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zolfo

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Basta cantarla come se fosse una festa.
Vitti ’na crozza è il grido di un popolo sacrificato. Pensate davvero che sia una canzone allegra? Che quel ritmo incalzante serva a farci ballare? Ci hanno insegnato a cantarla senza ascoltarla. Abbiamo trasformato un atto d’accusa in un souvenir per turisti.
La realtà è stata scritta nel fango e nello zolfo delle miniere siciliane, nelle zolfare. Vitti ’na crozza, ho visto un teschio, non è folklore: è la voce di padri e di figli, di carusi senza un nome, senza un funerale e senza il rintocco delle campane.
È il crudo racconto di una Sicilia usata come fornitore di combustibile per l’Unità d’Italia e poi abbandonata al silenzio.
Oggi ci piacerebbe restituire la giusta dignità alla memoria di questo canto.
Quando l'Inghilterra tesse rapporti commerciali con la Sicilia, tra miniere di zolfo e vigneti, le relazioni commerciali crearono sviluppo e posti di lavoro
La Sicilia, una terra difficile, governata da una élite infida, ostile all'innovazione. Con baroni siciliani che sembrano appartenere ad un mondo troppo lontano e diverso, poco attento alle problematiche mediterranee, chiuso nella propria tematica.
Con una nuova classe sociale che scalpita, che mira ad eradicare quella vecchia con le loro vecchie idee, si insedia nella capitale e grazie all'appoggio dei nuovi governanti, scalza le più blasonate e antiche casate, un ceto medio miope, vede l'occasione per una crescita del proprio ruolo politico e sociale, con una vivacità carente se non nel potere del controllo, dove ratio studio e diritto, sembrano censurate se non nella nuova idea politica.
L’uomo, il commercio, il benessere i carusi siciliani nelle zolfare, sono stati utilizzati non sempre razionalmente ma come detenzione del potere e tramite le risorse agricole e minerarie il processo di sfruttamento intensivo delle risorse della terra il fenomeno chiamato rivoluzione industriale ci ha portato i primi dell’Ottocento, a vite senza luce, alla tragedia dei “carusi” nelle zolfare siciliane, tra le province di Caltanissetta, Enna e Agrigento, erano presenti la maggior parte delle cave di zolfo.
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