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Le origini delle sfince di prescia e delle sfince di San Giuseppe
Le sfince, in tutte le loro varianti, sono una delle meraviglie della pasticceria siciliana, e ogni tipo di sfincia racconta una storia ricca di tradizioni e simbolismi legati alla vita contadina e alla religiosità dell’isola.
Le sfince di prescia sono l’emblema della tradizione contadina siciliana.
La parola “prescia” in dialetto siciliano indica un impasto lievitato molto poco; per questo motivo queste sfince sono frittelle che si gonfiano, ma non raggiungono la consistenza soffice e compatta della sfincia di San Giuseppe.
La loro preparazione è molto semplice e prevede ingredienti basilari come farina, acqua, lievito e zucchero o miele.
ALAN DAVIE - LENZ KLOTZ - Mimmo Germana' - MARIA LUISA DE ROMANS GIUSEPPE SANTOMASO - YVES LALOY - EUGENIO CARMI
Lunedì 6 Gennaio 2024, dalle ore 17:00 alle 19:00, presso la Galleria d'arte
L’A/telier di Modica Alta (RG) sarà inaugurata la mostra Grafica d’autore.
Fatture e controfatture, maghi e "cosi tinti": la magia popolare siciliana che affascina e fa paura e la Bendicaria e feste.
Un virtuale percorso tematico magico-religioso degli oggetti appartenenti alla famosa collezione di Giuseppe Pitrè, ci consente di sperimentare una simile operazione all’interno del museo etno-antropologico di Palazzolo. L’ispirazione nasce dal manifesto inaugurale della Casa Museo e rileggendo le parole di Antonino Uccello
Un omaggio a Lucio Piccolo, poeta e musicologo, cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, condusse principalmente la sua vita a Palermo, quindi a Villa Piccolo, a Capo d'Orlando, dove si trasferì insieme alla madre e ai fratelli, alieno da ogni forma di mondanità. Talvolta si recava anche a Sinagra, o Ficarra, dove possedeva delle proprietà.
Scopri la storia affascinante della badessa del Teatro Massimo di Palermo! Tra aneddoti curiosi e dettagli sconosciuti, ti porteremo nel cuore di uno dei luoghi più iconici della Sicilia.
È in questo monastero “nobiliare”, abbattuto nel 1875, che si incontrano storia e leggenda. Il settembre del 1866 fu testimone dell’amara “rivolta del sette e mezzo”, infatti durò appena sette giorni e mezzo, la sommossa antigovernativa.
Il culmine arrivò il 16 settembre 1866: il monastero delle Clarisse (sfrattate) viene preso d’assalto e divenne ricovero per gli insorti nei giorni della rivoluzione.
L'inaugurazione del teatro avvenne l’11 maggio del 1897 con il “Falstaff” di Giuseppe Verdi
Realmonte, piccolo centro situato su un terrazzo pianeggiante, a poca distanza dalla costa del mare mediterraneo
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