A Castelmola il Bar Turrisi è una delle mete imprescindibili per chi visita il borgo

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A Castelmola il Bar Turrisi è una delle mete imprescindibili per chi visita il borgo

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Pubblicato in Città Paesi Borghi · 26 Gennaio 2023
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A Castelmola il Bar Turrisi è una delle mete imprescindibili per chi visita il borgo

La sua fama dovuta al suo particolarissimo arredamento. Ogni cosa al suo interno ha la forma o richiama un fallo. Per un’esperienza completa si consiglia gustare il vino alla mandorla, servito in bicchieri, neanche a dirlo a forma di fallo. Il Bar ha quattro diversi piani e da ognuno affaccia sulla piazza del Duomo di San Nicola.
Castelmola è un comune della città metropolitana di Messina, fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia, la cittadina è a vocazione turistica, perché molto vicina a Taormina.
Arrivati all’ingresso di Castelmola, in Piazza Belvedere si può godere d’una vista su Taormina dall’Alto, mentre il punto più elevato si raggiunge salendo per un sentiero, dalla piazza principale del paese, la Piazza Sant'Antonino, fino ai ruderi di un castello. Sulla piazza esiste un belvedere che offre una splendida vista sulla costa ionica e sulla città di Taormina, sul mare e sulla costa Calabrese e sull’Etna.
Una delle sale interne del Bar Turrisi
Il Bar Turrisi di Castelmola viene fondato nel 1947 da Salvatore Turrisi. Figlio di un carbonaio che, una volta terminata la seconda Guerra Mondiale fa il suo ritorno a Castelmola. Apre quindi un piccolo bar a pochi passi dal Duomo di San Nicola. Inizialmente era un locale dove si vendeva un po di tutto: mandorle, pupi siciliani, sedie, gazzose, vino. Col passare degli anni assunse l’aspetto di un vero e proprio bar, dove veniva servito anche il famoso vino alla mandorla. La fama del Bar Turrisi nasce dal suo arredamento molto particolare. Salvatore Turrisi infatti iniziò a riempire il suo locale con simboli fallici. Il locale, oggi è famoso in tutto il mondo proprio per questo motivo. Negli anni Novanta un articolo della rivista Focus ha inserito il Bar Turrisi tra i “sette locali più particolari al mondo”.
I falli della fecondità, sicilianità e fortuna, quando entrerete nel Bar Turrisi vi renderete conto che ogni oggetto al suo interno, dalle maniglie delle porte, alle lampade, alle piastrelle del pavimento ha la forma o richiama il pene maschile. Sembra che Salvatore avesse due grandi passioni: le donne e la mitologia greca. Così, ispirandosi all’iconografia del culto di Priapo, dio greco della fertilità, iniziò ad arredare il locale con simboli fallici. Nel corso degli anni la collezione di oggetti diventò sempre più grande, oggi il locale ricalca quello originario, si è cercato di armonizzare tutti gli elementi in modo più elegante, a volte anche stilizzandoli.
Il rito del vino alla mandorla, l’elisir d’amore
Uno dei prodotti tipici di Castelmola è il vino alla mandorla. Si tratta di un’antica ricetta di origine greca che prevede di aromatizzare il vino mettendo in infusione mandorle amare, essenze agrumarie e aromi naturali. Ad inventarlo fu Don Vincenzo Blandano, proprietario di un altro locale storico di Castelmola cioè l’Antico Caffè San Giorgio, ricordato dai castelmolesi anche per essere stato il fondatore del primo caffè della città, presente ancora oggi nel centro storico di Castelmola, in Piazza Sant’Antonio. Vincenzo Blandano, proprio sul retro del suo caffè, riuscì a dare vita a questo eccezionale elisir con l’intento di offrirlo ai visitatori battezzò col nome di Blandanino, questo elisir è l'incontro tra un vino bianco secco, erbe aromatiche, mandorle, ed essenze agrumarie che rendono il tutto al quanto inconfondibile.
Taormina e Castelmola tra amori
Dall’Ottocento, Taormina e Castelmola iniziarono a diventare una oasi felice in Sicilia, dove prosperarono amori, passione.
Se visiterete Casa Cuseni, a Taormina, potrete ammirare le decorazioni in stile Arts and Crafts che Frank Brangwyn ha realizzato per la dining room. Qui un murales racconta l’amore omossesuale di Robert Kitson e Carlo Siligato e della loro storica adozione di un bambino, avvenuta nel 1908.
La fantasia del cavaliere Turrisi forse è stata stuzzicata anche dalla serie di nudi di Wilhelm von Gloeden. Il fotografo tedesco realizzò nell’Ottocento diversi scatti ispirati alle statue dell’antica Grecia, utilizzando come modelli giovani ragazzi del luogo.
E che dire del libro che tanto scandalizzò l’Inghilterra vittoriana: L’amante di Lady Chatterley? Pare che ad ispirare David Herbert Lawrence fosse stata la relazione della moglie Frieda Von Richtofen con un mulattiere di Castelmola: Peppino d’Allura.
Si differenzia Florence Trevelyan una nobildonna inglese che si stabilì a Castelmola in seguito al suo matrimonio con il professor Cacciola. Imparò ad amare questi luoghi meravigliosi a tal punto da costruire il suo paradiso di pace e tranquillità. La Trevelyan impegnò parte delle sue finanze nell'acquisto di vaste aree incolte assumendo operai per il rimboschimento. Contribuì alla realizzazione della villa comunale di Taormina e delle due casette per i giochi dei bambini. Progettò, inoltre, la mulattiera di Scalazze: una scorciatoia per raggiungere Monte Venere.
Fino a qualche anno fa, una delle spiagge di nudisti più ricercate in Italia era situata a “Pietre Bianche” tra Spisone e Letojanni dunque nel comprensorio taorminese.
Fonti di questo articolo:


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