Il carretto siciliano

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Il carretto siciliano

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Pubblicato in Cultura e Società · 7 Aprile 2022
Tags: carrettosiciliano

Il carretto siciliano

Il carretto siciliano è un mezzo a trazione equina adibito al trasporto merci, in uso in tutto il territorio siciliano dal XIX secolo fino alla seconda metà del XX secolo, fino a quando non divenne obsoleto a causa della crescente motorizzazione.
Veniva costruito con diverse qualità di legno, spesso fregiato da intagli, sgargianti decorazioni pittoriche, oggigiorno è divenuto un oggetto d'arte artigianale, nonché uno dei simboli dell'iconografia folcloristica siciliana.

Quando Guy de Maupassant, scrittore francese, nella Primavera del 1885, sbarcò a Palermo, la prima cosa che lo colpì fu proprio un carretto siciliano e lo definisce ” un rebus che cammina ” per il valore degli elementi decorativi.

Il carretto assume caratteristiche diverse a seconda della zona in cui viene prodotto.
Nel palermitano il carretto si presenta con sponde trapezoidali, con una tinta di fondo gialla e decorazioni prevalentemente geometriche. I temi rappresentati sugli scacchi variano tra cavalleresco e religioso, realizzati nelle tonalità basilari del rosso, del verde, del giallo e del blu, le sfumature sono ridotte all'essenziale e la prospettiva bidimensionale.
Nel catanese le sponde sono rettangolari, la tinta di fondo rossa come la lava dell'Etna e gli intagli e le decorazioni si presentano più ricercati e meglio rifiniti, c’è una ricerca maggiore nelle produzioni più si cerca la tridimensionalità prospettica, la gamma di tonalità si arricchisce e le sfumature e i chiaroscuri si fanno più incisivi.
Meno conosciuto è lo stile Vittoria, in cui il carretto presenta una struttura simile al catanese, riprende il rosso come colore di fondo, ma nelle tonalità si distingue per la sua caratteristica gradazione scura. Le pennellate, sia nei quadri che nelle decorazioni, sono caratterizzate da un tratto netto, istintivo, in contrapposizione alla ricercata pennellata del catanese.

Alla realizzazione del carretto partecipano diversi artigiani, ciascuno col proprio mestiere.
La prima fase è competenza del carradore, colui che costruisce il carretto e ne intaglia i fregi.
La seconda fase è affidata al fabbro, che forgia le parti metalliche quali i centuni, le estremità delle aste e il pregiato arabesco della cascia di fusu.
Quando la costruzione del carretto è ultimata il lavoro passa al pittore, che veste il carretto di colore e vivacità. Egli esegue inoltre i quadri rappresentanti le gesta cavalleresche, mitologiche, storiche o romanzesche che caratterizzano il carretto siciliano.
Patria indiscussa del carretto siciliano è la cittadina di Aci Sant'Antonio.

Fino a qualche anno, il carretto siciliano, veniva utilizzato per manifestazioni, a Campobello di Licata si tiene, sin dal 1737, "La Rietina",dove sfilano per la cittadina i carretti siciliani tradizionali trainati da cavalli addobbati e accompagnati da gruppi folkloristici. La Rietina è una manifestazione che si svolgeva in alcune località della provincia di Agrigento e che consisteva nella sfilata per i paesi di numerosi carretti siciliani trainati da cavalli addobbati e accompagnati da gruppi folkloristici. La più popolare si tiene a Campobello di Licata sin dal 1737. Al termine della sfilata inizia l'asta per aggiudicarsi la "bandiera della Madonna" che viene aggiudicata al miglior offerente; all'asta partecipano tutte le persone che hanno fatto una promessa ("Purmisioni") alla Madonna Dell'Aiuto, tale offerta poi verrà donata alla Chiesa di San Giovanni Battista Campobello di Licata.
Si svolge ogni anno ad agosto durante la ricorrenza della festa della Madonna dell'Aiuto e vedeva la partecipazione di carretti provenienti non solo dall'hinterland Agrigentino ma bensì dall'intera Regione siciliana.
A Canicattì in occasione della festa del Santissimo Crocifisso che si celebra il 3 maggio, si svolgeva una manifestazione: "La Rietina" dove sfilavano per la città i carretti siciliani tradizionali.
A Terrasini, nell'area metropolitana di Palermo, a Bronte, in provincia di Catania, e a Vittoria esistono i "Musei del Carretto Siciliano".
A Vizzini e a Trecastagni annualmente si organizzano sfilate dedicate al carretto siciliano.
A Barrafranca (EN), in occasione della celebrazione della festa della compatrona Maria Santissima della Stella (8 settembre),










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