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folklore

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In Sicilia il pane non è solo un alimento: è rito, memoria e identità. Il pane votivo nasce da una promessa fatta a un santo (ex voto), da una grazia ricevuta o da un desiderio affidato alla protezione divina. Modellato a mano con pazienza e devozione, diventa una piccola opera d’arte effimera che parla il linguaggio simbolico della millenaria tradizione contadina.
Il Significato: Oltre il Folklore
Il pane votivo non è un semplice prodotto gastronomico, ma un gesto pubblico e domestico.
Ex voto: viene offerto come ringraziamento per un miracolo o una guarigione.
Protezione: spesso non viene consumato subito, ma conservato per mesi in casa come segno di benedizione per la famiglia e il raccolto.
Arte femminile: è un sapere antico, una tecnica di "scultura povera" tramandata di madre in figlia che trasforma la farina in pizzo.
Aprile 1954, un pullmino Volkswagen malandato, carico di apparecchiature all’avanguardia per la registrazione del suono, attraversa l’Italia da nord a sud. Alla guida c’è un uomo, che parla un curioso “itagnolo”, una sorta di spagnolo ed italiano: è Alan Lomax.

Lo scopo del viaggio è ambizioso: documentare le tradizioni musicali popolari italiane per la collana World Library of Folk and Primitive Music, pubblicata dalla Columbia Records, uno dei più importanti progetti etnomusicologici del Novecento.

All’epoca Lomax, un quarantenne, è già una figura di primo piano negli Stati Uniti. Insieme al padre John, pioniere degli studi sul folklore americano, aveva percorso le strade del Sud degli USA registrando canti di lavoro, blues, ballate e spirituals, contribuendo a far conoscere artisti leggendari come Lead Belly e Woody Guthrie.
Basta cantarla come se fosse una festa.
Vitti ’na crozza è il grido di un popolo sacrificato. Pensate davvero che sia una canzone allegra? Che quel ritmo incalzante serva a farci ballare? Ci hanno insegnato a cantarla senza ascoltarla. Abbiamo trasformato un atto d’accusa in un souvenir per turisti.
La realtà è stata scritta nel fango e nello zolfo delle miniere siciliane, nelle zolfare. Vitti ’na crozza, ho visto un teschio, non è folklore: è la voce di padri e di figli, di carusi senza un nome, senza un funerale e senza il rintocco delle campane.
È il crudo racconto di una Sicilia usata come fornitore di combustibile per l’Unità d’Italia e poi abbandonata al silenzio.
Oggi ci piacerebbe restituire la giusta dignità alla memoria di questo canto.
Palazzolo Acreide, un luogo dove la storia non si limita ai monumenti, ma prende vita in leggende affascinanti e misteri radicati nel folklore popolare. Preparatevi a scoprire due racconti che, a distanza di secoli, continuano a tessere la trama culturale di questa incredibile città.
Vampi e Falò: La Sicilia Celebra l'Antica Magia del Fuoco
In Sicilia, il fuoco è un elemento vivo, carico di simbolismo. Ha illuminato le notti, accompagnato riti di purificazione e scandito i cicli delle stagioni. Oggi, queste tradizioni continuano a splendere nei vampi e nei falò, che rendono l’isola ancora più affascinante e suggestiva.
Scopriamo insieme chi sono i ciaramiddari, i mitici zampognari siciliani! In questo post esploreremo le loro origini, la tradizione musicale e il fascino che portano con sé durante le festività. Pronto a lasciarti trasportare dalle note della Sicilia?
Le festività pasquali sono molto sentite in Sicilia e sono molte le manifestazioni sacre nei giorni delle festività della Pasqua che animano le strade delle grandi città come quelle dei piccoli paesi.
Molte di queste tradizioni affondano le loro radici in secoli lontani
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