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Strada del vino Val di Noto ed il barocco netino - Itinerari in Sicilia, vuoi visitarla ma non sai da dove iniziare?

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La Strada del Vino del Val di Noto, l'enoturismo


Enoturismo tra Barocco, cultura e grandi vini siciliani

Se siete alla ricerca di un’esperienza autentica in Sicilia, la Strada del Vino del Val di Noto è un itinerario imperdibile. Un viaggio che unisce vino, arte e paesaggi straordinari, tra le architetture barocche patrimonio UNESCO e vigneti che si estendono fino all’orizzonte.

Questo percorso vi accompagna alla scoperta della tradizione vitivinicola del Val di Noto, attraverso visite in cantina, degustazioni guidate e incontri con i produttori locali, custodi di saperi antichi e di una passione tramandata nel tempo. Un’esperienza sensoriale completa, in cui il gusto del vino si intreccia con la bellezza dei luoghi e la ricchezza culturale del territorio.

Un itinerario nel cuore della Sicilia sud-orientale

La Strada del Vino del Val di Noto si snoda attraverso sei comuni della Sicilia sud-orientale: cinque in provincia di Siracusa — Palazzolo Acreide, Avola, Noto, Rosolini e Pachino — e uno in provincia di Ragusa, Ispica. Un territorio omogeneo per storia, paesaggio e tradizioni, che prende il nome dalla città di Noto, antica sede amministrativa del Vallo.

In seguito al devastante terremoto del 1693, i principali centri urbani furono completamente ricostruiti adottando soluzioni architettoniche innovative che diedero vita allo straordinario Barocco della Val di Noto, riconosciuto nel 2002 Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Oggi questo patrimonio rende il territorio uno dei più affascinanti d’Italia.

Vino, cultura e identità

Il sud della Sicilia offre alcuni degli esempi più suggestivi di barocco siciliano, inseriti in un contesto naturale di grande fascino. La Strada del Vino diventa così la chiave per esplorare monumenti, borghi storici, antichi casali e paesaggi rurali, in un perfetto equilibrio tra cultura e natura.

Accanto alle principali aziende vitivinicole operano un Consorzio di Tutela e numerosi operatori turistici attivi nell’accoglienza e nella ristorazione, creando una rete capace di offrire esperienze autentiche e di qualità.

Sapori, tradizioni e accoglienza

La Strada del Vino del Val di Noto nasce con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso il turismo enogastronomico, promuovendo le tipicità locali e le eccellenze produttive. Ogni comune custodisce una propria identità gastronomica, fatta di prodotti tipici, ricette tradizionali e antichi saperi culinari.

Passeggiando tra i centri storici, il visitatore scoprirà un intreccio affascinante di strade, botteghe artigiane, portici, edifici religiosi e castelli, immersi in una luce intensa e in un’atmosfera accogliente che lascia un ricordo indelebile.

Le più importanti aziende vitivinicole, un Consorzio di Tutela e diversi operatori turistici operanti in ricettività e ristorazione.
Tel. 0931.597700
Cel. 338.9445146
stradadelvaldinoto@gmail.com
La Val di Noto: Il Trionfo del Barocco Siciliano

Se volgiamo lo sguardo alla Val di Noto, scopriamo un territorio straordinario, celebre in tutto il mondo per l’inconfondibile Barocco Siciliano. Questo stile architettonico, unico nel suo genere, fiorì in modo straordinario nel XVIII secolo, quando l’intera area fu protagonista di un’imponente opera di ricostruzione a seguito del devastante terremoto del 1693.

Quell’evento drammatico segnò profondamente la storia della Sicilia sud-orientale, ma diede contemporaneamente impulso a un rinnovamento urbanistico e artistico senza precedenti. Nacquero così città e borghi progettati secondo criteri moderni per l’epoca, arricchiti da:

Chiese monumentali dalle facciate concave e convesse;

Eleganti palazzi nobiliari con balconi sorretti da mascheroni grotteschi;

Scenografici spazi urbani, caratterizzati da forme morbide, decorazioni elaborate e una straordinaria armonia architettonica.

Il Barocco della Val di Noto non è soltanto uno stile: è un simbolo di rinascita, creatività e identità culturale. Oggi l’intera area è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO e rappresenta una meta imperdibile per chi desidera scoprire l’arte, la storia e l’anima più autentica della Sicilia.
In questa sezione è possibile inserire le fotografie del proprio tour

La Strada del Vino del Val di Noto: Tra Barocco, Mare e Grandi Vitigni


La Strada del Vino del Val di Noto non è solo un percorso enologico, ma un’immersione totale nell’anima della Sicilia Sud-Orientale. Tra città d’arte dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO, riserve naturali incontaminate e un mare cristallino, questo itinerario celebra i produttori e le eccellenze di un territorio unico al mondo.

