Il passavolante nella tradizione di Vicari, dolce alle mandorle

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Il passavolante nella tradizione e cultura di Vicari, dolce alle mandorle

Il “Festival della mandorla e del passavolante” di Vicari si conferma come uno degli appuntamenti enogastronomici più interessanti.
Si tratta di una leccornia a base di mandorle, uovo e zucchero. Il “Festival della mandorla e del passovolante” ha l’obiettivo di promuovere questa tipicità, oltre a mantenere e tenere vive le tradizioni.

Ogni paese si contraddistingue per la produzione di un prodotto tipico. Il passavolante, racchiude in sé aspetti culturali storia, tradizione, religiosi e sociali.

L’ origine del passavolante di Vicari
Difficile stabilire l’origine di questa leccornia. Infatti per passavolante si intende una macchina militare che nei secoli 15°e 16° veniva adoperata per scagliare pietre; con lo stesso nome veniva chiamata la colubrina di grande gittata, ed anche un cannone di legno montato su bastimenti mercantili per batterie simulate. Passovolante erano anche intesi i soldati che nei secoli 16°-17° non svolgevano un servizio militare effettivo.
La scrittrice Sara Favarò, sostiene inoltre che questo dolce veniva preparato nel Settecento presso il famoso convento di Vicari, paesino dell’entroterra palermitano, intestato a San Francesco e che i monaci lo idearono per la folla, in occasione del matrimonio, per omaggiare gli invitati della figlia del barone,
Non dimentichiamo che il Mandorlo, è simbolo di speranza e rinascita perchè la visione di un Mandorlo in fiore, in una giornata di sole sul finire dell'inverno, per questo incredibile motivo il significato del fiore di mandorlo è la speranza ma anche la fragilità.

La festa del mandorlo in fiore è una festa popolare della città di Agrigento che, come vuole la tradizione, si ripete ogni anno, ed uno dei brani più cantati, suonati e ballati dal gruppo folcloristico di Agrigento è la Schiacciata di li mennuli ("la schiacciata delle mandorle"). La canzone, scritta dal musicista e poeta agrigentino Michele Pisciotto, rievoca la raccolta e le varie fasi della lavorazione delle mandorle.

Ritroviamo nel mito, scritto da Omero, che racconta della fioritura del mandorlo. Essa sarebbe collegata alla storia d'amore di Acamante e Fillide. Acamante, tardò a ritornare e quando venne a sapere della morte della sua amata e del fatto che era un mandorlo, andò verso l'albero e l'abbracciò. Fillide/pianta, sentendo il calore dell’amore di Acamante, fece spuntare dai suoi rami una cascata di fiori rosati , si erano stretti un abbraccio. Per i cristiani l'albero di mandorlo, il primo a fiorire in primavera, ricorda la risurrezione di Gesù.

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