Santa Lucia e la storia della cuccia

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Santa Lucia e la storia della cuccia

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Pubblicato in Cultura e Società · 14 Dicembre 2023
Tags: SantaLuciastoriacucciadolcesiciliano13dicembrecelebrazionefestaSicilia
La Storia della cuccia, il dolce di Santa Lucia, il 13 dicembre cade la celebrazione di Santa Lucia, una festa che anticipa il Natale, in Sicilia.
Sono due le città siciliane che si contendono la primogenitura, con una storia che rimbalza quasi identica tra Palermo e Siracusa. Alcuni la vorrebbero ambientata nel capoluogo palermitano, durante la carestia del 1636, il cibo scarseggiava e durante l’omelia del 13 dicembre si invocò l’aiuto della patrona, l’indomani si vide entrare in porto una nave carica di grano.
Così per onorare l’evento provvidenziale, in Sicilia si applicò una regola per “Santa Lucia, panelle e cuccia”, per ricordare di attenersi a grani e legumi, evitando cereali trasformati e rinunciando a pane e pasta.“
Da quel momento in poi fu deciso che si mangiassero in quel giorno solo cuccìa e legumi, evitando farinacei (pane e pasta).
Questo antica usanza, proibi il consumo di farinacei per il giorno di Santa Lucia anche a Palermo, è confermata da Giuseppe Pitrè: “Santa Lucia pani vurria, pani nu nn’hauiu, accussì mi staiu” (Santa Lucia vorrei del pane, ma pane non ho, quindi resto digiuno).  Da qui, dunque, nasce l’usanza di mangiare sia la cuccia che pietanze come arancine, panelle, sformati di riso e gattò di patate. Ma mai pane o pasta!
Il termine “cuccia” deriva dalla voce siciliana “cocciu” (granello). Di fatto si tratta di “granelli” di frumento. Nell’800 si parla della derivazione dal greco kokkía derivazione di cuccìa, i grani.
In questo termine si ritrova la sopravvivenza del culto pagano di Demetra-Cerere, dea delle messi e quindi del grano, che in epoca cristiana fu sostituita dal culto di Santa Lucia.
Ci sono delle varianti in Sicilia sulla cuccia, la particolare cuccia trapanese, che prevede anche ceci, fagioli e mosto cotto, la base di grano lessato diventa dessert con pochi altri ingredienti, a Caltanissetta la cuccìa viene consumata non dolce, ma come pietanza salata. Viene preparata come una minestra di grano cotto, ceci lessati e condita con sale, pepe e olio extravergine d'oliva novello e servita calda.
Da un lato la versione “in bianco”, con ricotta di pecora, zucchero, gocce di cioccolato, cannella e zuccata ovvero zucca candita, che può prevedere anche una più semplice crema di latte addensata con amido, a quella più moderna e sostanziosa al cioccolato, con fondente e cacao.
Ricordiamo che Santa Lucia è una delle sette vergini menzionate nel Canone romano ed è tradizionalmente invocata come protettrice della vista. Le sue spoglie mortali sono custodite nel Santuario di Lucia a Venezia.

Il luogo di culto principale è la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro a Siracusa.
Caravaggio ci ha lasciato un opera, Il Seppellimento di santa Lucia è un dipinto di, a olio su tela (408×300 cm), esposto sull'altare del Santuario di Santa Lucia al Sepolcro a Siracusa.
La chiesa di Santa Lucia alla Badia, è una chiesa di Siracusa, situata in piazza Duomo e dedicata alla Santa Patrona siracusana.
A Comiso Santa Lucia è particolarmente venerata nella Chiesa parrocchiale Santa Maria delle Stelle (Chiesa Madre), ove le è dedicato uno degli altari laterali.
Fonti di questo articolo:


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