L'itinerario si snoda attraverso sei comuni chiave: Palazzolo Acreide, Avola, Noto, Rosolini e Pachino (in provincia di Siracusa) e Ispica (in provincia di Ragusa).

Un’Eredità Storica: Il Cuore del Val di Noto
Il termine Val di Noto richiama l’antica circoscrizione amministrativa che un tempo abbracciava tutta la Sicilia sud-orientale. Sebbene la suddivisione ufficiale sia mutata nel 1812, l'identità di quest'area è rimasta indissolubile, forgiata dalla grandiosa ricostruzione seguita al terremoto del 1693. Oggi, quel tragico evento è ricordato attraverso il Barocco Siciliano: uno stile scenografico fatto di forme morbide e pietra dorata che caratterizza centri come Noto, Ragusa Ibla, Modica e Siracusa.

La Denominazione Noto DOC: Il Tesoro nel Calice
La Noto DOC è il fulcro enologico di questa strada. I terreni calcarei e il clima mediterraneo regalano vini di straordinaria finezza, prodotti in edizioni spesso limitate e artigianali.

Il Moscato di Noto: L'Eleganza Aromatica
Ottenuto esclusivamente da vitigno Moscato Bianco, questo vino è l'emblema della raffinatezza locale. A differenza dello Zibibbo di Pantelleria, il Moscato di Noto punta su un bouquet floreale delicato e una freschezza vibrante. È disponibile in tre versioni:

Spumante: Fresco e vivace, ideale come aperitivo.

Liquoroso: Morbido e avvolgente, perfetto per la pasticceria secca.

Passito di Noto: Un gioiello da meditazione, con note mielate e di frutta candita, ottenuto dall'appassimento tradizionale delle uve.

I Grandi Rossi: L'Anima del Nero d’Avola
È proprio qui, tra Avola e Pachino, che il Nero d’Avola trova la sua massima espressione. La denominazione comprende il Noto Rosso DOC e il Noto Nero d’Avola DOC. Sono vini di grande struttura e personalità, spesso prodotti in piccole quantità da cantine locali che preservano l'autenticità del vitigno simbolo della Sicilia.

Un Viaggio tra Natura, Archeologia e Spiagge
Percorrere la Strada del Vino significa anche scoprire tesori paesaggistici di valore inestimabile:

Riserve Naturali: Dai canyon di Cavagrande del Cassibile alla fauna dell’Oasi di Vendicari, fino alla Necropoli Rupestre di Pantalica e alla suggestiva Cava d’Ispica.

Spiagge Incontaminate: Luoghi iconici come Calamosche, San Lorenzo, la spiaggia della Marchesa di Gelsomineto e le dune selvagge di Playa Carratois a Pachino.

Archeologia e Storia: Oltre il Barocco, meritano una visita il Parco Archeologico della Neapolis a Siracusa, la Villa Romana del Tellaro con i suoi mosaici e i resti di Noto Antica.


Per godere appieno dell'offerta, si possono seguire due percorsi principali:

L'Itinerario dell'Entroterra: Partendo da Noto, si scende verso Rosolini e Ispica, attraversando campagne punteggiate da mandorli e carrubi, visitando borghi storici e cantine d’altopiano.

L'Itinerario della Costa: Si sviluppa attorno ad Avola e segue il litorale fino a Pachino, dove le vigne si affacciano direttamente sul mare, regalando ai vini una sapidità inconfondibile.

La Strada del Vino del Val di Noto è un invito a rallentare, a scoprire la "Sicilia dei particolari" e a lasciarsi conquistare da un connubio perfetto tra arte, natura e calice.

La Strada del Vino del Val di Noto, l'itinerario


La Strada del Vino del Val di Noto, l'itinerario, all’ombra dell’esaltante Barocco della Val di Noto, sito Patrimonio Unesco volete allietare il vostro palato, non potete non degustare almeno uno dei tre   vitigni Doc.

