
Qui tra le luci di Taormina: musica, teatro ed emozione
Tra le città siciliane è una di quelle capace di ispirare artisti e viaggiatori, Taormina occupa un posto unico.
Qui la bellezza non è mai solo da guardare: è da ascoltare, soprattutto quando il giorno cede il passo alla notte.
È questa atmosfera che ha ispirato Lights of Taormina, brano pubblicato nel 2015 dal musicista scozzese Mark Knopfler.
Tra le città siciliane è una di quelle capace di ispirare artisti e viaggiatori, Taormina occupa un posto unico.
Qui la bellezza non è mai solo da guardare: è da ascoltare, soprattutto quando il giorno cede il passo alla notte.
È questa atmosfera che ha ispirato Lights of Taormina, brano pubblicato nel 2015 dal musicista scozzese Mark Knopfler.
Aprile 1954, un pullmino Volkswagen malandato, carico di apparecchiature all’avanguardia per la registrazione del suono, attraversa l’Italia da nord a sud. Alla guida c’è un uomo, che parla un curioso “itagnolo”, una sorta di spagnolo ed italiano: è Alan Lomax.
Lo scopo del viaggio è ambizioso: documentare le tradizioni musicali popolari italiane per la collana World Library of Folk and Primitive Music, pubblicata dalla Columbia Records, uno dei più importanti progetti etnomusicologici del Novecento.
All’epoca Lomax, un quarantenne, è già una figura di primo piano negli Stati Uniti. Insieme al padre John, pioniere degli studi sul folklore americano, aveva percorso le strade del Sud degli USA registrando canti di lavoro, blues, ballate e spirituals, contribuendo a far conoscere artisti leggendari come Lead Belly e Woody Guthrie.
Lo scopo del viaggio è ambizioso: documentare le tradizioni musicali popolari italiane per la collana World Library of Folk and Primitive Music, pubblicata dalla Columbia Records, uno dei più importanti progetti etnomusicologici del Novecento.
All’epoca Lomax, un quarantenne, è già una figura di primo piano negli Stati Uniti. Insieme al padre John, pioniere degli studi sul folklore americano, aveva percorso le strade del Sud degli USA registrando canti di lavoro, blues, ballate e spirituals, contribuendo a far conoscere artisti leggendari come Lead Belly e Woody Guthrie.

La Compagnia teatrale dell'Aurora è felice di annunciare il ritorno di uno dei suoi più grandi successi: "Notre Dame, un amore impossibile".
Dopo aver incantato il pubblico nelle precedenti stagioni, la celebre storia di Quasimodo ed Esmeralda, tratta dal capolavoro di Victor Hugò, torna a vivere sul palco con le indimenticabili musiche di Riccardo Cocciante, cantate dal vivo.
Sabato 25 ottobre, ore 21:00
Dopo aver incantato il pubblico nelle precedenti stagioni, la celebre storia di Quasimodo ed Esmeralda, tratta dal capolavoro di Victor Hugò, torna a vivere sul palco con le indimenticabili musiche di Riccardo Cocciante, cantate dal vivo.
Sabato 25 ottobre, ore 21:00

Trio NOANCA
Domenica 15 Giugno alle ore 19.00, presso l’A/telier di Via Pizzo 42 a Modica Alta abbiamo il piacere di ospitare il Trio Noanca di Ravensburg, Germania:
Carmen con la sua fisarmonica, Andreas il contrabbassista e Norbert con violino e viola.
Domenica 15 Giugno alle ore 19.00, presso l’A/telier di Via Pizzo 42 a Modica Alta abbiamo il piacere di ospitare il Trio Noanca di Ravensburg, Germania:
Carmen con la sua fisarmonica, Andreas il contrabbassista e Norbert con violino e viola.
Lo ammetto senza problemi: non ho mai desiderato una Stratocaster.
Per chi fosse a digiuno di musica e chitarre, la Stratocaster è un modello di chitarra elettrica progettato da Leo Fender e introdotto nel 1954 dalla Fender Musical Instruments Corporation.
Per chi fosse a digiuno di musica e chitarre, la Stratocaster è un modello di chitarra elettrica progettato da Leo Fender e introdotto nel 1954 dalla Fender Musical Instruments Corporation.
Scopriamo insieme chi sono i ciaramiddari, i mitici zampognari siciliani! In questo post esploreremo le loro origini, la tradizione musicale e il fascino che portano con sé durante le festività. Pronto a lasciarti trasportare dalle note della Sicilia?
Concerto di Natale “Et Incarnatus Est”
Sotto la direzione del maestro Salvatore Ferraro, il coro a quattro voci miste, preparato con cura da Benedetto Pillitteri, si unirà all’orchestra per un momento di profonda contemplazione musicale e raccoglimento.
Sotto la direzione del maestro Salvatore Ferraro, il coro a quattro voci miste, preparato con cura da Benedetto Pillitteri, si unirà all’orchestra per un momento di profonda contemplazione musicale e raccoglimento.
Palermo Tattoo Convention 2024, decimo anniversario al Palagiotto
Dal 18 al 20 ottobre, la Palermo Tattoo Convention, oltre 120 tatuatori da tutto il mondo per tre giorni di arte, performance e musica.
Dal 18 al 20 ottobre, la Palermo Tattoo Convention, oltre 120 tatuatori da tutto il mondo per tre giorni di arte, performance e musica.
Si è soliti dire che il jazz nasca nella società americana dalla minoranza afroamericana. Tuttavia, nella sua storia affiorano anche influenze e protagonisti di origine siciliana, e la sua prima diffusione discografica si deve proprio a un musicista italoamericano.
Il 26 febbraio 1917 Nick La Rocca, insieme alla Original Dixieland Jass Band, incise quello che viene comunemente considerato il primo disco della storia del jazz.
Il 26 febbraio 1917 Nick La Rocca, insieme alla Original Dixieland Jass Band, incise quello che viene comunemente considerato il primo disco della storia del jazz.
È un fatto che storia del jazz sia costellata da nomi meridionali e che una corrente artistica importante del ‘900, il jazz, in quel di New Orleans, era proprio quella d’un siciliano che fondò la band che avrebbe registrato uno dei primi album a 78 giri.
Dominic James La Rocca, detto Nick, è stato un musicista, compositore, arrangiatore e bandleader statunitense di origine italiana. Virtuoso cornettista, è considerato un pioniere del jazz classico, di cui fu uno dei primi interpreti in assoluto.
Dominic James La Rocca, detto Nick, è stato un musicista, compositore, arrangiatore e bandleader statunitense di origine italiana. Virtuoso cornettista, è considerato un pioniere del jazz classico, di cui fu uno dei primi interpreti in assoluto.
Nel corso dei secoli, in Sicilia si sono succedute una moltitudine di civiltà, ognuna con una tipica manifestazione musicale. Risulta pertanto complicato rintracciare le origini della musica popolare siciliana. In generale, è possibile affermare che il canto popolare siciliano è nato dalla tradizione orale.
I canti venivano tramandati da villaggio a villaggio, da paese a paese e assumevano di volta in volta un aspetto differente, dando vita a numerose varianti. Gli strumenti più utilizzati sono il tamburello, il marranzano o scacciapensieri e lo zufulo simile a un flauto.
Alle figurazioni di danza tradizionale, che era formalizzata da un codice di gesti e movimenti radicati nell’esperienza di vita comunitaria, con valenze rituali, s’incominciano, a preferire i “balli d’arte”, espressioni di una emancipazione, illusoria, per uscire dalla condizione di marginalità.
FestiValle - il primo festival di musica e arti digitali della Valle dei Templi