Con il titolo "Chiesa del Giudice Giusto", piccolo gioiello normanno, Castronovo di Sicilia

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Con il titolo "Chiesa del Giudice Giusto", piccolo gioiello normanno, Castronovo di Sicilia

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Pubblicato in Città Paesi Borghi · 26 Maggio 2023
Tags: ChiesadelGiudiceGiustogioiellonormannoanticachiesachiesaS.GiorgiodeigreciaCastronovodiSicilia

Con il titolo "Chiesa del Giudice Giusto", piccolo gioiello normanno a Cstronovo di Sicilia

Con il titolo "Chiesa del Giudice Giusto", piccolo gioiello normanno, si ricorda, forse, l’antica chiesa preesistente intitolata a "S. Giorgio dei greci". D’origine bizantina era utilizzata come ospizio e Gancia dai monaci di Santo Stefano di Melia. Si deve a Manfredi Chiaramonte il suo primo restauro nel 1375. Nelle absidi resistono alcuni affreschi, mentre il “catino absidale” è stato trasferito nella chiesa della Madonna del Rosario.

Siamo nel Colle di San Vitale a Castronovo, posto a 680 mt s.l.m., esso si trova incastonata fra le montagne, all’ombra di un altopiano. L’antica Castro, il cui nucleo originario, sulla montagna reale o rupe di San Vitale (l’attuale patrono della città). Proprio dal colle di San Vitale è possibile ammirare rovine di templi greci e romani, oltre agli avanzi di un mulino a vento sulla cresta di un’alta rupe e di due castelli.

San Vitale de Mennita nacque in una ricca famiglia bizantina prima metà del X secolo nella attuale Castronovo di Sicilia.
Intorno alla metà del secolo si fece monaco ritirandosi nel monastero basiliano di San Filippo ad Agira.

Oltre ad un meraviglioso panorama che si perde a vista d’occhio è possibile ammirare avanzi di un mulino a vento arabo e di due castelli, d’origine araba e normanna. Sempre sulla rupe sono presenti la chiesa della Madonna dell’Udienza e la chiesa del "Giudice Giusto", la prima, di origine greco-bizantina, per secoli è stata la vecchia Matrice (XII secolo).

Della vita di San Giorgio, si sa di certo solo che fu un cristiano, martirizzato prima di Costantino, probabilmente a Lydda in Palestina. La sua leggenda narra che egli nacque da nobili genitori cristiani di Cappadocia, che fu valoroso soldato e che per il suo valore giunse a far parte della guardia del corpo di Diocleziano, sotto il quale subì il martirio nel 303.

Divenne quasi una personificazione del diritto e della forza morale, anche se nell'arte settentrionale la leggenda del santo fu largamente trattata fino al sec. XVII, specie nell'episodio della lotta col drago che si presta ad ogni rappresentazione pittoresca.

Il giudice giusto, potrebbe essere un riferimento alla sua figura, o potrebbe essere una pratica divinatoria, a nimma, o enìgghima, con atteggiamento di fiducia devozionale, quelle frasi, quei dialoghi colti al volo, come altri eventi concomitanti ma svincolati dal rito, diventano segnali di presagio attribuiti a divinità contattate con apposite preghiere, nel 1615 offre uno dei primi riscontri a Racalmuto, una guaritrice cinquantenne, vedova, registrata come Isabela la Bosca, fu incarcerata dall’Inquisizione spagnola per “reati di fattucchierìa” , l’esecuzione del rituale per individuare il presagio, la persona interessata attende il giorno devotamente assegnato, il momento prescritto  e si trasferisce nel luogo consacrato per le orazioni propiziatorie.
Serviva o veniva utilizzata per avere notizie di un familiare lontano che potrebbe trovarsi in grave pericolo, rivolta a qualcuno di cui non si hanno notizie da tempo.
La pratica consisteva nel chiedere ad una persona di fiducia, solitamente in chiesa, di recitare una preghiera a Gesù, il giudice giusto appunto, tutto d’un fiato. La persona incaricata diventa allora strumento della volontà divina e se riesce a dire la preghiera in maniera scorrevole allora il responso del giudice giusto è positivo. Al contrario, se la recitazione risultasse ingarbugliata, arriveranno sicuramente brutte notizie. Esistono diverse preghiere al giudice giusto, tra canti popolari, proverbi, feste, tradizioni, leggende, credenze, superstizioni.

Sagra della Truscitedda di Castronovo di Sicilia

Nel mese di luglio si svolge, la XV sagra della Truscitedda di Castronovo di Sicilia si conferma come uno degli appuntamenti più apprezzati della Sicilia.
Il nome “truscitedda”, prende il nome dal fagotto (truscia) con il quale in passato i contadini portavano nei campi i prodotti locali da consumare nelle dure giornate di lavoro. La sagra è un vero e proprio laboratorio della memoria che mette a disposizione le gustose identità locali, come le cudduredde, le salsicce, gli squisiti formaggi, l' olio, il vino e il Vucciddatu, dolce tipico della tradizione locale.

Numerose e sentite sono le partecipazioni delle feste, una è la festa del Santo Patrono. Castronovo è uno dei pochi paesi della Sicilia che ha adottato come Santo Patrono un proprio concittadino, quasi a sfatare l’antico detto “Nemo profeta in Patria”. La festa religiosa viene celebrata il 9 marzo di ogni anno con una cerimonia solenne. La stessa viene ripetuta nella prima settimana di agosto nell’ambito dell’estate castronovese.

Il paese è attraversato dalla Magna Via Francigena, che è stata una grande arteria di comunicazione, che collega Agrigento con Palermo, attraversando il territorio di Castronovo di Sicilia, e incrociando le vie della transumanza verso le Madonie, un percorso alla scoperta della Sicilia.
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