Gli itinerari spaziano tra ambienti naturali unici nella loro bellezze, tra le spiagge di sabbia candida, la Riserva di Vendicari, fino a Porto Palo e Isola delle Correnti, e contesti architettonici di indiscusso valore, che fanno della Val di Noto un ambiente magico.
Percorso dell'Entroterra: Il Cuore del Barocco e della Storia Antica

Questo itinerario si snoda tra colline calcaree e canyon spettacolari, toccando centri di inestimabile valore artistico.

Noto: La capitale del barocco. Oltre al centro storico, merita una visita Noto Antica, i resti della città medievale distrutta dal terremoto, situata sul monte Alveria.

Palazzolo Acreide: Borgo UNESCO che ospita uno splendido teatro greco e la zona archeologica di Akrai.

Ispica: Celebre per il suo loggiato del Sinatra. Qui si trova il Parco Archeologico di Cava d'Ispica, una vallata fluviale lunga 13 km con necropoli, abitazioni rupestri e chiese scavate nella roccia.

Siti Archeologici Rurali: Lungo la strada per Rosolini, puoi visitare la Villa Romana del Tellaro, famosa per i suoi mosaici caccia-e-arena del IV secolo, e la Necropoli di Castelluccio, uno dei siti più importanti della preistoria siciliana.
Percorso della Costa: Borghi Marinari e Oasi Naturali

Questo itinerario segue la linea del mare, alternando spiagge selvagge a borghi dove il tempo sembra essersi fermato.

Avola: Celebre per la sua pianta esagonale e le tonnare storiche. Da qui puoi raggiungere la riserva di Cavagrande del Cassibile con i suoi laghetti naturali.

Marzamemi: Forse il borgo marinaro più famoso della zona. La sua antica Tonnara e la Piazza Regina Margherita sono il cuore della vita serale e della tradizione legata alla lavorazione del tonno.

Pachino e Portopalo di Capo Passero: Il punto più a sud della Sicilia. Qui puoi vedere l'Isola di Capo Passero con il suo forte e l'Isola delle Correnti, dove si incontrano lo Ionio e il Mediterraneo.

Riserva di Vendicari: Un ecosistema prezioso dove puoi ammirare la Torre Sveva, l'antica Tonnara e spiagge incontaminate come quella di Calamosche.
Palazzolo Acreide - Akrai
Palazzolo Acreide comune del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, 670 m s.m.,
patrono San Paolo Apostolo 27-29 giugno,

Palazzolo Acreide, città barocca dalle radici greche, non distante dal fiume Anapo e dalla necropoli rupestre di Pantalica, tra chiese musei e opere civili alcune insisgnite come Patrimonio dell'Unesco, La cittadina fa inoltre parte del circuito dei borghi più belli d'Italia.

Palazzolo Acreide, la città ha un teatro greco, ricostruita, come Noto, dopo il terremoto, più a valle, diventa un fiore del barocco, la cui arte è oggi visibile nelle chiese di San Paolo, di San Sebastiano, della SS. Annunziata.
Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani a Palazzolo Acreide a maggio e giugno, il più importante appuntamento di teatro giovanile al mondo, per la sua specificità e per lo sforzo organizzativo.  https://www.facebook.com/Festival.Teatro.Classico.Giovani/   https://www.indafondazione.org/


Nella valle del torrente Purbella, nota come “valle dei mulini”, è il mulino Santa Lucia, all'interno del quale è stato allestito il Museo della Macina del Grano. La costruzione rientra nell'itinerario del Museo “I Luoghi del Lavoro Contadino” di Buscemi.  http://www.museobuscemi.org/

la chiesa di San Sebastiano sec. XVII, con la sua fastosa facciata preceduta da una scenografica scalinata, la chiesa madre, dedicata a San Nicolò 1215, la chiesa dell'Annunziata, ricostruita nel sec. XVIII, presenta nella facciata un prezioso portale incorniciato da colonne tortili e conserva un bell'altare maggiore in marmi policromi, la chiesa dell'Immacolata custodisce una pregevole scultura di Francesco Laurana Madonna col Bambino, 1470,
per la festa del patrono, durante le celebrazioni religiose avviene la solenne “Svelata” del simulacro del santo, rimasto nascosto ai fedeli dietro un telone per diversi mesi

