
Stai chiacchierando con il tuo riferimento musicale, lui ti mostra una foto apparentemente innocua… e boom, parte una discussione sulla tranvia Messina–Barcellona.
Se la musica ti porta in un mondo, una foto te ne apre un altro e finisci a parlare di infrastrutture ottocentesche sul lungomare messinese.
Immaginate una Sicilia di fine Ottocento: tra carretti, strade polverose, il mare blu, la costa calabra, le case basse dei borghi marinari.
Ci proiettiamo al 19 maggio 1890: un fischio acuto e una nube di vapore hanno cambiato il ritmo della costa tirrenica, dei trasporti, delle merci, del passeggiare.
Nasce la Tranvia Messina–Barcellona Pozzo di Gotto: non solo un mezzo di trasporto, ma un belvedere mobile affacciato sullo Stretto e sulle Eolie, e un nuovo modo di spostarsi.
Se la musica ti porta in un mondo, una foto te ne apre un altro e finisci a parlare di infrastrutture ottocentesche sul lungomare messinese.
Immaginate una Sicilia di fine Ottocento: tra carretti, strade polverose, il mare blu, la costa calabra, le case basse dei borghi marinari.
Ci proiettiamo al 19 maggio 1890: un fischio acuto e una nube di vapore hanno cambiato il ritmo della costa tirrenica, dei trasporti, delle merci, del passeggiare.
Nasce la Tranvia Messina–Barcellona Pozzo di Gotto: non solo un mezzo di trasporto, ma un belvedere mobile affacciato sullo Stretto e sulle Eolie, e un nuovo modo di spostarsi.

Nel periodo della grande emigrazione siciliana, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, molti emigrati e numerose famiglie rimaste in Sicilia erano analfabeti o avevano una scarsa istruzione. Comunicare con i propri cari diventava quindi una questione tutt’altro che semplice.
In questi casi, la redazione delle lettere e l’invio delle rimesse avvenivano grazie all’aiuto di intermediari: parenti alfabetizzati, maestri, notai, impiegati postali o, molto spesso, il parroco del paese. Le lettere venivano dettate a voce e trascritte da altri, mentre il denaro era inviato tramite vaglia postali o attraverso banchieri locali.
In questi casi, la redazione delle lettere e l’invio delle rimesse avvenivano grazie all’aiuto di intermediari: parenti alfabetizzati, maestri, notai, impiegati postali o, molto spesso, il parroco del paese. Le lettere venivano dettate a voce e trascritte da altri, mentre il denaro era inviato tramite vaglia postali o attraverso banchieri locali.
Palermo, Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo”
Sebbene non datato né firmato, il piccolo dipinto è concordemente attribuito a Giovanni Battista Carini, pittore palermitano attivo nella prima metà dell’Ottocento, operante secondo le direttive formali dei vedutisti legati alla cultura del Grand Tour.
L’opera raffigura la Croce di Santa Maria di Gesù, innalzata su una gradinata nella piazzetta della Guadagna, nei dintorni di Palermo. In secondo piano si scorge la città, immersa in rigogliosi giardini, mentre sullo sfondo si staglia l’imponente mole del Monte Pellegrino, elemento ricorrente nell’iconografia paesaggistica palermitana dell’epoca.
Sebbene non datato né firmato, il piccolo dipinto è concordemente attribuito a Giovanni Battista Carini, pittore palermitano attivo nella prima metà dell’Ottocento, operante secondo le direttive formali dei vedutisti legati alla cultura del Grand Tour.
L’opera raffigura la Croce di Santa Maria di Gesù, innalzata su una gradinata nella piazzetta della Guadagna, nei dintorni di Palermo. In secondo piano si scorge la città, immersa in rigogliosi giardini, mentre sullo sfondo si staglia l’imponente mole del Monte Pellegrino, elemento ricorrente nell’iconografia paesaggistica palermitana dell’epoca.

Il progetto Muri di Seta, dedicato agli artisti Fabio Iemmi e Marco Noviello e al compositore Guido Lusetti
9 maggio al 9 giugno 2025, sarà inaugurata venerdì 9 maggio alle ore 19.00.
Talvolta accadimenti imprevedibili generano riflessioni e sperimentazioni artistiche. È successo all'artista Fabio Iemmi a fronte dell'acquisto di quarantadue pannelli di cartone datati fine Ottocento; dallo studio di questo fondo ha inizio il progetto Muri di Seta. Sono quarantadue tavolette
9 maggio al 9 giugno 2025, sarà inaugurata venerdì 9 maggio alle ore 19.00.
Talvolta accadimenti imprevedibili generano riflessioni e sperimentazioni artistiche. È successo all'artista Fabio Iemmi a fronte dell'acquisto di quarantadue pannelli di cartone datati fine Ottocento; dallo studio di questo fondo ha inizio il progetto Muri di Seta. Sono quarantadue tavolette
L’uomo, il commercio, il benessere i carusi siciliani nelle zolfare, sono stati utilizzati non sempre razionalmente ma come detenzione del potere e tramite le risorse agricole e minerarie il processo di sfruttamento intensivo delle risorse della terra il fenomeno chiamato rivoluzione industriale ci ha portato i primi dell’Ottocento, a vite senza luce, alla tragedia dei “carusi” nelle zolfare siciliane, tra le province di Caltanissetta, Enna e Agrigento, erano presenti la maggior parte delle cave di zolfo.