Avola non è l'unica città siciliana con pianta esagonale

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Avola non è l'unica città siciliana con pianta esagonale

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Avola come Granmichele e la pianta esagonale

Avete mai sentito parlare della pianta esagonale di Avola Sì? Bene, sapete che non è l'unica città in Sicilia ad averla? Scopriamo insieme altre città con questa caratteristica, anche Grammichele, è una città dalla pianta esagonale, meglio conosciuta per il vino pregiato Nero D’Avola e la famosa Mandorla Pizzuta, la città offre ai visitatori numerosi spunti turistici.
Si trova tra Siracusa e Noto, in una posizione strategica per un itinerario tra le città più belle della Sicilia Sud orientale.

La pianta esagonale di Grammichele è nota in tutto il mondo, basta dare uno sguardo alle riprese aeree della cittadina, fu il principe Carlo Maria Carafa Branciforti, che decise di fondare Grammichele (precedentemente Occhiolà). L’idea era rivoluzionaria: una città con una pianta interamente esagonale. A dare forma a quella idea, fu l’architetto Michele da Ferla.

Cosa vedere ad Avola?

Teatro Garibaldi; L’esagono di Avola con le piazze e le chiese più importanti della città; Museo della Mandorla
Tonnara di Avola; Chalet sul mare

Quella pianta esagonale nacque in seguito al terribile terremoto del 1693, che distrusse il primo insediamento.
Il destino di diverse località della Sicilia è stato segnato da eventi nefasti come terremoti ed Avola non fa difetto, con la sua pianta esagonale ne è una dimostrazione.
L’antica Abola era una città fortificata, dotata di castello e oltre venti chiese, situata su un alto colle degli Iblei. Il terremoto dell’11 gennaio del 1693 la distrusse completamente, ma il marchese Nicolò Pignatelli, la fece ricostruire in pianura ed in prossimità del mare.
Angelo Italia, ispirandosi ai trattati d’architettura del Rinascimento, concepì una pianta geometrica di forma esagonale. All’interno dell’esagono fu creata una rete viaria ortogonale nella quale i due assi centrali, strada Cassaro e strada del Corso (gli attuali corsi Garibaldi e Vittorio Emanuele), determinarono una croce. La croce rappresentava il simbolo e la consacrazione del marchesato alla religione cristiana. I due corsi delinearono pure i quattro quartieri dell’impianto urbano e, al loro incrocio, la piazza Maggiore.
Ai lati si posero la Chiesa Madre e il palazzo del feudatario con la Torretta dell’Orologio. Altre quattro piazze furono collocate nei punti terminali della “croce” e in esse si costruirono importanti edifici sacri. Nel nuovo impianto urbano sorsero anche notevoli edifici, come i palazzi Modica, Lutri e Guttadauro. Nei primi anni del Novecento fiorì l’edilizia privata, che privilegiò lo stile Liberty.
Nel 1929 la pianta esagonale di Avola fu congiunta al mare e si costruí la Rotonda.

La scacchiera di Belpasso è un altra storia

Ad aggiungersi alla lista, ritroviamo un’altra città siciliana e sempre in provincia di Catania. Il comune di Belpasso, infatti, presenta una peculiare pianta a scacchiera che fu pensata sin dalla fondazione della città nel 1694. Il progetto fu opera dell’architetto Michele Cazzetta, il quale disegnò isolati simmetrici di forma quadrata. Per questo motivo, il comune si è guadagnato il soprannome di “scacchiera dell’Etna”.


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