L’Uomo il legno ed i 33 crocifissi di Fra Umile da Petralia

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L’Uomo il legno ed i 33 crocifissi di Fra Umile da Petralia

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Pubblicato in Cultura e Società · 12 Gennaio 2023
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L’Uomo il legno ed i 33 crocifissi di Fra Umile da Petralia
Il legno, è uno dei materiali che l’uomo ha trovato in natura fin dall’inizio della sua esistenza.
Con il legno l’uomo ha costruito i primi ripari, poi vere e proprie capanne, successivamente sfruttando una caratteristica fondamentale del legno, la capacità di galleggiare, è riuscito a creare imbarcazioni e successivamente, la scoperta della ruota, a costruire carri, per muoversi sulla terraferma.
Si può quindi affermare che la lavorazione del legno è stata una delle prime arti dell’uomo, sempre più curata e perfezionata nello scorrere dei secoli, fino a raggiungere l’esecuzione delle complesse strutture.
Il legno porta con sè fascino e potenzialità artistiche e l’uomo da sempre ha saputo utilizzare il legno, con tecniche più o meno avanzate verso la realizzazione di beni veri e propri.
La lavorazione del legno, con l’arte medioevale e rinascimentale rendono il legno un mezzo indispensabile per costruire mobili e per creare sculture.
Se le botti sono costruite con il rovere perché è un legno resinoso e impermeabile, sopporta la pressione causata dalla fermentazione e conferisce al vino e alla grappa colore e sapore.
Il sughero è leggero ed impermeabile ed è insostituibile per conservare correttamente il vino in bottiglia.
Altri legni sono utilizzati nel campo dell’arte, Il Vasari scrive: “Gli antichi non disprezzarono né per le statue né per le pitture il pioppo, bianco e nero, il salice, il carpine, il sorbo, il sambuco, ed il fico; questi legni […] sono meravigliosamente dolci e facili sotto lo strumento dello scultore per esprimere tutti i modi delle forme. Ma è certo che nessuno di essi può paragonarsi per trattabilità al tiglio”.
Anche se si scopre che mentre in alcune nazioni nell’area della scultura in legno di tiglio è preferito, in altre si utilizzano altri legni quali legno di noce, di quercia e talvolta del pero. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui la maggiore o minore lavorabilità o la durabilità nel tempo.
L’impiego di determinati legni dipende, oltre alla facilità di lavorazione e reperibilità delle materie sul posto, anche dalla permeabilità culturale dei singoli territori.
Questo ci ha portato alla rappresentazione del Christus, patiens, come scultura in legno, un cristo scolpito, che è un soggetto di ispirazione bizantina, in cui si sottolinea l’aspetto umano del Cristo, che con la testa reclinata sulla spalla, con gli occhi chiusi e con il corpo inarcato esprime il senso del dolore, reso ancor più drammatico dall’isolamento della figura del Crocifisso, non più circondato dalle scene evangeliche della Passione.
Il superamento della tipologia della croce è evidente nell’arte di Giotto che realizza una croce scientificamente anatomica. Giotto mette in croce un uomo.
Nell’età umanistico-rinascimentale alla tavola lignea dipinta, si sostituisce il  Crocifisso scolpito in legno, in cui la versione stilizzata del Christus triumphans e quella espressionisticamente deformata del Christus patiens, nelle quali l’Uomo-Dio si manifesta quale perfetta natura creata, ad immagine fisica.
Nel Seicento l’arte è fortemente condizionata dalla Chiesa, che comunque anche nel Settecento rimane una dei massimi committenti delle opere d’arte che usa per affascinare i fedeli.
L’osservatore deve essere coinvolto e all’artista viene concesso a tal fine di esprimersi in forme libere, pur di raggiungere l’obbiettivo. L’arte è lo strumento di propaganda religiosa più importante e pertanto assume caratteristiche di popolarità, realisticità e monumentalità decorativa.
In tutto questo, la vena artistica sviluppata nella bottega paterna, maturata a Palermo, successivamente consolidata nell'ambito di una produzione permeata dallo stile di artisti a lui territorialmente e ecclesiasticamente noti, Giovan Francesco Pitorno meglio noto come frate Umile da Petralia (Petralia Soprana, 1600 – Palermo, 9 febbraio 1639) è stato uno scultore e religioso, meglio conosciuto per i suoi 33 crocifissi, ed i suoi crocifissi si trovano in numerose chiese degli ordini religiosi che all'epoca, in Sicilia, secondo la tradizione orale popolare assommerebbero a 33 i Crocifissi realizzati, ipotesi sostenuta da un presunto voto o fioretto attribuito al Frate scultore itinerante.
Descrizione del Christus patiens
Gesù è fissato sulla croce morto e con un’espressione estremamente sofferente. I suoi occhi sono chiusi e la testa è abbandonata su di un lato sul braccio, reclinata, in genere, a sinistra dell’osservatore. Il corpo è piegato perché le ginocchia non reggono il peso che lo spinge verso il basso. La raffigurazione delle ferite agli arti e al costato rivela l’umanità di Cristo morto sulla croce.
Christus triumphans
La raffigurazione di Cristo sulla Croce secondo il modello del Cristo trionfante presenta precise caratteristiche.
Gesù è fissato alla Croce ma è vivo e non mostra segni di sofferenza fisica. Infatti il corpo di Gesù mantiene la posizione verticale e immobile. Anche la testa è retta e l’espressione del viso è quella di una persona che non prova dolore. Gli occhi sono aperti e non rivelano alcun turbamento. Il corpo, pur crocifisso sulla croce, non cede verso il basso. Spesso inoltre il costato non mostra segni di ferita. Come indica la parola triumphans appunto Cristo trionfa sulla morte.



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