Agrimontana - I Sapori degli Iblei, a novembre, la festa autunnale del mangiar bene di Palazzolo Acreide, un appuntamento che unisce tradizione e cucina con la bellezza dei luoghi. Gastronomia e prodotti tipici, visite guidate e Incontri.   https://www.facebook.com/prolocopalazzoloacreide/
Rosolini comune del libero consorzio di comuni di Siracusa, 154 m s.m., patrono San Luigi Gonzaga prima domenica di agosto,
Sotto il castello dei Platamone (sec. XVII) è una chiesa-cripta paleocristiana (sec. V) a tre piccole navate, scavata nella roccia.
La chiesa madre di San Giuseppe dove è conservata la mandibola del protrono, San Luigi Gonzaga, che risale al diciassettesimo secolo. Anche il Santuario del Sacro Cuore e le Chiese di San Francesco e Santa Caterina meritano una visita per chi ama l’arte e l’architettura.
Rosolini è riconosciuta come "Città del Carrubo"

Sagra dell' Arancino Città di Rosolini ad agosto, l'evento clou dell'estate rosolinese. Musica, folclore, spettacoli, degustazione di prodotti tipici del territorio.  https://www.facebook.com/people/Sagra-Dellarancino/100070158812725/

Carrua Fest a settembre, La festa dedicata al Carrubo, attraverso una serie di iniziative, è un'occasione per promuovere il territorio, per far scoprire la gastronomia tipica di Rosolini, basata sulla carruba e i suoi derivati.   https://www.facebook.com/people/Pro-Loco-Rosolini-Citt%C3%A0-del-Carrubo/100083389624444/

Festa del Mosto a Rosolini, degustazione di prodotti tipici e spettacoli ad ottobre, l’appuntamento offrirà l’opportunità di degustare una vasta gamma di prodotti tipici della zona. I prodotti alimentari propri della Sagra, sono nella fattispecie: i mucatoli, i mustaccioli, la mostata, i biscotti a base di vino cotto e il vino cotto.
Pachino comune del libero consorzio di comuni di Siracusa, 65 m s.m., patrono Maria Santissima Assunta 15 agosto,
La chiesa madre, dedicata al Santissimo Crocifisso, risale al 1790; a un'unica navata, è una delle più tipiche espressioni del cosiddetto “barocco povero”, che caratterizza l'architettura dell'abitato.
fuori dell’abitato c’è la Torre Xibini, quattrocentesca, c’è il palmento Di Rudinì, uno dei più antichi stabilimenti di archeologia industriale presenti in Sicilia.
Nel borgo marinaro di Marzamemi, dotato di un piccolo porto costruito nell'Ottocento, sorge il secentesco palazzo dei principi di Villadorata; molti locali pubblici sono stati ricavati dagli ambienti dell'antica tonnara attorno cui sorse il borgo.


L'Isola di Capo Passero, con l’imponente fortezza Spagnola e le vicine, ma molto più piccole isole del territorio quali Vendicari, l'isola piccola di Marzamemi, l'isola grande del porto di Pachino e l'Isola delle Correnti, punto più a sud della Sicilia orientale che offre aspetti naturalistici.

Inverdurata di Pachino a maggio, tra storia, arte, miti e colori. Un insieme di spettacolo, cultura, tradizioni e produzione locale con l'obiettivo di diventare anche una rassegna culturale agroalimentare ed enogastronomica.   https://www.facebook.com/InverdurataPachino   https://www.facebook.com/prolocomarzamemi/

Festa della Vendemmia, a settembre a Pachino, il paese del vino e la “Città dei palmenti”, la Festa della Vendemmia, vedrà la partecipazione delle aziende vinicole del territorio, non solo con i banchi d’assaggio dei loro vini, ma anche attraverso la prima edizione del “Palio della botte“. Non mancheranno concorsi gastronomici e fotografici, musica popolare e giochi antichi
Si potrà degustare anche la famosa “mustata” , http://www.vivivinumpachino.it/

Che sia ciliegino, tondoliscio o costoluto, il Pomodoro di Pachino Igp si riconosce al palato per il suo sapore dolce e intenso, per la consistenza fragrante e per la sua capacità di arricchire ogni piatto con note di sapore inconfondibili.   https://www.igppachino.it/

Nòto comune del libero consorzio comunale di Siracusa, 152 m s.m., patrono San Corrado Confalonieri 19 febbraio e ultima domenica di agosto,

Noto, il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'umanitàda parte dell'UNESCO, insieme con le altre città tardo barocche del Val di Noto,

Noto antica el'area archeologica di Castelluccio, è un piccolo gioiello barocco arroccato su un altopiano che domina la valle dell'Asinaro, il terremoto del 1693, che in questa parte di Sicilia portò
distruzione morte, ma diede impulso alla ricostruzione. L'antica Noto è a una decina di chilometri a nord-ovest, le rovine sommerse nella vegetazione.

