
Situato nel cuore del Parco delle Madonie, in provincia di Palermo, Pollina è un borgo medievale sospeso tra cielo e mare. Nota per la sua atmosfera autentica e il silenzio rigenerante, è la meta ideale per chi cerca un’esperienza lontana dal turismo di massa, dove la storia si intreccia indissolubilmente con la leggenda.
La Leggenda di Donna Pulina: Un Amore in Maiolica
L’anima del borgo è racchiusa nell’itinerario turistico di Donna Pulina, un percorso narrativo composto da quadri in maiolica incastonati lungo le strade.
La Leggenda di Donna Pulina: Un Amore in Maiolica
L’anima del borgo è racchiusa nell’itinerario turistico di Donna Pulina, un percorso narrativo composto da quadri in maiolica incastonati lungo le strade.

Da Catania ad Adrano, da Sambuca di Sicilia a Bagheria, l’arte diventa un filo rosso che attraversa l’isola. Un itinerario culturale che permette di scoprire la Sicilia come sogno, realtà e impegno, lasciando al visitatore un’esperienza autentica e memorabile.
La Sicilia non si visita soltanto: si sente. È luce, memoria, conflitto, sogno. Jean Calogero, Gianbecchina e Renato Guttuso hanno attraversato questa terra con sguardi diversi, trasformandola in racconto, emozione e coscienza.
La Sicilia non si visita soltanto: si sente. È luce, memoria, conflitto, sogno. Jean Calogero, Gianbecchina e Renato Guttuso hanno attraversato questa terra con sguardi diversi, trasformandola in racconto, emozione e coscienza.
Un itinerario tra arte, fede e sapori millenari
Se esiste un termine che racchiude l'anima profonda della Sicilia, questo è Cuddura. Dalla parola greca kollura (corona), questo nome evoca una mappa incredibile della biodiversità gastronomica isolana. Viaggiare per la Sicilia seguendo le tracce delle cuddure significa scoprire che, sebbene il nome sia simile, la lavorazione e gli ingredienti cambiano drasticamente: passiamo da biscotti duri a pani sacri, da dolci al miele a frolle decorate.
Se esiste un termine che racchiude l'anima profonda della Sicilia, questo è Cuddura. Dalla parola greca kollura (corona), questo nome evoca una mappa incredibile della biodiversità gastronomica isolana. Viaggiare per la Sicilia seguendo le tracce delle cuddure significa scoprire che, sebbene il nome sia simile, la lavorazione e gli ingredienti cambiano drasticamente: passiamo da biscotti duri a pani sacri, da dolci al miele a frolle decorate.

Itinerario 3. Poggioreale, dove tradizione e tecniche secolari incontrano il gusto
A Poggioreale cibo e tradizione sono ancora oggi un segno concreto e tangibile di una comunità che resiste e che è riuscita a conservare e mantenere la propria identità trasferendola da un antico verso un nuovo centro. Qui è possibile assaporare infatti specialità legate alle festività, ma anche pietanze dolci e salate gustabili tutto l’anno.
A Poggioreale cibo e tradizione sono ancora oggi un segno concreto e tangibile di una comunità che resiste e che è riuscita a conservare e mantenere la propria identità trasferendola da un antico verso un nuovo centro. Qui è possibile assaporare infatti specialità legate alle festività, ma anche pietanze dolci e salate gustabili tutto l’anno.
Itinerario 2. Città fantasma e ruderi: la memoria delle pietre che raccontano il terremoto del Belice
Il terremoto che colpì la Valle del Belice nel Gennaio del 1968 mostrò a tutta l’Italia uno spaccato della vita delle aree interne del nostro Paese. Una vita dura, fatta di povertà e disagio, ma che esprimeva grandi valori come la socialità, l’identità e l’orgoglio.
Il sisma danneggiò notevolmente i centri storici di oltre dieci città dell’entroterra trapanese e agrigentino, ma furono decenni di incuria e scelte politiche infelici a distruggere definitivamente molte delle architetture e del tessuto urbano di città sorte da secoli tra le colline della Valle del Belice.
Il terremoto che colpì la Valle del Belice nel Gennaio del 1968 mostrò a tutta l’Italia uno spaccato della vita delle aree interne del nostro Paese. Una vita dura, fatta di povertà e disagio, ma che esprimeva grandi valori come la socialità, l’identità e l’orgoglio.
Il sisma danneggiò notevolmente i centri storici di oltre dieci città dell’entroterra trapanese e agrigentino, ma furono decenni di incuria e scelte politiche infelici a distruggere definitivamente molte delle architetture e del tessuto urbano di città sorte da secoli tra le colline della Valle del Belice.
Le quarantore di Castel di Lucio
E’ una manifestazione che annuncia l’inizio del periodo pasquale, con 48 ore di preghiere ininterrotte che servono per scandire l’arrivo della festività: le preghiere, infatti, si interrompono il martedì grasso, quello prima delle ceneri. La particolarità di questo appuntamento è che si svolge nella chiesa del centro storico di Castel di Lucio, che viene addobbata con bellissime decorazioni di arance intrecciate, rigorosamente della zona. Al termine delle 48 ore di preghiere, poi, le arance vengono rimosse e distribuite a tutti i fedeli che hanno preso parte alle celebrazioni.
E’ una manifestazione che annuncia l’inizio del periodo pasquale, con 48 ore di preghiere ininterrotte che servono per scandire l’arrivo della festività: le preghiere, infatti, si interrompono il martedì grasso, quello prima delle ceneri. La particolarità di questo appuntamento è che si svolge nella chiesa del centro storico di Castel di Lucio, che viene addobbata con bellissime decorazioni di arance intrecciate, rigorosamente della zona. Al termine delle 48 ore di preghiere, poi, le arance vengono rimosse e distribuite a tutti i fedeli che hanno preso parte alle celebrazioni.