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Rometta feste, sagre ed eventi - Feste e Sagre in Sicilia

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Rometta, le manifestazioni, feste, sagre ed eventi

Rometta feste, sagre ed eventi

Rometta feste, sagre ed eventi, la festa del Santo Patrono. Per chi ama scoprire il territorio, le manifestazioni tradizionali, sono legate ai prodotti della terra, alla cultura ed alla musica popolare, alla fede ai lavori artigianali,  un appuntamento agrituristico stimolante, soprattutto se si tratta di manifestazioni legate alle stagioni dell’agricoltura, ai prodotti tipici, alle radici più caratteristiche della cultura contadina, rievocazioni storiche che si tengono annualmente, dedicate alla valorizzazione e conservazione, delle tradizioni.
In questa sezione è possibile inserire le fotografie del proprio tour
il 20 Febbraio si celebra la festa del Patrone San Leone vescovo

«Cannalivari tutti li festi fa turnari».
Recita così un antico detto siciliano e, come spesso accade con i proverbi, dice il vero: con l’arrivo del mese di febbraio tutta la Sicilia si lascia avvolgere dall’atmosfera del Carnevale.

Vogliamo portarvi a Saponara, piccolo comune dei Monti Peloritani, dove prende vita una manifestazione carnevalesca dal fascino storico e quasi fiabesco. Il protagonista è un animale, affiancato da un principe: stiamo parlando di uno dei carnevali più suggestivi della provincia di Messina, la Sfilata dell’Orso e della Corte Principesca. Il Carnevale di Saponara vanta origini antichissime, tanto da essere riconosciuto come Carnevale Storico di Sicilia.

La tradizione narra la storia della cattura di un orso, un racconto che ha dell’inverosimile, poiché nel Settecento questo animale non faceva parte della fauna dei Peloritani. Nel secondo dopoguerra venne ritrovato un libro, oggi purtroppo perduto, che attestava il memorabile evento. Affidandoci alla tradizione orale, la sfilata dell’Orso e della Corte Principesca sarebbe stata voluta da Domenico Alliata, principe delle terre di Saponara.

Secondo il racconto, i fatti si sarebbero svolti intorno alla metà del Settecento. Nelle campagne e nelle montagne circostanti si aggirava un orso che per lungo tempo terrorizzò carbonai, contadini e pastori. Il principe, informato della minaccia, partì con i suoi cacciatori verso i monti, dove l’animale fu catturato e rinchiuso nelle carceri del Palazzo Ducale. Per celebrare l’evento, il principe volle che l’orso sfilasse per le vie del paese, seguito dai cacciatori e dalla corte, come segno dello scampato pericolo. Stabilì inoltre che la sfilata si ripetesse ogni martedì di Carnevale, in ricordo di quell’episodio memorabile.

La tradizione fu interrotta durante il secondo conflitto mondiale e a seguito dei cambiamenti amministrativo-politici. Tornò a vivere nel 1968, in un clima di rinascita culturale, grazie alla determinazione di alcune persone che decisero di riportare in vita l’antica sfilata.

Grazie alla memoria fotografica, è stato possibile ricostruire l’evoluzione della sfilata dagli anni Quaranta, offrendo preziose informazioni sulle maschere tradizionali.
L’Orso è il protagonista assoluto della sfilata. In origine il suo costume era realizzato con pelli di capra, arricchito ai fianchi da campanacci, mentre la maschera aveva tratti simili a quelli di una capra.

L’Orso esegue un rituale caratteristico che rappresenta il nucleo più antico della sfilata. Durante il percorso è trattenuto da catene e corde dai domatori; tra questi vi è colui che lo calma accarezzandolo con il nerbu, un frustino. L’Orso sceglie le sue “prede”, prediligendo quelle femminili, e le aggredisce improvvisamente, all’insaputa dei domatori, stringendole a sé. Seguono tre gesti simbolici: la scutulìa, quando la fa dondolare tra le braccia; ’a strica, strofinandola a sé; e infine ’u zummi zummi, mimando un gesto sessuale.

Attorno alla figura dell’Orso si muovono i Domatori, incaricati di renderlo inoffensivo; i Cacciatori, autori della cattura; e i suonatori di brogna – una conchiglia privata dell’apice per permettere la fuoriuscita del suono – che, insieme ai tamburini, formano la Banda dell’Orso, accompagnando l’intera sfilata. Ad aprire questo antico nucleo rappresentativo vi sono gli Spazzini-Pacchiane: un tempo uomini travestiti con abiti femminili tradizionali, oggi interpretati direttamente dalle donne, con il compito di spazzare la strada poco prima del passaggio dell’Orso. A seguire sfila l’elegante Corte Principesca, guidata dal Principe, dalle Guardie Reali e dallo Scrivano di Corte.

Negli ultimi anni alla tradizionale sfilata si è aggiunta una nuova rappresentazione: la Cattura dell’Orso, che si svolge alcuni giorni prima del martedì di Carnevale. La scena rievoca l’antico evento e si conclude con la cattura dell’animale e i festeggiamenti del popolo. Per l’occasione vengono allestiti stand gastronomici dove è possibile degustare i piatti tipici del periodo carnevalesco.

Nel tanto atteso martedì di Carnevale, Saponara è in festa. Le strade, avvolte da una pioggia di coriandoli, si animano di maschere, balli, scherzi e risate. L’Orso, insieme a cacciatori e domatori, percorre il suo itinerario tradizionale sostando in punti prestabiliti, dove vengono offerti ai presenti salumi, dolci e buon vino.

La Corte Principesca sfila elegantemente per le vie del paese, salutando la popolazione insieme al Principe. La manifestazione si conclude in Piazza Matrice, dove l’Orso e il Principe danzano insieme, sancendo la fine della sfilata e di una delle tradizioni carnevalesche più affascinanti della Sicilia.

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