La Sicilia è terra di cammini e di pastori

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La Sicilia è terra di cammini e di pastori

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Pubblicato in Cultura e Società · 18 Novembre 2022
Tags: camminiinSiciliapastoriinSicilia

La Sicilia è terra di cammini e di pastori

La Sicilia è terra di cammini, ce ne sono molti, vi invitiamo a guardare le pagine dedicate ad essi, ci sono molti borghi, stesso invito, parchi naturali, in questo andirivieni a piedi in bici a cavallo , in moto, nel nostro peregrinare incontriamo i pastori.
Già il pastore, nella sacra Bibbia e anche nel Corano, uno dei pastori è Abramo, in Giovanni (10,1 – 18) dove lo stesso Gesù dice: “Io sono il buon pastore.
Anche nella mitologia greca che romana è piena di riferimenti: il dio della pastorizia Pan, assimilato a Fauno in quella romana; il Vello d’oro cercato da Giasone e gli Argonauti; il pastore e ciclope Polifemo beffato da Ulisse; la capra Amaltea che allattò Zeus; il pastore Aci e tante altri ancora.
Non possiamo non ricordare la frase mussoliniana, “Meglio un giorno da leone che cento anni da pecora”.

Come non citare il teatro Andromeda, è un teatro all'aperto sito in territorio di Santo Stefano Quisquina, nei monti Sicani. Questo teatro è stato costruito da un pastore, l’artista di nome Lorenzo Reina, che ha realizzato in una zona panoramica un palco circolare e dei posti a sedere, costituiti da blocchi di pietra che riproducono in numero (108) e disposizione le stelle della costellazione di Andromeda (da cui il nome). Il teatro sta riscuotendo un grande successo, venendo presentato persino alla XVI edizione della Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia.
In corrispondenza del solstizio d’estate l’ombra del sole proiettata da un disco posto alle spalle del palco proietta un cerchio che coincide con uno spazio nero circolare sul palco. Allo stesso modo dalla bocca di una scultura al tramonto passa un raggio di sole. Viene anche definito il teatro in pietra più alto al mondo per il fatto di trovarsi circa a quota 900 metri.

Ritorniamo al pastore, si alza prima che sorga il sole ed inizia la mungitura che termina dopo qualche ora. Successivamente si porta il gregge al pascolo. Non gli mancano nessuno degli elementi naturali, gelo, vento, pioggia, caldo torrido, umidità e afa niente lo ferma il pastore. Durante il pascolo sta in continuo movimento, percorrono insieme ad essi una decina di km al giorno. Ritornati all’ovile intorno  bisogna fare la seconda mungitura, spalare il letame del recinto e dare da mangiare ai cani ecc. ecc. Il pastore conosce tutte le sue pecore e le sue capre, è lui che decide quale sarà macellata, quale delle femmine dovrà essere fecondate.
Il periodo della tosatura, la produzione dei prodotti caseari nella loro azienda. Quando acquistate un prodotto dal pastore abbiate più rispetto in considerazione per questi lavoratori e andargli incontro senza tante storie pagando il prodotto un giusto prezzo senza lamentarsi, le politiche, nazionali ed europee, lasciatele al supermercato. Nel periodo della tosatura il numero degli attrezzi impiegati nella tosatura è estremamente ridotto: ci sono innanzitutto i furrizzi e le fuòrfici (o fòbbici) di tunniri. Esse sono ricavate da un unico pezzo d’acciaio ritorto, con il metallo appiattito alle due estremità e formante due lame a base larga e vertice appuntito che sfregano l’una contro l’altra se si stringe l’impugnatura. Il loro vantaggio ergonomico è costituito dal fatto che quando la mano dell’operatore allenta la pressione esercitata, le lame ritornano da sole in posizione di aperto. I pastori ricordano ancora le forbici di un tempo fatti d’i mastri, oggi si tosa ch’i machinètti, rasoi elettro meccanici. Se notate una pietra tonda nell’area della tunnitura è la petra o petra-mola, serviva per rifare la lama alle forbici usurate che hanno perso capacità di taglio. Le pause, costituite intense consumazioni di cibo, pane vino salame formaggi trippa olive, consentono uno stacco dal faticoso lavoro.
Elementi principali del pranzo sono la pasta, cotta in enormi quadàri e condita entro una capiente maìdda con ragù di carne di pecora e ricotta ’nfunnàta grattugiata, e naturalmente carne di ovino bollita o arrostita sulla brace (crastagnieddu), ma anche vino abbondante e una grande varietà di prodotti della terra, olive peperoncini funghi melanzane pomodori secchi, la cui principale caratteristica è quella d’esser brucènti, piccanti oltre misura.

Esiste in alcune località la Festa della Transumanza "SI SGAVITA 'A MUNTAGNA" a Geraci Siculo, storia e cultura della tradizione pastorizia. La salita (sgavita) delle mandrie e degli armenti dai pascoli di "marina" a quelli dell'alta montagna madonita, la manifestazione è finalizzata a sostenere la sopravvivenza di una delle più antiche pratiche dell’attività pastorale.
La transumanza degli armenti dalle zone collinari verso la montagna, o come si dice nel dialetto locale “Sgavitari a muntagna”, da qualche anno è divenuta una delle principali attrazioni del piccolo centro madonita. Protagonisti dell’evento sono le mandrie che, durante il passaggio attraverso il centro abitato, con il loro scalpitìo e i loro campanacci creano un’atmosfera unica nel suo genere, visite guidate in aziende zootecniche per assistere al raduno degli armenti e alla degustazione dei prodotti della caseificazione tradizionale. I visitatori potranno ammirare le bellezze architettoniche e artistiche, addentrandosi nelle viuzze del piccolo borgo medievale grazie a visite guidate curate dalla Pro Loco



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