Noto antica
Percorrenza Km 25.
Dal centro storico di Noto si procede verso la zona collinare di San Corrado fuori le mura, superato lo stupendo santuario della Madonna della Scala, a circa 3 Km. si ammirano il monte Alveria e le possenti mura cinquecentesche di Noto Antica. Il primo insediamento umano si fa risalire alla cultura castellucciana, ossia all’Età del Bronzo Antico (XVIII - XV sec. a.C.). Dalla stradina, prima di arrivare al piccolo ponte sul torrente Salitello, si può ammirare la necropoli sicula appartenente, secondo il Bernabò Brea, al quarto periodo (730 - 650 a.C.), chiamato del Finocchito, caratterizzato da tombe scavate nella roccia. Sempre lungo il banco roccioso di destra, prima di arrivare alla porta della Montagna, si possono visitare la Grotta del Carciofo, catacomba ebraica che riporta il candelabro a sette bracci, e l’ampia Grotta dalle Cento Bocche, catacomba bizantina.
Varcata la Porta d’entrata dell’antica Noto, a sinistra si apre un grande ambiente incorporato dalle mura, che era la Sala d’Armi con le scuderie, a destra si eleva il Castello con la Torre Maestra voluta nel 1431 dal Duca di Noto Don Pietro d’Aragona, feudatario della Città e fratello del Re Alfonso V il Magnanimo.
Sotto il castello si può visitare una catacomba cristiano-bizantina con arcosoli, scavata nella roccia (VI - VII secolo); subito dopo, sempre a destra, si trova una tomba greco-classica, scavata sotto il Castello.
Al culmine della salita si può ammirare la Valle del Carosello, dove nasce l’Asinaro, e sotto la montagna vi sono le Concerie delle pelli scavate dagli Arabi.
Lungo la strada, a sinistra si apre il sito dell’Ospedale di S. Martino, più conosciuto come Ospedale di S. Maria di Loreto, collegato ad una struttura scavata nella roccia, forse un Oratorio.
Procedendo ancora nel nostro viaggio dentro la Noto Antica, si arriva al palazzo dei baroni di Belludia, di fronte si scorgono i pilastri della Chiesa gesuitica con i ruderi del Collegio, voluto dal barone di Buxello Don Carlo Giavanti.
E’ una bella passeggiata quella che ci conduce alla Piazza Maggiore, il cuore della città nel Cinquecento, sito abbellito da artistiche fontane, e in particolare da quella con la statua del Laocoonte, opera pregevole dell’architetto netino Don Giovanni Manuella, disegnatore dell’Arca argentea di S. Corrado. A destra si trova un altarino con edicola realizzato a ricordo dell’Antica Città.
Dalla Piazza Maggiore si gira a sinistra ed in seguito sempre a sinistra, si arriva al Ginnasio ellenistico-jeroniano (III sec. a.C.), dove i giovani netini si esercitavano nelle attività ginniche: la struttura era stata, in parte, scavata nella roccia e in parte completata in muratura.
L’architrave del Ginnasio riportava la dedica al re siracusano Ierone II e fu rinvenuta e censita dallo studioso tedesco Georg Kaibel, epigrafista, fu asportata nel 1894 a cura del Comune di Noto, ed è esposta nel Museo Civico.
Nell’area sud-orientale del monte, negli Orti del Carmine, si possono visitare due grandi ambienti scavati nella roccia nel III sec. a.C. ed utilizzati come Heroa, un culto orientale degli eroi domestici, e rilevabile nelle nicchie scavate nella roccia ad edicole e coperte con le "pirakes", tavolette votive, in marmo scolpito o in legno dipinto.
Ritornando nella Piazza Maggiore, si prosegue diritto fino all’Eremo di S. Maria della Provvidenza (1723), dal quale si può ammirare la Valle del Durbo o dei Platani. La chiesa è piccola, graziosa e a navata unica.
I palazzi sono maestosi, tutti costrui nella pietra calcarea locale, tenera e compatta, candida e rosata alla luce del tramonto. La città viene costruita come se fosse una scenografia, giocando con le linee e le curvature delle facciate, con le decorazioni delle mensole, i riccioli e le volute, i mascheroni, i putti, i balconi dai parapetti in ferro battuto.
L'asse principale è corso Vittorio Emanuele, scandito da tre piazze in ognuna delle quali si trova una chiesa: S. Francesco all'Immacolata, preceduta da un'imponente scalinata, il Monastero dei SS. Salvatoreo, il Convento di S. Chiara. Piazza Municipio è la più maestosa e movimentata delle tre piazze: si di essa si erge la Cattedrale dall'ampia facciata, scandita da due campanili, che lascia intravedere i resti della cupola. Ai lati della cattedrale il Palazzo Vescovile (XIX sec.) e Palazzo Landolina di Sant'Alfano, sul lato opposto le armoniose linee curve di Palazzo Ducezio.

