Malvasia delle Lipari, vino

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Malvasia delle Lipari, vino

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Pubblicato in Vini e Liquori · 29 Settembre 2022
Tags: MalvasiadelleLiparivino

Malvasia delle Lipari

La Malvasia è strettamente legata alla storia di Venezia, capitale del vino del Mediterraneo, sulla rotta tracciata dalla Serenissima Repubblica. Fu grazie all'opera dei veneziani se, a partire dal XV secolo, la Malvasia divenne il vino più importante d'Europa.

Il nome Malvasia deriva sicuramente da un piccolo paese del Peloponneso, Moni Emvasis (“porto con una sola entrata”), dove i veneziani ebbero l'occasione di gustare per la prima volta questo vino "dolce aromatico

L'espansione ottomana nel Mediterraneo toglie, però, nel 1669 l'isola di Candia ai veneziani e con lei tutta la produzione di Malvasia. È questo l'evento cruciale che fa nascere le tante Malvasie nel Mediterraneo,

Il successo commerciale dei vini di Malvasia si conclude in parte con il declino della potenza economica di Venezia e la perdita del controllo del commercio del vino nel Mediterraneo nei confronti dei concorrenti inglesi, ma anche perché la "rivoluzione delle bevande" che attraversa i Paesi del Europa settentrionale tra il 1600 ed il 1700 sposta l'interesse del consumatore verso altri vini.

Con una breve villeggiatura alle Isole Eolie o sette sorelle e ad una delle perle del loro arcipelago, tipo Salina, si può gustare in loco  la Malvasia delle Lipari, un bouquet di profumi che sembra nettare degli Dei contenuto all’interno d'un bicchiere.
La viticoltura di Salina è per lo più quella che è normalmente definita “eroica”, cioè costituita in piccoli appezzamenti disposti su terreni scoscesi che si sviluppano fino a 400 metri sul livello del mare, talvolta su terrazzamenti per potere permettere di immagazzinare l’acqua invernale.

Tradizionalmente le uve sono o lasciate ad appassire sulla pianta nel caso di vendemmia tardiva, oppure raccolte a maturazione avanzata selezionando i grappoli migliori e poste sulle cosiddette “cannizze”, lunghe stuoie realizzate con listarelle di canne, sulle quali vengono lasciate appassire lentamente, con un sistema quotidiano di “scannizzamento” e “incannizzamento” secondo il quale di giorno le uve sono esposte al sole e di notte e ricoverate in locali areati naturalmente o artificialmente.

Quando i grappoli sono appassiti al livello voluto, si procede alla diraspatura e alla pigiatura; il mosto così ottenuto viene messo a fermentare in botti. Successivamente, dopo alcuni travasi chiarificatori, che vengono normalmente effettuati a gennaio e a marzo, si procede all’imbottigliamento.

Si ottiene un vino di colore oro ambrato, l’assaggio è unico.
Un vino che regge tranquillamente abbinamenti sia dolci che salati, ma che può essere anche un ottimo vino da meditazione da bere pacificamente da solo.

La Malvasia delle Lipari DOC nella versione dolce è un vino da dessert e nella versione Passito rappresenta un ottimo vino da meditazione e si abbina perfettamente con la pasticceria locale: sesamini, nacatuli, giggi, piparelli, cassateddi e spichitedda.
Nella versione liquorosa è l’abbinamento perfetto per il cioccolato.

Può anche essere servito freddo come vino da aperitivo, accompagnato a formaggi a pasta molle piccanti come il provolone oppure con gli erborinati come il gorgonzola.

La Malvasia in loco viene anche offerta nella versione “granita con le pesche".

Per eventi il Malvasia Day promuove la manifestazione la cantina siciliana Tasca d’Almerita
Fonti di questo articolo:



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