Luz Long: l’atleta ariano, Motta Santa Anastasia - Cripta 2 “Caltanissetta”, piastra E

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Luz Long: l’atleta ariano, Motta Santa Anastasia - Cripta 2 “Caltanissetta”, piastra E

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Pubblicato in Cultura e Società · 23 Settembre 2022
Tags: LuzLongatletacimiteromilitaretedeschiinSiciliaMottaSantaAnastasiapietredellamemoria
Luz Long: l’ariano Motta Santa Anastasia - Cripta 2 “Caltanissetta”, piastra E
Un nome è inciso sulla lastra di ardesia preceduto dal grado e seguito dalle date di nascita (27 IV 13) e di morte (14 VII 43).
È quanto resta di Carl Ludwig Long, detto Luz, uno dei 4.561 soldati tedeschi morti in Sicilia durante la Seconda Guerra Mondiale e sepolti nel cimitero militare germanico di Motta Sant’Anastasia.

Dietro questo nome si cela la storia di uno degli atleti che più di ogni altro ha saputo incarnare lo spirito sportivo di eguaglianza promosso da Pierre de Frédy, barone di Coubertin, fondatore dei moderni Giochi olimpici.

La mattina del 4 agosto 1936 Luz si qualifica  per la finale del salto in lungo. Il favorito all’oro, però, è il 23enne afro-americano Jesse Owens, già detentore di numerosi record, che a Berlino si appresta a fare la storia dell’atletica: vincerà ben 4 medaglie d’oro.

La qualificazione si svolge in concomitanza con le batterie dei 200 m. piani: Ownes è impegnato in entrambe le specialità, e la contemporaneità dei due eventi lo distrae, facendogli rimediare due salti nulli
L’atleta tedesco Luz Long, si avvicina e gli suggerisce, quindi, di staccare prima della linea di battuta e gli indica il punto esatto ideale del punto di stacco.
Owens segue il consiglio del rivale e si qualifica per la finale del pomeriggio. Long è il primo a congratularsi con l’atleta americano, sia in occasione della qualificazione, sia dopo la vittoria in finale del rivale che conquista la medaglia d’oro e lascia a lui il secondo piazzamento.
Tra i due nasce una profonda amicizia.

Nell’aprile del 1943 Luz Long viene assegnato alla divisione Herman Göring e il mese successivo è inviato in Sicilia. Poco dopo lo sbarco degli Alleati sull’isola, Long rimane gravemente ferito negli scontri. Viene catturato e trasferito in un ospedale da campo inglese, dove i medici militari, non possono far altro che constatarne il decesso. Era il 14 luglio 1943.

Long è morto vestendo la divisa di quel regime  del quale non condivideva obiettivi e ideologia, come dimostrano le parole che nel 1932 affida a una lettera inviata alla nonna: “Tutte le nazioni del mondo hanno i propri eroi, i semiti così come gli ariani. E ognuna di loro dovrebbe abbandonare l’arroganza di sentirsi una razza superiore”.

Se doveste trovare una pietra, è un piccolo simbolo, serve come legame alla memoria per  ricordare che la sua storia non è stata dimenticata.

Messaggero di pace e fratellanza quale è stato promotore in vita, così riporta la targa  all’entrata del cimitero militare germanico di Motta Sant’Anastasia,
“i sepolcri dei caduti sono i grandi predicatori della pace” (Albert Schweitzer, premio Nobel per la pace).
Fonti di questo articolo:



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