L'area archeologica del Castelluccio
Lasciando Noto Antica, s’imbocca, a sinistra, la strada provinciale per Testa dell’Acqua, agglomerato rurale a 4 Km. di distanza, quindi si imbocca la strada per Rigolizia, e dopo 3 Km. si vede la segnaletica turistica per l’ex-feudo del Castelluccio, già dei marchesi Di Lorenzo. La zona, denominata Cava della Signora, fu esplorata da Paolo Orsi sul finire dell’Ottocento.
Ai lati del monte si apre una vasta necropoli, interessante per le tombe a grotticella artificiale o a forno, dove, secondo il rito del tempo, venivano seppelliti i defunti con i corredi funerari.
I materiali rinvenuti sono esposti nel Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi" di Siracusa.
Di fronte al cancello degli scavi, tramite una scaletta si giunge ad una struttura, una sorta di vestibolo dell’Oratorio bizantino, chiamato Grotta dei Santi. La grotta, scavata in periodo bizantino, presenta una pianta circolare con al centro un pilastro che regge il soffitto, alto 2 metri. All’interno si trova un ciclo pittorico che va dall’VIII secolo fino al Cinquecento. Tra gli affreschi eseguiti sul pilastro è pregevole quello della Madonna, significativo il Gesù Crocifisso, tra immagini sbiadite a causa dell’umidità della parete.
Ancora più giù si può visitare la catacomba detta del Ciclope, al cui esterno si rilevano resti di tombe paleocristiane.
Ripercorrendo la medesima strada per Testa dell’Acqua, giù verso la Serra del Vento, sulla strada per Noto, ci si imbatte nella stradina del Finocchito, villaggio siculo risalente al IV periodo siculo (730- 650 a.C.).

Noto La villa romana del Tellaro
Distanza da Noto Km.10
Dal centro città immettendosi sulla strada Noto - Pachino, si arriva al ponte sul Tellaro, per poi deviare a destra. A circa 100 metri, in contrada Caddeddi, si trova la Villa Romana del Tellaro (IV secolo), pregevole per i mosaici pavimentali.
Per gli esperti sono i pavimenti musivi più belli e artistici d’Italia e sono divisi in vari registri musivi, che rappresentano scene di caccia, il riscatto del corpo di Ettore ed altri temi. La datazione della Villa è legata al rinvenimento di monete di Imperatori Romani del IV sec. d.C. La Villa probabilmente aveva una superficie di circa 5 mila mq. Fu distrutta da un incendio.

Noto I Santuari di San Corrado e della Madonna della Scala
Lasciato l’abito periferico a nord della città, per la strada statale 287, si incontrano numerosi santuari. Il primo ambiente religioso è l’ex Eremo di S. Giovanni in Lardìa, che ospita i Monasteri delle Suore Carmelitane Scalze e delle Suore Benedettine. La strada si snoda ad anse fino a S. Corrado fuori le mura (Km 4 circa), luogo di villeggiatura per molte famiglie netine. Nella parte alta si può visitare la chiesetta dedicata a Maria S. Assunta, e poi, scendendo nella Valle dei Miracoli.
Vi si ritirò il frate francescano Corrado Confalonieri, nobile piacentino, poi canonizzato e riconosciuto come Patrono di Noto. Attraverso un vialetto si procede verso l’Eremo e poi il Santuario settecentesco, che include la grotta che ospitò il Santo, la chiesa, dalla facciata in stile barocco.
Nella chiesetta il visitatore può ammirare la Grotta della preghiera, che ospita la statua marmorea del Patrono, opera pregevole dello scultore Giuseppe Fortunato Pirrone, e la pala dell’altare maggiore raffigurante "La Vergine con il Bambino e S. Corrado", opera del Conca. Alla sinistra della chiesa, sotto l’altare, si trovano i resti mortali di S. Leonzio Martire. Altre curiosità sono costituite dal piccolo Museo degli ex-voto, ricco di prodotti di vario tipo.

