I Genovesi, gli inglesi ed il campanile di Messina

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I Genovesi, gli inglesi ed il campanile di Messina

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Pubblicato in Cultura e Società · 11 Novembre 2022
Tags: GenovesiinSiciliainglesiinSiciliacampanilediMessina

I Genovesi, gli inglesi, la pignolata, la granita ed il campanile di Messina con il più complesso orologio meccanico ed astronomico del mondo

Furono i Genovesi ad aprire la strada alla prima colonia inglese che troviamo nella Sicilia occidentale già nel XIV secolo, è l’inizio con anticipo, del declino delle marinerie italiane, si tratta d’un declino che si colloca in un quadro di ristrutturazione generata dalle grandi scoperte geografiche, che hanno spostato lo spazio economico a livello tendenzialmente planetario, spostandone il baricentro dal Mediterraneo all’Atlantico.
L’arrivo dei panni inglesi è portatore di conseguenze. Fino ad allora il commercio mediterraneo era stato un grande baratto, un grande scambio di prodotti tra paesi affacciati sullo stesso mare; le compensazioni potevano essere anche multilaterali ma erano pur sempre compensazioni e quindi vi era una generale tendenza all’equilibrio.
È molto probabile che i prodotti inglesi venissero pagati con la seta, e le mentre forme del loro insediamento quello inglese rimanesse limitatamente alla presenza di singole case commerciali.
Con l’astro nascente di Anversa, i mercati del Nord persero provvisoriamente interesse per i grandi mercanti genovesi, si affacciano i Merchant Adventurers, mercanti che nel 1514, in società con alcuni partners inglesi, equipaggiarono in Inghilterra alcune navi con l’intento di inviarle verso mercati orientali per reperire merci da portare poi a Londra,
Nel mediterraneo una città su tutte, beneficiò dei frutti del commercio serico, cioè Messina. Infatti, nel 1591, la città dello Stretto, pagando le fu concesso il monopolio commerciale di tutta la seta prodotta, sia grezza sia lavorata, nel territorio compreso tra Siracusa e Termini, questo per quasi un secolo.
In questo modo, la città divenne snodo importantissimo del commercio internazionale di seta: mediante l’intermediazione degli armatori locali e dei mercanti genovesi e toscani, in seguito, di quelli francesi e inglesi, la seta prodotta in Sicilia approdava a Livorno, Genova, Marsiglia, da dove in gran quantità veniva esportata anche fino a Lione, e Londra.
La seta che non veniva esportata era destinata alle botteghe di filatori e tessitori delle uniche tre città isolane, Messina, Palermo e Catania, a poter effettuare le fasi successive del ciclo produttivo. I maestri tessitori, con la loro arte, davano vita ad abiti preziosi, velluti e tessuti utilizzati per i paramenti sacri.
Ma c’è anche la Sicilia dello zucchero, dove troviamo non solo la coltivazione della canna da zucchero ma anche la sua trasformazione in prodotto finito.
La rivoluzione economica preparata nel Cinquecento non riesce a decollare, nel Seicento tutto si rimette in discussione: le flotte arretrano e la Sicilia con lei, perde i suoi primati nei settori trainanti del grano, dello zucchero, della seta, si torna indietro verso un’agricoltura di sopravvivenza per il bracciante e di rendita per il barone.
Messina, Sicilia nord-orientale, separata dall'Italia dallo Stretto di Messina, quella dei mostri mitologici di Scilla e Cariddi, è nota per il Duomo di Messina, di epoca normanna, caratterizzato da portale gotico, finestre del XV secolo, per il suo orologio astronomico sul campanile, con la storia della fondazione della città. Non un normale campanile del duomo o torre dell'orologio dell'omonimo duomo. di Messina, sappiate che a mezzogiorno non ha pari, il campanile contiene il concerto più grande di tutta la Sicilia composto da ben 8 campane, alto circa 60 metri, a forma di torre con tetto a cuspide, alleggerito su tutti i lati da coppie di bifore con arco a sesto tondo, contiene un magnifico orologio animato, vero gioiello meccanico, commissionato dall'arcivescovo Angelo Paino alla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933. Tale sistema è considerato il più grande ed il più complesso orologio meccanico ed astronomico del mondo.
Nelle vicinanze si trovano fontane in marmo decorate con figure mitologiche, come la Fontana di Orione, quella con un museo con due opere del Caravaggio, quella della birra messina che recita "Questa si chiama meraviglia, che mi prende e mi scompiglia, ha il colore del sole, ha il sapore del mare, ....", quella della mezza con panna e brioche, la città della pignolata, quella della Vara della Madonna dell'Assunta portata per le vie della città a Ferragosto, è un grande carro votivo dedicato alla Madonna Assunta portato in processione, Messina in summa.




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