamente nei Monti Peloritani, nei Nebrodi e nell’intera area messinese.

La zampogna e il ciaramiddao nascono all’interno della civiltà pastorale siciliana. Il loro suono non aveva una funzione meramente ricreativa, ma svolgeva un ruolo rituale e simbolico: annunciava l’inizio delle celebrazioni, accompagnava la transumanza e scandiva i momenti fondamentali della vita comunitaria.

Il ciaramiddao, strumento ad ancia doppia dal timbro acuto e penetrante, richiama modelli musicali antichi diffusi nel bacino del Mediterraneo. La zampogna, con il suo suono continuo e avvolgente, incarna invece il legame profondo tra l’uomo e il territorio, diventando un elemento identitario della cultura siciliana.

Anatomia di uno strumento arcaico

La zampogna siciliana è un autentico capolavoro di ingegneria popolare. La sua realizzazione richiede mesi di lavoro e una profonda conoscenza delle materie prime naturali.

L’Otre (a ’mmuzza)

Realizzato con una pelle intera di capra o di pecora, l’otre funge da serbatoio d’aria. La pelle viene conciata con sale o solfato di rame e successivamente rivoltata: il pelo resta all’interno per trattenere l’umidità del fiato del suonatore, impedendo che le goccioline d’acqua raggiungano le ance e ne compromettano l’intonazione.

Il Ceppo (u rucchiettu) e le canne

Tutte le canne sono innestate in un unico blocco di legno chiamato ceppo. Le componenti principali sono:

Canne melodiche (destra e manca): utilizzate per creare la melodia.

Bordoni (u trumbuni e u fischiettu): producono una nota fissa e continua, creando il caratteristico tappeto sonoro.

Ance (i bireddu): sottili lamelle di canna (Arundo donax) che vibrano al passaggio dell’aria; possono essere semplici o doppie, a seconda del timbro desiderato.

I segreti della liuteria: i legni

I maestri artigiani scelgono le essenze locali in base a densità, resistenza e resa acustica:

Erica arborea (a scupa): utilizzata per il ceppo e le campane terminali.

Albicocco e ciliegio: ideali per le canne melodiche, conferiscono un suono caldo e naturale.

Olivastro: estremamente duro e longevo, impiegato per strumenti di alta precisione.

Geografia del suono: le varianti siciliane

La zampogna cambia forma e voce a seconda del territorio:

Zampogna “a paro” (Messina, Catania, Enna): tipica dei Peloritani e dell’Etna, con canne melodiche di uguale lunghezza e un suono brillante, adatto alle danze.

Zampogna “a chiave” (Palermo e Agrigento): caratterizzata da una chiave metallica, produce sonorità gravi e solenni, tipiche delle grandi processioni.

Tradizione di Erice (Trapani): più rara ma prestigiosa, legata anche alla rassegna internazionale della Zampogna d’Oro.

Tradizioni festive e riti contemporanei

Il repertorio della zampogna attraversa il confine tra sacro e profano:

Le novene di Natale (16–24 dicembre)

Il Carnevale Storico di Saponara, con la Sfilata dell’Orso  https://www.facebook.com/CarnevaleSaponaraOfficial/

La Danza dei Pastori nei Nebrodi, ispirata ai gesti della vita quotidiana

Preservare la memoria: luoghi e risorse

Oggi la zampogna vive una nuova stagione grazie a istituzioni e festival:

Museo della Cultura e della Musica Popolare dei Peloritani (Gesso, ME)  https://www.museomusicapeloritani.it/

Zampognarea (Catania)  https://www.zampognarea.it/

Raduni di Forza d’Agrò e Graniti (gennaio)

Glossario essenziale

Ciaramiddaru: suonatore di zampogna

Bireddu: ancia

Trumbuni: bordone maggiore

A paro: disposizione simmetrica delle canne melodiche

Bibliografia di riferimento

Mario Sarica, Strumenti musicali popolari in Sicilia, Pungitopo

Roberto Leydi, La zampogna: gli strumenti a fiato popolari in Italia

Antonino Uccello, Risveglio di una memoria

Ascoltare la zampogna oggi significa entrare in contatto con il respiro profondo della Sicilia, una terra che custodisce la propria memoria e la trasmette, attraverso il vento che attraversa i legni, alle nuove generazioni.
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