La terza domenica di maggio si svolge l'attesa manifestazione della Primavera Barocca, con eventi, concerti, mostre artigianali, cortei in costume d'epoca e la suggestiva “Infiorata

Ispica, itinerario strada del vino val di Noto

Ìspica comune del Libero consorzio Comunale di Ragusa, 170 m s.m., patrono Madonna del Carmine 17 luglio.
La chiesa di Santa Maria Maggiore (sec. XVIII), dalla facciata arricchita da una bella cancellata in ferro battuto, conserva un notevole ciclo di affreschi,  l’interno è a croce latina, a tre navate divise da pilastri, preponderante è il ruolo degli affreschi eseguiti tra il 1763 e il 1765 da Olivio Sozzi.  

Il loggiato del sinatra basilica di santa maria maggiore nel 1749, egli sviluppa temi architettonici concavo-convessi in una prospettiva urbanistica. Le 23 aperture del loggiato, inframezzate da lesene, formano un elegante e delicato diaframma tra il prospetto e l’antistante illimitato orizzonte.
L’architetto Vincenzo Sinatra, firma i disegni del loggiato antistante la basilica di Santa Maria Maggiore nel 1749.

La Basilica della Santissima Annunziata di Ispica è uno degli edifici di culto principali della città.
Fu edificata nel secolo XVIII a seguito del sisma del 1693 sull'ampio pianoro dei Cugni. L'attuale facciata è suddivisa in tre tre ordini separate da uno spesso marcapiano. Nel primo ordine otto colonne binate in stile ionico poste sopra alti plinti in calcare delimitano i tre portali della chiesa. Il portale principale e incorniciato da un timpano ad arco spezzato con stemma intermedio. Il secondo ordine, in stile corinzio, è caratterizzato da un finestrone in vetro delimitato da coppie di colonne binate. Due grandi vele con volute a ricciolo raccordano i due ordini. Il terzo ordine è la parte intermedia del timpano spezzato delle colonne binate del secondo.
L’interno della chiesa, a croce latina e con tre navate, è decorato con stucchi bianco-azzurri e dorati che adornano le pareti, i pilastri e le volte su cui sono presenti vari riquadri con scene dell'Antico e del Nuovo Testamento, opera del Gianforma.

La chiesa madre, dedicata a San Bartolomeo, e quella dell'Annunziata  risalgono al sec. XVIII.

la chiesa Madonna del Monte o del Carmine e il convento annesso, al centro della facciata vi è il portale, decorato con alcuni bassorilievi, probabilmente recuperati dall’edificio precedente, i bassorilievi che raffigurano Sant’Angelo e il Venerabile Statella bassorilievi che raffigurano Sant’Alberto di Gerusalemme e Sant’Alberto degli Abati, la Madonna del Carmelo, patrona della città di Ispica dal 1875.
Questi bassorilievi, integrati con altri due realizzati nel Novecento, raffigurano i padri carmelitani sant’Alberto di Gerusalemme, sant’Angelo, Sant’Alberto degli Abati e il Venerabile Statella.
nella chiave di volta del portale centrale è un puttino che regge la data 1632 e, poco più in alto, vi sono altri due puttini che reggono lo stemma della famiglia Statella, divenuto stemma della città di Ispica, anche questi antecedenti al terremoto. Il timpano spezzato del portale centrale incornicia la parte bassa del finestrone che è sovrastato da una nicchia con colonne tortili nella quale si conserva la statua della Madonna del Carmelo, patrona civitatis dal 1875. L’interno della chiesa è a navata unica e sulle pareti laterali vi sono otto cappelle, quattro per ogni lato. Le cappelle sono decorate con colonne tortili e stucco e conservano diversi dipinti. Sul lato destro della navata vi è il mausoleo del Venerabile Statella, datato 1758. Esponente della famiglia dei marchesi Statella.
Sempre sul lato destro, a ridosso dell’altare, vi è un pulpito ligneo poligonale, uno dei pochi elementi precedenti al terremoto, sul quale vi sono raffigurati i santi Angelo, Alberto, Elia e Telesforo.
L’altare principale della chiesa, con una struttura concava con colonne corinzie, ospita la statua lignea della Madonna del Carmelo, realizzata nel 1860 dallo scultore palermitano Bagnasco. La statua raffigura la Vergine che tiene in braccio il bambino e le chiavi della città. Entrambi portano una corona e le insegne mariane. Il simulacro viene portato in processione il 16 luglio o la domenica successiva in occasione dei festeggiamenti per la patrona organizzati dalla Confraternita della Madonna del Carmine. Il convento ha una facciata molto semplice su due livelli.

palazzo Bruno di Belmonte, sede municipale, è uno dei più notevoli edifici liberty della Sicilia, progettato dall'architetto Ernesto Basile.

