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Confraternite ed Arciconfraternite

Categoria Cultura e Società Autore Data 29 Dic 2025
La distinzione tra confraternita ed arciconfraternita non è solo onorifica, ma risponde a precise gerarchie del diritto canonico e a dinamiche di prestigio sociale molto sentite nella Sicilia del XV e XVI secolo.
In sintesi, ogni arciconfraternita è una confraternita, ma con poteri e privilegi superiori concessi direttamente dalla Santa Sede.
Il ceto dei magnifici rappresenta una categoria socio-politica fondamentale per comprendere la struttura delle città siciliane tra il Medioevo e l'Età Moderna. Si trattava di un'élite urbana intermedia, posizionata strategicamente tra l'aristocrazia feudale (la nobiltà di sangue) e il "popolo minuto" (artigiani e operai).
Il titolo di Magnificus non era un semplice attributo estetico, ma un indicatore di status legale e sociale. Designava individui che vivevano more nobilium (secondo il costume nobile): persone che, pur non possedendo necessariamente un feudo titolato, godevano di rendite fondiarie, non esercitavano "arti meccaniche" (lavori manuali) e detenevano il monopolio delle cariche pubbliche locali.
Le confraternite siciliane: nascita, sviluppo e significato nel Quattrocento
Contesto storico generale (Sicilia nel XV secolo)
Nel Quattrocento, la Sicilia vive una fase di transizione profonda:
Politicamente, è inserita nella Corona d'Aragona.
Socialmente, è caratterizzata da una forte stratificazione (nobiltà feudale, élite civiche, ceti artigiani e popolari).
Religiosamente, è segnata da un'intensa spiritualità collettiva, legata alla paura della morte, alle epidemie e alla salvezza dell'anima.
In questo quadro, le confraternite diventano strutture essenziali di mediazione tra individuo, Chiesa e comunità.
Palazzo Steri a Palermo e Monreale, tra i tribunali della santa inquisizione in Sicilia
L'inquisizione in Sicilia fu formalmente introdotta prima del 1478 dal Re Ferdinando II di Aragona.
Palazzo Steri sede palermitana dell'Inquisizione Siciliana, attualmente sede del rettorato dell'Università degli Studi di Palermo
L'istituzione del Tribunale dell'Inquisizione in Sicilia dal XV fino a quasi tutto il XVII secolo faceva parte dell'Impero spagnolo sotto forma di Vice-Regno, al pari di Napoli e della Sardegna. Dopo un tentativo fallito di estendere dalla Spagna alla Sicilia il Tribunale dell'Inquisizione nel 1481, Il 6 ottobre 1487 Ferdinando II il Cattolico creò il Tribunale dell'Inquisizione e fu inviato in Sicilia il primo inquisitore delegato, Frate Agostino La Pena, la cui nomina fu approvata da Papa Innocenzo VIII.
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