All'interno del parco archeologico della Forza, in una grotta, è stato allestito un interessante antiquarium. Singolare è la galleria detta “Centoscale”, un tunnel di 280 gradini scavati nella roccia, costruito per scendere sotto il livello del fiume e attingervi acqua soprattutto in caso di assedio.

L'ultimo fine settimana di maggio, la piazza antistante la cinquecentesca Chiesa di Sant'Antonio Abate ad Ispica, si riveste di uno stupendo tappeto di sabbia variopinta: l'INSABBIATA.   http://www.insabbiata.it/

Avola, itinerario Strada del vino Val di Noto

Avola comune del libero consorzio di comuni di Siracusa, 40 m s.m., patrono Santa Venera ultima domenica di luglio,
Il centro storico di Avola ha una particolare ed originale forma esagonale, di chiara ispirazione rinascimentale. All’interno di questo esagono vi è una rete di strade ortogonali. Le due strade principali, Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi, si incontrano al centro, nella piazza principale, Piazza Umberto I, e dividono la città in 4 quartieri.
A Piazza Umberto I si trova la chiesa madre S. Nicolò, oggi dedicata a S. Sebastiano.
Nei punti terminali della croce formata dalle due strade principali, ci sono altre 4 piazze, con altrettante chiese.

Da vedere la Chiesa di Santa Venera, la Chiesa di S. Antonio Abate, la Chiesa della SS. Annunziata o Badia, la Chiesa di San Giovanni Battista. Oltre alla chiese è possibile visitare il Palazzo di Città, il Vecchio Mercato ed il Teatro Garibaldi.
I principali monumenti della città sono la chiesa madre, dedicata a San Nicola di Bari con corpo centrale a torre e, all'interno, un organo settecentesco;
il palazzo Sutri, la chiesa di Sant'Antonio Abate, la chiesa dei Cappuccini, eleganti edifici in stile liberty,

Prima del terremoto del 1693 l’antica città di Avola sorgeva attorno al monte Aquilone, in una zona più elevata e panoramica.
Avola Antica è il santuario della Madonna delle Grazie, sorto sulle fondamenta dell'antico convento dei Cappuccini distrutto dal terremoto del 1693.

La Riserva Naturale di Cavagrande del Cassibile è considerata una delle meraviglie della Sicilia, sia dal punto di vista storico, sia dal punto di vista naturalistico.
Dal punto di vista storico perché qui si trovano i resti della necropoli delle popolazioni indigene, la Grotta della Cunziria.
Dal punto di vista naturalistico perché il fiume Cassibile, che scorre nell’altipiano Ibleo, crea dei piccoli laghetti, incastonati tra le rocce, nel punto più alto si può ammirare l’Etna.

Il Museo della Mandorla e delle Tradizioni Avolesi https://museodellamandorladiavola.wordpress.com/

Gran Carnevale di Avola. La festa di Carnevale rappresenta da parecchi anni un appuntamento importante per la Città di Avola, creando nei giorni che vanno dal giovedì grasso al martedì successivo significativi momenti di festa che si conclude la notte del martedì con il rogo del pupazzo rappresentante Re Carnevale, consistenti nella sfilata i carri allegorici, carri infiorati, gruppi mascherati, nel concorso poesie dialettali e in altre manifestazioni.
Il programma, in genere, prevede quattro giorni di festa. Nel pomeriggio del Sabato Grasso, comincia a girare per le vie cittadine il pupazzo, detto Re Carnevale, al suono della banda musicale. La domenica pomeriggio ha luogo una grandiosa sfilata di carri allegorici e infiorati, gruppi mascherati e talvolta carretti siciliani.  http://www.carnevalediavola.com/

Sagra del Pesce Spada ad Avola, ad agosto. Il tradizionale appuntamento estivo, organizzato annualmente in agosto dall'associazione Club Musica Sound, prevede l’allestimento di stand con degustazione di prodotti a base di pesce spada. Spettacoli Musicali, Animazione.  https://www.facebook.com/assessoratospettacoloavola/

Sagra Sapori Antichi dei Monti Iblei ad ottobre, Avola Antica. Degustazioni di prodotti tipici del territorio, Mercato manufatti artigianali. https://www.facebook.com/assessoratospettacoloavola
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